sabato 31 maggio 2014

EUROPEE/QUASI UN PLEBISCITO(INATTESO)PER LE LISTE DEL PD/L'INCONTRO TRA LE ATTESE DI RINASCITA DEGLI ITALIANI,IL PROGRAMMA RIFORME DI RENZI E LA SUA PERSONALE AFFIDABILITA'

APS – Anno XIX ( nuova serie ) – n°674 di sabato 31 maggio 2014 EUROPEE/L’INATTESO ESITO QUASI PLEBISCITARIO PER IL PD COME INCROCIO TRA IL PIANO RIFORME DI RENZI E L’ANSIA DI RINASCITA DEGLI ITALIANI Roma,31/05/14 – (Aps) – Attorno alla bella vittoria di Renzi e del Pd al voto per le europee di domenica scorsa – un inedito,per la sinistra,quasi il 41 per cento,salvo qualche isolato precedente nei lontani anni 50 per la Dc di De Gasperi – attorno a questa inattesa netta affermazione, si rincorrono da qualche giorno i più diversi giudizi e valutazioni.Concordanti tuttavia in generale sulla constatazione che l’esito del voto rappresenti l’incrocio tra la volontà largamente maggioritaria tra gli italiani di costruttivamente passare all’atto pratico delle riforme e della ripresa italiana,di mettere tra parentesi e svuotare la inutile parolaia violenza sfascistica di Grillo,da un lato;dall’altro,il caparbio fattivo impegno di Matteo Renzi attorno alla sua “pacifica rivoluzione” per svecchiare rimettere in moto un paese fiaccato dalla crisi del mercati del 2008 e da un ventennio,quello berlusconiano,che ne ha parimenti compresso ogni possibilità di sviluppo.Questa la lettura più condivisa dell’esito del voto di quasi una settimana fa.Una lettura che ha trovato conferma,ieri e ieri l’altro,nelle assemblee della Banca d’Italia e di Confindustria,nelle relazioni,rispettivamente,del Presidente Squinzi e del Governatore Ignazio Visco. Vi si riscontrata quasi una consonanza perfetta di giudizi,soprattutto in oridne alla necessità di rafforzare la lotta a favore della legalità,combattendo corrotti e corruttori senza debolezze o esitazioni,e con il corollario degli impegni che formano già in larga parte il cronoprogramma di Matteo Renzi per il suo Governo e che in parte sono stati gia attuati in sede parlamentare ed in alcuni casi anche sul terreno pratico già realizzati.Gli 80 euro in più in busta paga per dieci milioni e più di redditi minimi che già dai primi giorni della settimana compaiono tra le spettanze dei singoli percettori.Natutalmente il punto chiave resta quello del lavoro,della discoccupazione - quella giovanile in primo piano per essere la più vistosa voce della crisi -assieme agli strumenti destinati ad incrementare,investimenti,consumi e domanda interna.Sono tutti aspetti e problemi facenti parte dell’agenda Renzi,fissati in un preciso calendario che in parte, come si diceva,è stato già avviato e che in queste settimane dopo la breve parentesi elettorale è in procinto di essere riavviato:dalla riforma della pubblica amministrazione e degli alti apparati statali (i vertici della burocrazia), a quella della giustizia soprattutto civile,alla lotta agli sprechi (all’interno della spending review).Un lungo elenco che secondo una seria e serrata logica risanatoria non dovrebbe risparmiare alcun settore.Anche quelli come la Rai,da cui si alzano in questi giorni voci stonate di dissenso che non possono non riportarci alla loro intrinseca natura corporativa,a difesa di privilegi che poi non tutti quelli che vi operano hanno veramente motivo per rivonoscervisi,o hanno motivo di ritenersi minacciati nei loro diritti,se legittimi sempre fondati.

sabato 24 maggio 2014

TRA SPERANZE E PAURE AL VOTO EUROPEO DI DOMANI MA DEI PROBLEMI UE SI E'PARLATO ASSAI POCO NELLE PIAZZE/POPULISMI A FINE CORSA,/LA SPINTA DI RENZI AL CAMBIAMENTO DI VERSO IN ITALIA ED IN EUROPA

