martedì 17 febbraio 2015

ANCHE OLTRE LE GESTA DEL FANATISMO QUAEDISTA,LA JIAD ISLAMICA SI AFFACCIA ORA SUL MEDITERRANEO/UN FERMO CONTRASTO COORDINATO IN AMBITO ONU

APS –Anno XX ( nuova serie ) – n° 695 di martedì 17 febbraio 2015 LA JIAD ISLAMICA SUPERA ANCHE LE MOSTRUOSE GESTA DEL FANATISMO QUAEDISTA E S’AFFACCIA SUL MEDITERRANEO/UN FERMO CONTRASTO COORDINATO IN AMBITO ONU Roma,17/02/15 – (Aps) - Il salto di qualità che si sta compiendo in questi giorni con l'offensiva jaidista verso i Paesi dell'Occidente - da singoli, ipermirati attacchi terroristici nelle capitali europee, da Parigi a Copenaghen, ad una situazione ben più allarmante di una vera e propria espansione militare sul territorio - richiede la più attenta e responsabile considerazione.Soprattutto l'Italia- a poche centinaia di Km dai nuovi capisaldi dell'Isis in Libia - ha il dovere di contrastare la minaccia aggressiva del cosiddetto "Stato islamico" che tende a stabilizzarsi sulla sponda africana a noi più vicina geograficamente.Dopo la chiusura della nostra Ambascita a Tripoli – l’unica ancora aperta tra quelle dei principali Stati europeo-occidentaliUn contrasto da attuare,come è naturale che sia,unicamente con il pieno coinvolgimento Onu,come richiesto non solo dal nostro Paese bensì da tutte le altre Nazioni europee che intendono reagire alle nuove barbarie che l'Isis sta facendo conoscerci.L’attivazione del Governo italiano,sul piano interno ed internazionale,è la prima risposta adeguata,su quella linea della responsabilità e della fermezza sopra evocata,che tiene nella dovuta considerazione anche le esortazioni ,o ammonimenti, che ci vengono da varie parti,come proprio ieri è accaduto da parte della palestinese Hamas,che ha voluto segnalarci come una reazione da parte italiana sarebbe vista come un gesto di ostilità antiaraba,addirittura una crociata.Continuando cosi a confondere la causa araba – che nessuno mette in discussione – dai sintomi allarmanti,intollerabili della violenza e del terrore jadista dell’Isis, che vanno si contrastati e nella maniera più ferma possibile da parte dell’intera comunità internazionale e non dai paesi che sono nel mirinodella nuova ultima più inquietante offensiva,che fa anche impallidire le gesta fanatiche del quaedismo. La novità ed i pericoli nuovi connessi a questo quadro aggiornato dei focolai di guerre e delle tensioni mondiali sta mutato assetto degli equilibri internazionali rispetto al passato recente del secolo appena trascorso.Non viviamo più in un mondo bipolare caratteristico della “guerra fredda” conclusasi con la caduta del muro di Berlino e con la messa in liquidazione del comunismo internazionale,con il crollo di quei regimi est-europei che avevano mutuato pedissequamente la formula di governo stalinista.Non esiste più neppure un solo guardiano del mondo anche se la potenza nord-americana resta un saldo baluardo a difesa delle libertà e dei diritti universali.Il mulipolarismo delle molte potenze regionali, dalla Russia alla Cina,all’India al Brasile all’Europa - che da culla della democrazia,dei diritti e della dottrina politica liberale da cui derivano tutte le diverse declinazioni del verbo democratico,- tarda a darsi quell’assetto politico federale e non solo di comunità economico-monetaria, che soltanto potrebbe darle la forza ed il ruolo per poter veramente parlare con una sola voce a nome del Vecchio continente. SANARE IL CORTO CIRCUITO POLITICO-ISTITUZIONALE CREATO FORTUITAMEN= TE A MONTECITORIO SUL DDL PER LA RIFORMA DEL SENATO Roma,17/02/15 – (Aps) –Oscurato dalla vicenda preoccupante del terrorismo Jiadista attestato minaccioso ora anche sulle rive del Mediterraneo,l’episodio parlamentare del fine settimana scorsa,quando Montecitorio – nel corso dell’infocato dibattito sul ddl costituzionale di riforma del Senato,tra il serio ed il faceto si è creato un caso non consueto –i precedenti nel Parlamento repubblicano sono pressocchè sconosciuti,forse la legge- truffa cosiddetta Ruini – un,dicevamo,inusuale fenomeno di Aventino,tra tutte le forze parlamentari diverse dal Pd e dai suoi alleati minori di governo(Ncd,Sc,e pochi altri). Le motivazioni che hanno messo assieme così disparati “aventiniani” (dal M5S,a Fi,aLega,a FdI) sono ovviamente le più diversificate possibili nella sostanza ed inoltre era inoltre presente l’occasione “forte” per il battesimo di Forza Italia,edizione post-Nazzareno.Così di fatto è stato e non ci sarebbe da preoccuparsi più di tanto se la fattispecie di abbandono dell’aula(dopo indicibili comportamenti fuori etichetta parlamentare) non costituisse comunque formalmente un corto circuito politico parlamentare che offusca il ruolo ed il prestigio delle Camere.La riunione della Direzione Pd è valsa a rilanciare l’esigenza del dialogo tra tutte le componenti della rappresentanza popolare che siede appunto in Parlamento. Ed in Forza Italia (a parte le inevitabili performance dell’immancabile Brunetta) è ripresa,come era prevedibile la marcia di riavvicinamento a sostanza e contenuti del semprieterno Patto del Nazzareno.Poi oggi la congiuntura “mediterranea” che certo ci interssa da vicino potrebbe rimescolare le carte nei rapporti trai partitii, o di alcuni di essi,tra maggioranza ed aventiniani un po’ per caso.