APS – Anno XIX ( nuova serie ) – n° 673 di sabato 24 maggio 2014 SPERANZE E PAURE NEL VOTO EUROPEO MA NELLE PIAZZE SI E’PARLATO ASSAI POCO DI UE/SPINGERE AVANTI IL CAMBIO DI VERSO, FINE CORSA DEI POPULISMI Roma,24/05/14 – (Aps ) - Facevamo come molti in queste ore - alla vigilia del voto europeo - una riflessione sul significato e le conseguenze, non solo nella Ue, dell'apparente consenso attorno allo sfascismo delirante e senza sbocchi di Grillo.Sappiamo viceversa del sostegno ampio e fiducioso di cui gode Renzi nell'opinione pubblica maggioritaria - pure in un diffuso sentimento di delusione se non di disperazione di una consistente parte dei ceti meno protetti - per il progetto già avviato di riforme anche nell'architettura istituzionale e della macchina dello Stato.Insomma il "far cambiar verso al Paese" ed anche all’Europa – questo l’hastag lanciato dal Presidente del Consiglio e Segretario del Pd Renzi - c'è parso in profonda sintonia col sano sentimento popolare.Perchè allora il comico genovese va strombazzando pronostici trionfali sul voto di domenica?Non sembra anche a voi che i conti non tornino.E che ci sia comunque modo nella cabina elettorale di smontare questi infondati ottimismi. Oggi in tema di pronostici alla vigilia del voto sarà bene non rischiare,ma giudichiamo dai toni più morbidi dei commentatori,dalle diverse angolazioni,vi sia prudenza che nasce dalla sensazione di quanto sta cambiando nel Paese.Queste novità certamente riguardano la spinta nuova,l’impulso veloce e decisivo che ad opera di Renzi è stata impressa all’azione riformatrice della coalizione del Pd con gruppi minori del centrodestra non berlusconiano e del centrismo vecchio e nuovo che arranca ad emergere,dopo le traversìe del movimento di Mario Monti.Novità gia in fase di attuazione – con gli 80 euro in busta paga per i redditi bassi,e molto altro – che investe la “pacifica rivoluzione” in tema istituzionale(trasformazione del Senato,abolizione delle Province,Titolo V della C.Costituzionale) che mettono sotto il mirino del vero e per la prima volta approfondito piano riformatore l’apparato burocratico ed amministrativo dello Stato,con la prevedibile contrapposizione della casta degli alti burocrati che gìa manda segnali di insofferenza e di resistenza,come era ovvio prevedere.Accanto a questo lo scontro,per così dire,con la struttura del sindacato,delle tre tradizionali Confederazioni(Cgil,Cisl,Uil) che attacca al cuore il punto fofte della strategia dei sindacati,la cosiddetta”concertazione”.Non v’è chi non veda quale sia la posta in gioco(che comprende anche governance e spending review della Rai chiamata a fare il proprio dovere in tema di risparmi e di sacrifici) in questo confronto tra Governo ed alcuni trai più decisivi aspetti della gestione economica, politica, amministrativa del Paese.Che non trascura la normativa in materia di lavoro che è il nodo centrale e la prima emergenza dell’Italia. C’è chi afferma che le novità starebbero affiorando anche all’interno del Movimento di Grillo che – favorito, come si usa ormai ripetere dalla larga fascia di scontento che domina tra le fasce sociali meno garantire,trai giovani,etc – manifestrebbe segni di consapevoloezza che si miscelano con l’aggressività e la violenza verbale dell’ex comico,come dei suoi epigoni.Ma in che consisterebbe questa evoluzione ,considerato che dai comportamenti significativi quotidiani,in sede parlamentare da esempio,non v’è assolutamente traccia?Il dopo voto europeo, ed anche i suoi esiti numerici,potrebbero chiarirlo .