venerdì 6 febbraio 2015

UNA PROVA DI MATURITA',LA SCELTA DI MATTARELLA AL QUIRINALE/PIU'FORTE LA MAGGIORANZA DELLE RIFORME/COL PATTO DEL NAZZARENO NE CADE ANCHE L'OGGETTO IMPOSSIBILE

APS –Anno XX ( nuova serie ) – n° 694 di venerdì 6 febbraio 2015 DOPO LA PROVA DI SERIETA’ DELLA SCELTA DI MATTARELLA,SI RAFFORZA LA MAGGIORANZA DELLE RIFORME ATTORNO A RENZI/CADONO COL PATTO DEL NAZZARENO L’OGGETTO IMPOSSIBILE DI SOTTINTESI E FRAINTENDIMENTI Roma,06/02/15 – (Aps) – Con gli avvenimenti sicuramente al di fuori dalle ordinarie previsioni degli esperti del ramo,di osservatori od analisti,degli otto,nove giorni appena trascorsi si è messo decisamente in movimento lo scenario politico italiano.In un quadro che tutto lasciava presagire fosse ancorato – sia pure nelle indeterminatezze,i sottintesi ed i fraintendimenti che di sicuro erano ed in abbondanza nel caso di specie – al cosiddetto Patto del Nazzareno siglato a Roma appena pochi giorni più di un anno fa tra l’ex ed ormai piuttosto malconcio,politicamente parlando e forse non solo,ex Cavaliere ed il giovane e rampante neo-leader del Pd.In procinto,va ricordato,di installarsi,con una serie combinata di mosse fulminee, di lì a qualche settimana addirittura a Palazzo Chigi.Che cosa era accaduto sulla scena politica di casa nostra perché si verificasse un così deciso e repentino cambiamento.La elezione del nuovo Capo dello Stato – dopo le dimissioni di Napolitano a metà gennaio, al compimento delle semestre a guida italiana nella Ue,e come era stato chiaramente esplicitato all’atto del rinnovo del suo mandato meno di due anni addietro – aveva offerto a Renzi la opportunità di dimostrare non solo a Berlusconi e compagni ma dinanzi all’opinione pubblica che continua a seguire con sostanziale favore la sua condotta come Leader del Pd e soprattutto come Presidente del Consiglio, la propria autonomia, non ricattabile,nel guidare gli eventi a vertici della vita pubblica del Paese.Tra questi in primis la scelta del nome giusto nella difficile successione – per i meriti e le qualità fuori discussione del Presidente dimissionario Napolitano – di una figura adeguata che pienamente rispondesse alle esigenze del momento e dell’Alta carica da ricoprire.Il nome di Sergio Mattarella che Renzi ha offerto senza incertezze od indecisioni, a nome dell’intero Pd, ai Grandi elettori del Capo dello Stato(Deputati,Senatori.Delegati regionali)poteva chiaramente non andar bene ad altri settori dell’Assemblea di elettori;soprattutto non andar bene all’altro partecipante al Patto,vale a dire Berlusconi.Pur concernendo il Patto medesimo un alleanza istituzionale – non politica – sulle riforme.Da quelle sul nuovoSenato,tasformato in Camera delle Autonomie ,non più direttamente elettivo e con limitata potestà legislativa,tale da eliminare cioè il deprecato bicameralismo perfetto,giustamente giudicato mezzo di intralcio,e di ritardo alla funzione legislativa del Parlamento);alla riforma del titolo V della Costituzione,attraverso una sostanziale revisione della macchina delle autonomie – delle Regioni, ordinarie ed a statuto speciale, che sembra perdere ormai troppi colpi e da ogni parte.Oltre ad ad assestarne altri di conio negativo nel proprio funzionamento “domestico”,per così dire,per i costi spropositati di gestione,gli sprechi e molto altro,come tutti ben sappiamo.Ed ancora,ma non ultima per importanza,la nuova Legge elettorale,approvata – non senza tormenti anche per le minoranze del Pd - lo scorso mese di gennaio anche dal Senato, ma che dovrà tornare alla Camera per alcune modifiche che vi sono state apportate.Il nome di Mattarella – una figura eminente,rigorosa ed equilibrata di politico e costituzionalista,di matrice cattolico-democratica – ha ricevuto sei giorni fa a Montecitorio un voto quasi plebiscitario,poco sotto la soglia della maggioranza qualificata non richiesta alla quarta votazione di sabato scorso.Questo nome però non è andato bene a Berlusconi ed alla maggioranza del suo cerchio magico(in un primo tempo neppure ad Alfano (nonostante la posizione di alleagto minore del Pd nel governo di Renzi ) ma la scorsa settimana attratto dalle lusinghe dell’ex-Cavaliere per la ricostituzione dell’Alleanza moderata o di Destra.Ad elezione avvenuta ,come si è detto, quasi plebiscitariamente di Sergio Mattarella al Quirinale – con una scheda bianca votata trasversalmente da buona parte di Fi e da una frazione di Ncd – si è aperta tra i berlusconiani delle varie tendenze una tenzone assai accesa che ha in pratica messo in mora il Cavaliere che è stato costretto considerare concluso,o congelato,il Patto del Nazzareno con tutte i sogni e le ambizioni che l’ex-Premier vi aveva legato.Attorno a Renzi – che esce ancora una volta vincente anche in questo difficile,delicato passaggio istituzionale – tende ora a coagularsi un più esteso fronte di sostegno che va,in molti casi da Sel ai fuoriusciti di Cinque Stelle,e specie al Senato,ai dissidenti di FI e del Gruppo delle Autonomie.Mentre il dissolvimento del movimento di Scelta Civica ha già registrato l’adesione di otto parlamentari,tra cui il Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini. Insomma sembrerebbe non dover aver importanza alcuna il problema,per Renzi,di portare avanti con tranquillità il programma di riforme che – se a quelle istituzionali prima citate si aggiungono la Giustizia(rivoluzionando il concetto di corruzione,come viene anticipato),la Pubblica amministrazione,la Scuola e cosi via – rappresenta un impegno innovatore di vasto raggio e di grande momento, del quale il nostro Paese ha urgente bisogno.(ac)

sabato 31 gennaio 2015

SERGIO MATTARELLA NUOVO CAPO DELLO STATO,QUASI UN PLEBISCITO DAI GRANDI ELETTORI/UNA DEGNA SUCCESSIONE A NAPOLITANO/IL PD RITROVA L'UNITA'INTERNA,RIPRISTINATE IN POLITICA LE REGOLE DI SISTEMA