domenica 18 maggio 2014

A MENO DI UNA SETTIMANA DAL VOTO EUROPEO S'ACCENTUA LA MENZOGNERA OFFENSIVA POPULISTA DI GRILLO/PIU' SPINTA ALL'AGENDA RIVOLUZIONARIA DI RENZI E DEL PD

APS – Anno XIX ( nuova serie ) – n°672 di lunedì 19 maggio 2014 A SETTE GIORNI DAL VOTO EUROPEO S’ACCENTUA L’INDECENTE OFFENSIVA DI GRILLO/SOSTENERE CON FERMEZZA L’AGENDA “RIVOLUZIONARIA” DI RENZI Roma,19/05/14 – (Aps) - E’ difficile dire se l’avventura renziana – quella di far compiere all’Italia il balzo in avanti,di”cambiar verso” in direzione della modernità e di un equo solidarismo nei rapporti sociali,nell’economia,nelle relazioni tra lo Stato e i cittadini nel nostro Paese – stia veramente incontrando più difficolta di quante non se ne prevedessero alla partenza, nel febbraio scorso.Sappiamo tutti le diffidenze incontrate nel passaggio iniziale di un tale percorso ,cominciato col famigertato incontro al Nazzareno con il “pregiudicato” Berlusconi per varare un patto – proprio così con Berlusconi che in materia di patti appunto usa di norma non rispettarli – e che in effetti provocò da subito non poche smorfie di disturbo e diffidenza anche nei circoli più ristretti ai piani alti del partito,dei suoi gruppi parlamentari,tra giornalisti ed intellettuali della galassia democrat.Ma la ragione –fu spiegato non senza efficacia – risiede nel fatto che non si possono fare riforme a livello costituzionale o di legge elettorale rinchiudendosi nei recinti delle proprie maggioranze.Come avevano fatto spensieratamente del resto , in precedenti occasioni, i berluscones di tutte le risme ,in associazione con leghisti celoduristi o meno. Quindi con Berlusconi e con le sue sue malconce oramai truppe,proprio no. meglio da soli quindi,sia pure dall'alto di una sprezzante separatezza.In contraddizione apparente con il principio:le fiforme si fanno assieme a tutti gli altri.Quando ci stanno,naturalmente ! Verrebbe a questo punto da auto commentarsi,per così dire.Ma tutte queste considerazioni non appartengono ad altra sfera;ad un discorso che ormai sembra essere sopravanzato - speriamo temporaneamente almeno - da aspetti ben più pesanti e contingenti ?.La svolta che s’avverte è l'imbarbarimento del confronto politico ad una settimana dal voto per le europee.Si espande il”bluff” grillino che attizza rabbia e delusione in quella parte di opinione pubblica che mostra di mettere avanti la delusione ad ogni prospettiva positiva e di speranza che Renzi ed il Pd stanno invece faticosamente costruendo,I Cinque Stelle secondo partito - sino a questo momento - impensieriscono non poco chi ha lanciato con coraggio la sfida della “rivoluzione democratica” ,della ripresa del nostro Paese.Ed oggi si mette in evidenza l'interrogativo se l'iniziativa di Renzi non cada in un momento poco propizio, quando l'ondata del populismo - che è quello di Grillo ma non solo - non rischi di oscurare le aspettative costruttive che si stanno aprendo dinanzi a tutti noi.Condivise da una parte prevalente dell’opinione pubblica che wncora condivide sentimenti di fiducia e di speranza.Ma il nostro è soltanto, crediamo, un soprassalto di eccessivo realismo o di pessismo,che può essre rovesciato dall’impeto di rinnovamento che porta in se l’ondata di pulizia e di ordine del “cambiar verso” all’Italia.

venerdì 16 maggio 2014

SULL'ARRESTO DI GENOVESE A LARGHISSIMA MAGGIORANZA IL SI DEL PD/SMASCHERATO COL VOTO PALESE L'ENNESIMO BLUFF DI GRILLO


A MONTECITORIO A LARGHISSIMA MAGGIORANZA IL SI DEL PD ALL’ARRESTO DI GENOVESE/PESANTE SCHIAFFO A GRILLO ED AI SUOI BLUFF QUOTIDIANI 