APS – Anno XX ( nuova serie ) – n°693 di sabato 31 gennaio 2015 MATTARELLA NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA/ DEGNA SUCCESSIONE A NAPOLITANO/RIPRISTINO UNITA’PD E FISIOLOGIA DELLE REGOLE DI SISTEMA Roma,31/01/15 – (Aps) – Il voto quasi plebiscitario,questa mattina, dei Grandi elettori riuniti a Montecitorio sin dall’altro ieri - con seicento sessantacinque si, nonostante la frammentazione estesa della rappresentanza popolare che si rifletteva ovviamente anche nella Assemblea dei Grandi Elettori – ha segnato probabilmente un voltar pagina nella storia politica così travagliata degli ultimi tempi,anche dopo le elezioni politiche del febbraio 2013.Sulla figura e sul significato della elezione del nuovo Capo dello Stato,Sergio Mattarella - che pronuncerà il suo discorso d’insediamento dinanzi a Camere riunite martedì prossimo – avremo modo di tornare presto In contrasto con questi eventi edificanti di una giornata cosi decisiva per la vita della Repubblica,una nota decisamente sgradevole e stonata l’ha segnata il servizio pubblico radiotelevisivo,la Rai,con il solito talk-show,”Porta a porta”. Come se nulla fosse accaduto in questi giorni, animato dal solito conduttore-cerimoniere Bruno Vespa,in omaggio alle leggi della “par condicio”,abbiamo dovuto sentirci ripetere le antiche logore formulette da prima,seconda Repubblica e via dicendo rivelatesi insopportabilmente vecchie nel confortante scenario odierno,anacronistiche come i volti dei personaggi che generalmente le pronunciavano stasera nel “salotto buono” delle rete ammiraglia della Rai. Detta anche “Terza Camera”,nella presunzione che molti eventi politici di oltre un ventennio – Berlusconi imperante – siano stati proposti,battezzati o modificati nello studio ovattato di quello show. Se questo è il vecchio di cui vorremmo definitivamente liberarci, e buttare a mare, e se veramente l’avvenimento di oggi con l’elezione al Colle di Sergio Mattarella potrà propiziare un clima di legalità e di rigore nella vita repubblicana - del quale lo stesso Presidente emerito Napolitano ha posto serie premesse – potremmo essere all’inizio di un percorso nuovo,a cominciare dalle risposte più urgenti che sono attese dalle famiglie - che l’amaro prezzo della recessionestanno ancora pagando sulla propria pelle;dai giovani ,dai disoccupati,dagli imprenditori impegnati in una difficile ripresa. Un percoroso utile e facilitatore delle riforme del Governo Renzi come di una più estesa rifondazione dell’apparato pubblico;dello Stato che nasce dalla Costituzione.Al di là di ogni fraintendimento “uti singuli” malauguratamente nato, ad esempio, attorno al chiacchierato Patto del Nazzareno.

domenica 25 gennaio 2015

PD/RICOSTRUIRE L'UNITA'INTERNA DOPO LO STRAPPO SULLA L.ELETTORALE/UN QUESTIONE DI SOSTANZA POLITICA E DI GALATEO NON SCRITTO/IL VOTO PER IL COLLE LIBERO DA OGNI CONDIZIONAMENTO