Roma,16/05/14 – (Aps) – Mentre l’opinione pubblica è ancora scossa per gli inimmaginabili sviluppi  di una rinnovata edizione della Tangentopoli milanese, propagatasi attorno ai ghiotti bocconi dei cantieri dell’Expò da portare conclusione,a passo accelerato ormai, verso l’appuntamento della fine primavera 2015;mentre destano sdegno e nuova ilarità le gesta  dell’ex Ministro dell’Interno( e pure dello Sviluppo Economico) Claudio Scaiola in combutta - come risulta ormai con sufficiente evidenza dalle indagini -  con i coniugi Matacena e Rizzo ,implicati in una tortuosa complessa vicenda di malaffare,contiguità mafiosa,di latitanze all’estero in lussuose residenze a Dubai o Montecarlo;bene,su un tale scenario s’abbatte un’altra vicenda di più ordinaria criminalità.Quella del deputato ed ex Sindaco Pd di Messina,Genovese imputato di associazione a delinquere,peculato e truffa;con distrazione di fondi pubblici,anche comunitari all’interno di un contesto parafamiliare che si estendeva al proprio supporto politico.Per Genovese è stata avanzata a Montecitorio l’autorizzazione all’arresto ed ieri La Camera dei deputati ha votato con voto Palese sulla richiesta d’arresto da parte dell’autorità giudiziaria.Il dato politico che merita di essere sottolineato è che il Pd – come era già accaduto in altri casi recenti - Lusi,Tedesco,entrambi al Senato – ha votato per il si all’arresto riconoscendo l’esigenza che la giustizia faccia il suo naturale corso, a prescindere dal merito delle imputazioni.Ci pare questa una nuova bella prova di una netta inversione di rotta ad opera della politica,del Pd, che ne rappresenta oggi con  convinzione e responsabilità la principale se non esclusiva risorsa di crescita e consolidamento della democrazia nel nostro Paese..E per far questo deve saper guardare anche o soprattuttoal proprio interno con inflessibile coerenza e severità.Se vuole conseguire quei più generali  risultati di cambiamento, di svolta che Renzi ed i democrat si sono preposti in una sorta di pacifica”rivoluzione” – come è stata definita - che è assieme etica,politica,sociale,istituzionale.Come dimostra la battaglia per la riforma del Senato che deve essere portata a compimento dopo il voto per le europee,tra molti e non lievi ostacoli e resistenze di Palazzo; del conservatorismo e della palude che cercano di rallentare la marcia delle riforme.Ma il voto di ieri a Montecitorio è soprattutto uno schiaffo a Grillo,alla sua ingiustificata espansione nei settori più arrabbiati dell’opinione pubblica;agli insopportabili bluff che il comico genovese porta avanti nei suoi spettacolini quotidiani.      


RENZI  A BALLARO’/ A NUDO  COSTI  E MISSIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO,SCOSSO IL PARTITO  RAI  ANCHE  ALL’INTERNO DELL’AZIENDA