sabato 24 gennaio 2015 APS – Anno XX (nuova serie ) – n° 692 di venerdì 23 gennaio 2015 IL PD ALLA RICERCA DELLA UNITA’ PERDUTA SU UNA QUESTIONE DI SOSTANZA POLITICA E DI GALATEO INTERNO SU CUI FORSE OGGI RIFLETTONO TUTTI/LIBERARE IL VOTO PER IL COLLE DA OGNI CONDIZIONAMENTO Roma,23/01/15 – (Aps) – Una questione di sostanza politica rilevantissima ed anche per così dire di galateo.Non perché in politica,nei partiti siano richiesti riti e querimonie particolari,ma perché a maggior ragione nella comunità di un partito grande ed importante quale sono oggi i democratici non bisogna mai far venire meno il rispetto anche dell’avversario più irriducibile quando sia portatore di idee e proposte in reale contrapposizione con gli orientamenti del leader e della maggioranza che lo sostiene.Queste sono regole fondamentali dalle quali non bisogna mai discostarsi se non si vuole mettere a rischio quella unità interna più volte evocata in questi giorni nel Pd e di cui si è fatto portavoce autorevole l’ex segretario Bersani .Che forse sta inducendo a qualche comune ripensamento nel partito stesso e nel complesso delle sue componenti interne.Ed anche sul Segretario-Premier e sulle sue “intemperanze” giovanili per così dire potrebbe avere un influenza alla fine benefica al fine della ricompisizione dell’unità interna del Pd che poi – oggi tutti riconoscono - è la sola premessa ineludibile se si vuole veramente spogliare la “pratica” Capo dello Stato” da ogni veto preventivo,depurandola da ogni sottinteso o addirittura interesse di natura particolare o personale,quale è certamente quello coltivato dal Cavaliere che si giocherebber ogni carta,anche la più arrischiata,pur di ricavare dalla vicenda la possibilità di ottenere in qualche modo dal nuovo inquilino del Colle la famosa “agibilità politica”,nell’illusione di poter concorrere in parità di condizioni alle competizioni politiche prossime future.Come del resto si è anche almanaccato sulle ambizioni del Premier Renzi di veder seduto al Quirinale un Presidente che sia il suo Avatar.Ovvero chi possa lasciargli piena libertà di fare nella sua veste di Capo del Governo.Due sogni,forse speculari l’uno all’altro,che ci auguriamo non abbiano diritto di cittadinanza in questo delicato ed importantissimo passaggio della vita politico-istituzionale del nostro Paese.Che non alberghino alberghino davvero nella mente di Matteo Renzi e nella ventata di nuovismo operoso che egli aveva portato con se nella sua irruzione sulla scena politica ed istituzionale circa un anno fà. Oggi,mentre si chiude l’ultima settimana che precede il vero e proprio avvio dei passaggi politici che preludono all’apertuta a Montecitorio del seggio dei Grandi Elettori per le votazioni sul Capo dello Stato,posiamo registrare parecchi segnali dell’auspicato ripensamento suscettibile di restituire unità e forza al più grande partito italiano portatore di progresso e di riforme innovative – chiaramente improntate alla socialdfemocrazia europea - di cui il Paese ha bisogno.Un programma di riforme che chiaramente vanno affinate cammin facendo:un progetto operoso che tutto insieme il Pd sembra voler portare a compimento SI ACCENDE COME NEPPURE IN PASSATO LA CONTRAPPOSIZIONE TRA MAGISTRATURA E GOVERNO Roma,24/01/15 –(Aps) – La contemporanea cerimonia d’apertura dell’anno giudiziario nei distretti di corte d’appello delle principali città italiane – da Milano,a Torino,a Bologna,a Roma,a Palermo – ha fatto registrare,dopo il discorso del Presidente della Cassazione Santacroce,una singolare accentuata consonanza di toni nelle diverse relazioni svolte dai Presidenti delle singole Corti d’Appello.In pratica si è trattato di unico attodi accusa dei magistrati nei confronti del Governo delle riforme(poche) e timide avviate nel campo della giustizia a cominciare dai delundenti esiti in materia di prescrizione – vero scandalo ed inceppamento della macchina giudiziaria nelle passate legislature ed inoltre i passi falsi temporaneamente fermati sul limite di impunibilità per reati penali in materia fiscale,aventi riflessi diretti proprio nei procedimenti in corso o passati in giudicato dell’ex Cavaliere.Altri punti critici,dalla punitività delle misure per ridurre le ferie ai magistrati,alla inopportunità della audizione al processo di Palermo del dimissionario Napolitano,alla imprecisione e limitatezza delle altre riforme sul tappeto sempre in materia di giustizia. Naturalmente tanto coro assordante non poteva non sollevare reazioni indispettite degli ambienti politici di maggioranza,anche se, a quel che è dato da ritenere, non mancano neppure su questo terreno voci e toni autocritici sulla lentezza e cautela(eccessive) in un campo – quello appunto della macchina giudiziaria e dei diritti dei cittadini - in cui molto resta da fare per garantire un volto ed un decoro apprezzabili.