Roma,16/05/14 – (Aps) - La Rai e l'esigenza di una spending review nella sua gestione è argomento che ben si presta ad entrare a far parte dell'impegno riformatore del governo Renzi.Credo anch'io - per averci lavorato ininterrottamente per svariati decenni nel settore giornalistici sino a ricoprire la responsabilità di vertice di una delle sue testate "storiche" - che molto ci sarebbe da rivedere,Proprio a cominciare,per esempio,dall'elefantiasi di molti corpi redazionali.Vengono alla mente molte situazioni eloquenti sotto tale riguardo,di alcune redazioni locali,di qualche regione dell'estrema periferia dell'impero che hanno raggiunto record spropositati,in situazioni nelle quali peraltro,e  fortunatamente, non accade mai nulla .Ma la "revisione della spesa" dovrebbe toccare quasi tutti i settori.quelli delle reti e servizi dove le sproporzioni sono anche se possibile più significative.Lo sforzo riformatore deve richiedere anche in Rai piena disponibilità e collaborazione responsabile.Non servono di certo soltanto levate di scudi corporative,da qualunque ambito provengano.
La Rai e la necessità di una revisione di fondo della filosofia e della pratica di servizio pubblico,come s’avverte - ed inutilmente, è bene subito aggiungere – insistente ritualità da non pochi decenni a questa parte,è stato l’argomento principe dell’intervento del Presidente del Consiglio Renzi all’utimo numero di Ballarò.Un intervento del Premier e Segretario del Pd che ha messo in crisi il conduttore Floris,e con lui tutto il partito filo Rai annidato dentro ed attorno all’azienda.Sono di ieri poi le notizie giunte dal Consiglio d’amministrazione dell’Ente che ha reso pubblici i compensi oltre che di Presidente e direttore generale,dei giornalisti di fascia dirigenti,dall’inneffabile Minzolini(direttore del Tg1 in aspettativa)in giù.Tutti generalmente con stipendi di tutto rispetto.Questa ulteriore fotografia dell’interno Rai contribuisce un quadro d’insostenibilità del quadro generale dell’azienda nel momento attuale votato al contenimento dei costi della politica come delle bardature che fanno corona.Come la Rai appunto,che ha perso peraltro le sue caratteristiche d’inventiva e di creatività, nel linguaggio come nella capacità di indagine e di approfondimento della realtà del nostro Paese, che per lunghi anni della sua storia post-bellica l’avevano caratterizzata.Lo stesso sindacato Usigrai ( i giornalisti del servizio pubblico radio-tv) – che pure ha combattuto battaglie significative in difesa dei diritti dell’informazione contro oscurantismo e soprusi originati dal lungo prepotere del berlusconismo nella politica italiana,sta finendo fuori strada una volta che tramontato il Cavaliere viene a nudo il problema vero del servizio pubblico radiotelevisivo:fare ordine sui suoi costi finanziari ed organizzativi,soprattutto sulla sua missione.

sabato 10 maggio 2014

POLEMICA SURREALE SUI"TECNICI DEL SENATO/SEGNO DELLA NON ORDINARIETA' DELLA PARTITA POLITICA ATTORNO A RENZI





APS – Anno XIX ( nuova serie ) n°670 di sabato 10  maggio 2014


 


POLEMICA SURREALE SUI “TECNICI DEL SENATO”/SEGNO  DELLA NON ORDINA= RIETA’ DELLA PARTITA POLITICA CHE SI STA GIOCANDO ATTORNO A RENZI



Roma,10/05714 – (Aps) - E’ quasi surreale la polemica che ha coinvolto in questi giorni con il Premier Renzi il Presidente del Senato Grasso.Stiamo parlando dell'ormai famosa nota dei tecnici di Palazzo Madama con i dubbi sulle coperture del decreto governativo per gli 80 euro mensili ai percettori di redditi dagli 8 ai 26 milioni annui.Pare indubbio come su di essa si  rifletta il clima di contrapposizione obliqua tra la linea riformatrice di Renzi ed un densa nebulosa di interessi che vi lavorano più o meno apertamente contro.Compresi settori minoritari dello stesso Pd che,sulle riforme istituzionali,dalla legge elettorale, ed ora al Senato sul drastico ridimensionamento della Camera Alta  stanno tenendo tuttora aperto un fronte di dissidenza verso Renzi e le decisioni siglate dal Pd stesso. Se così non fosse non avrebbe ragione lo scambio di accuse e controaccuse trai due campi.Compresa la ridicola intenzione di sporgere querela da parte di due esponenti,notoriamente “esuberanti”,della Destra,Calderoli e Gasparri.Tutto questo ha fatto parlare - a proposito della pacifica "rivoluzione" che il neoPremier sta tentando di portare avanti - di reazione conservatrice, se non di conservatorismo vero e proprio, da parte dei più disparati settori del mondo politico,di settori sociali,dell'economia,dello stesso sindacato,come si è visto a Rimini al congresso Cgil nei giorni scorsi.Ed il Senato - in occasione della discussione in Commissione Affari costituzionali del testo, concernente la propria decisiva rifoma, da portare all'esame dell'aula ormai dopo il voto europeo del 25 del mese - è stato il teatro più significativo di tali pulsioni conservatrici. Segno che la partita politica che si sta giocando oltrepassa veramente questa volta i limiti quietosi dell'ordinarietà,per così dire.