giovedì 22 gennaio 2015

Questa è anche la pagina Web dell’agenzia Aps notizie e commenti politici che si stampa ininterrottamente da circa 20 anni;osservatorio attento dei fatti che della politica connotano il corso.Nella nostra “era post-ideologica” appare in controtendenza rispetto a mode superficialmente innovative anche nel campo della cultura politica occidentale.Dalla liberaldemocrazia,alla socialdemocrazia al socialismo europeo.Promotore ne è Antonio CIAMPAGLIA: giornalista di”lungo corso”,ultimo direttore del Gr3/Rai;già Vicario di Rai international,notista politico,tra l’altro,di Gr eTg. Politologo ed editorialista, senior della Stampa parlamentare.

mercoledì 21 gennaio 2015

Versione web di APS,agenzia di notizie e commenti politici, è osservatorio privilegiato dei fatti che della politica connotano il corso.In controtendenza con la nostra era definita post-ideologica, è ben ancorato alla cultura politica europea: dalla liberaldemocrazia alla socialdemocrazia ed al socialismo europeo,dove ha saputo meglio esplicarsi.Ispiratore ne è Antonio CIAMPAGLIA,giornalista Rai di “lungo corso”,già Direttore Gr3,Vicario di Rai International.Notista anche di Gr eTg,è politologo ed editorialista,senior della Stampa Parlamentare.

sabato 17 gennaio 2015

LA "SEDE VACANTE" ACCRESCE CONFUSIONE ED INSICUREZZE NEL QUADRO POLITICO/L'INTRECCIO PERVERSO COL NAZZARENO/BIZANTINA A COSTITUZIONE VIGENTE,LA ELEZIONE NON DIRETTA DEL CAPO DELLO STATO

APS – Anno XX ( nuova serie ) – n° 691 di sabato 17 gennaio 2015 LA “SEDE VACANTE” ACCRESCE CONFUSIONI ED INSICUREZZE DEL QUADRO POLITICO/L’INTRECCIO PERVERSO COL NAZZARENO/BIZANTINA,A COSTITUZIO= NE VIGENTE,LA ELEZIONE NON DIRETTA DEL CAPO DELLO STATO Roma,17/01/15 –(Aps) – Come si può definire la attuale anomala situazione istituzionale italiana,che si ripete ovviamente,con problematiche non di poco conto nella metodica e nella scelta stessa del nuovo Presidente,ad ogni scadenza del mandato di quest’ultimo? Non ci pare scorretto – mutuando l’espressione dall’ordinamento di uno Stato quello Vaticano che un tempo si indicava come d’Oltretevere – parlare anche per la nostra Repubblica di “sede vacante”. Bene,per il nostro “conclave” repubblicano mancano a partire da oggi esattamente dodici giorni,e sono appena quattro i giorni addietro,quando il Presidente Napolitano – in perfetta sincronìa con la scadenza da lui stesso indicata – ha rassegnato le dimissioni nel momento stesso in cui si concludeva il semestre Ue a Presidenza italiana,con Matteo Renzi.Il Presidente Napolitano,non c’è bisogno di ricordarlo,concludeva così un suo doppio mandato quasi novennale,dopo la rielezione dell’aprile 2013. Abbiamo ripercorso questa breve cronistoria per rilevare i travagli che puntualmente stanno riproponendosi, ed accentuatamente, di fronte all’appuntamento della elezione presidenziale,sia tra le forze politiche di maggioranza,sia di opposizione,evocando la brutta esperienza di meno di due anni fa quando l’ impasse di Parlamento e Grandi Elettori venne superato facendo ricorso ad una “miracolosa” soluzione.Vale a dire la rielezione –dopo un pressante ripetuto invito della grande maggioranza delle forze politico-parlamentari – dell’uscente Presidente Giorgio Napolitano. Oggi che una soluzione miracolosa di questo tipo non esiste più,come è evidente,resta dinanzi all’Assemblea dei grandi elettori - che si riunirà a Montecitorio per la prima votazione già nel pomeriggio del 29 gennaio - il grande “busillis” del nome su cui far convergere la maggioranza richiesta e che si riduce alla maggioranza assoluta soltanto a partire dalla quarta votazione.Tutto qui il problema?,si potrebbe obbiettare.Si ma anche questa volta che la politica va attestandosi – e ne sta anche preparando,con la nuova legge elettorale,la riforma del Senato e delle Autonomie, le forme nuove in cui dovrebbe articolarsi in un futuro ormai prossimo la nostra democrazia – su una netta concezione maggioritaria,a sostegno della governabilità e con una probabile ulteriore revisione costituzionale per un maggiore equilibrio trai poteri dello Stato;anche questa volta non mancano i problemi.Non solo Renzi qualche capitolo aperto all’interno del Pd ce l’ha tutt’ora aperto,non solo per effetto della ancora vigente legge elettorale al Senato non dispone della stessa ampia maggioranza della Camera.C’è anche l’indubbio pasticcio del Nazzareno,come viene semplificato il nome dell’omonimo Patto siglato esattamente un anno fa tra il nascente astro dei democrat,Renzi,allora in procinto di diventare nel giro di poche settimane il nuovo