 


 


 


 


 


L’EQUAZIONE POPULISMO CONSERVATORISMO/L’INTRALCIO DA SUPERARE SULLA VIA DELLE RIFORME

 Roma,10/05/14 – (Aps) - Ed a proposito di conservatorismo - inteso in questo caso anche come ondata di resistenza sollevatasi anche in maniera trasversale dinanzi alle profonde novità che la iniziativa riformatrice impressa da Renzi al suo Partito,ed alla velocità con la quale egli ha cercato sinora di portarla avanti ed attuarla – una riflessione va certo fatta anche a proposito delle posizioni populistiche e demagogiche .Esse sono incarnate in un vasto panorama che dal fenomeno Cinque Stelle di Grillo che abbia mo avuto sotto osservazione nel blog del comico genovese e soprattutto in Parlamento,con le vacue e nichilistiche manifestazioni  provocatorie cui i selezionati alle cosiddette “parlamentarie” hanno dato vita in questi primi quindici mesi della legislatura.Nulla se non il desiderio di un crollo totale,sulle cui macerie erigere il loro immaginario ordine nuovo.E poi il populismo disperato di un Berlusconi,condannato seppure ai servizi sociali con modalità “soft”,ridotto ormai ad usurato catalogo di argomenti decrepiti,fuori del tempo.Nuove barzellette.In coda all’universo al tramonto del Cavaliere gli sforzi o le velleità di successione del Ncd di Alfano e Schifani,alla conquista del campo dei moderati.Non vale la pena parlare della Lega nella nuova versione Salvini-Maroni,autori più che altro di una interna resa dei conti nel movimento del Senatur.Uno scenario che conferma l’equazione :populismi uguale conservatorismi

mercoledì 23 aprile 2014

RENZI NEL GUADO DELLE RIFORME PER RILANCIARE IL PAESE/LA COMPETIZIONE RESIDUALE A DESTRA SI RIPERCUOTE NELLA MAGGIORANZA/NEL PD NASCE AREA RIFORMISTA PER VITALIZZARE LA DIALETTICA INTERNA





APS – Anno XIX ( nuova serie) – n°669 di martedì 22 aprile 2014



RENZI SPINGE IL PD A SUPERARE IL GUADO DELLE RIFORME,RISANAMENTO  LAVORO/”AZIONE DI DISTURBO” DI ALFANO PER MARCARE LA VISIBILITA’ NCD