Presidente del Consiglio,e l’ex Premier Berlusconi,leader in buona parte contestato di una dimezzata ormai Forza Italia,in procinto di essere assoggettato alla applicazione della propria condanna che era stata confermata dalla Cassazione.Un accordo di cui non è stato mai espicitato nei dettagli il contenuto – a parte il sostegno da parte del Cavaliere al programma di riforme istituzionali ed elettorale impostato da Renzi,Segretario del Pd – ma che aveva come punto focale per il Cavaliere un impegno alla ripresa di una propria “agibilità politica”,di cui non si conoscono le possibili modalità di esecuzione.E’facile allora capire come il cosiddetto “Nazzareno” agisca come una palla al piede di chi – come Premier in carica e come Segretario del maggiore Partito – si è preso l’onere di dare le carte nella difficile partita della elezione presidenziale.Un vero e proprio rompicapo,con molti rischi al proprio interno.L’interferenza di questa partita –di per sè oggettivamente anacronistica una elezione così “modellata” del Capo dello Stato – sull’impegnativa agenda parlamentare che di qui al 29 prossimo dovrebbe essere conclusa con l’approvazione della legge elettorale(al Senato) e della riforma del Senato(alla Camera).L’intreccio di questi elementi potrebbe anche portare – bisognerebbe stare molto attenti – od all’elezione di un “Presidente per caso” ovvero di un Presidente non idoneo all’alto ruolo. LO STRAPPO DI COFFERATI SULLE PRIMARIE IN LIGURIA RIATTIZZA CONTRASTI E MALUMORI NEL PD /UN LIMITE ALLA GUIDA “SPERICOLATA” DI RENZI ? Roma,17/01/15 – (Aps) - Dopo che è divenuto ufficiale lo strappo dell’ex Segretario Gen.della Cgil ed attuale deputato europeo,Sergio Cofferati,che a seguito dell’esito delle primarie regionali liguri ha dichiarato di “non poterci più stare nel Pd” sono molti gli interrogativi che s’affacciano.Riguardano le conseguenze su quei settori del Pd che mostrano da mesi ormai aperta insofferenza verso la linea del Premier e Segretario del partito Renzi.Per la verità il discorso “scissione” non sembra appassionare neppure in questa occasione molti esponenti di questo malcontento,eccetto quasi certamente Civati che di scissione parla o la lascia indovinare ad ogni piè sospinto.Ma non è tanto su questi settori del Partito più apertamente contrappostisi al Segretario,quanto su una più larga fascia che non nasconde dubbi e malumori sulle scelte di Renzi e sulle sue modalità di esecuzione piuttosto sbrigative.Che sempre si incrociano con le famose ragioni del Naz= zareno spesso chiamate a far da semaforo regolatore nel cammino parlamentare dei relativi testi legislativi.Sempre in nome di queste intoccabili esigenze della cosiddetta “alleanza per le riforme” stretta con il Cavaliere.Del quale si rimane poi tutti a scrutare rea= zioni e comportamenti della sua residua truppa nelle aule parlamentari.Vi è solo da vedere se da questo più duro contrasto introdotto da Cofferati a Genova non possa davvero scaturire – come è nell’auspicio della più ampia area dei critici moderati del Segretario – quel limite più tassativo alla “guida spericolata” del Pd che va manifestandosi.