Roma,18/04/14 – (Aps) – Una manovra quella delineata nel Df che ha bisogno di essere integrata di non pochi dettagli,e non marginali, ai fini del riperimento delle risorse a sostegno degli interventi finanziariamente assai impegnativi,già annunciati,per gli sgravi fiscali ai percettori di redditi fino a 1500 euro al mese,per il graduale abbattimento dell’Irap(imposta sulle attività produttive) reclamato con forza dai settori della piccola e media industria in difficoltà.Per citare i più noti trai provvedimenti varati nel campo del risanamento e finalizzati all’obbiettivo della successiva crescita,come annunciato dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell’Economia Padoan nella conferenza stampa di venerdì scorso a Palazzo Chigi.Risorse che richiedono anche un a riconsiderazione più generale, nel quadro d’assieme dei costi di un piano di rilancio del lavoro e dell’occupazione; quindi a sostegno della domanda interna.La settimana appena iniziata, dopo la breve parentesi di Pasqua, è proprio all’insegna del dl che mira ad incrementare una nuova flessibilità per l’ingresso nel mondo del lavoro e a ridurre sensibilmente tutti gli aspetti e situazioni di precarietà specie iniziali in tutto il campo del lavoro.Un disegno di legge che è preliminare in definitiva al più completo piano per l’occupazione, il cosiddetto  “Job Act”,,su quale  è attivamente impegnato il Ministro del Lavoro,Poletti..Si tratta,come si sa,di una normativa che deve far si che  il disegno complessivo di riforma ed incentivazione dell’occupazione possa prendere il via.Per dare risposta alle attese di milioni di lavoratori disoccupati, di giovani e donne in primo luogo,
Su siffatta premessa – oltre agli intralci pregiudiziali provenienti dalle opposizioni alla ricerca di ogni ostacolo a rallentare se non a frenare la spinta riformatrice del Governo Renzi - si stanno manifestando preoccupanti segnali di contrasto da parte dell’alleato minore della colazione,il Nuovo cedntrodestra di Alfano che nel disperato bisogno di visibilità verso l’elettorato di destra utilizza tuti i possibili motivi perr accentuare la propria maschias presenza nel go verno.Era gia accaduto qualche giorno fa con l’enfasi un  po’ eccessiva con cui era stato difeso  l’operato della polizia nei recenti disordini a Roma, dove purtroppo il fatto  saliente è stato l’odioso e censurabile comportamento di alcuni elementi delle forze dell’ordine.Al netto certo degli atteggiamenti provocatori e di violenza di una parte dei manifestanti.Nella giornata di oggi Alfano e compagni sono tornati alla carica dul dl Poletti contestandone i termin i in cui lo stesso provvedimeneto è stato licenziato in Commissione a Montecitorio.Tanto da indurre il Governo a porre sullo stesso il voto di fiducia nella giornata di domani mercoledì e prima del voto conclusivo sul provvedimento il giorno successivo,giovedì.
Si direbbe pericolo scampato per questa nuova azione di disturbo della componente della nuova Destra nella maggioranza.Immediatamente forse è così,ma è chiaro che tali episodi richiamano profili più generali del quadro politico che, se complicano maggiormente la navigazione parlamentare del Governo Renzi, ammoniscono anche, in prospettiva non solo ravvicinata, circa le insidie derivanti da una collaborazione “strana” od anomala, ancora una volta – dopo le larghe intese .-con i reduci dell’esperienza Pdl, in permanente lotta con la Fi berlusconiana ,per contendersi i resti dell’elettorato di destra o moderato che ancora conserva simpatie ,o sintonie, con formazioni targate “destra”.Una contesa che alla lunga potrebbe risultare anche utile alla normalizzazione del quadro politico italiano ma che allo stato è quasi del tutto motivo d’intralcio e di complicazioni nello scenario di governo e dell’iniziativa riformatrice di Renzi e del Pd.   ..  


NEL PD/NASCE  “AREA RIFORMISTA”COME STRUMENTO FACILITATORE DI  UNA   NUOVA DIALETTICA INTERNA,A SOSTEGNO DELL’AZIONE DI GOVERNO


Roma,22/04/14 – Aps) - Nasce "Area riformista",come riporta il quotidiano del Pd Europa,
in una nota di @rudyfc: «Noi in minoranza, ma non siamo più antirenziani»,spiega Davide Zoggia,uno dei promotori.L’appuntamento è per lunedì 28 aprile al teatro Eliseo di Roma. La nascita di “Area riformista” rappresenta il tentativo di far ripartire l’attività della minoranza dem, o almeno di una sua parte, dopo una fase tormentata, fatta di rapporti interni molto tesi e della difficoltà a far emergere nuovi dirigenti (e una nuova leadership) senza accantonare del tutto i “padri nobili”, da Pier Luigi Bersani a Massimo D’Alema. «Non sarà una assemblea di ceto politico», garantiscono gli organizzatori, ma di sicuro arriveranno nella Capitale amministratori e dirigenti del Partito democratico provenienti da tutta Italia. Il titolo della manifestazione è “L’Europa che faremo”.Gli attriti e le divergenze sul percorso da intraprendere dentro il Pd, in realtà, non sono del tutto superati. Che la mozione Cuperlo sia un antico ricordo è un dato appurato ormai da tempo. Mentre i Giovani turchi hanno preso la loro strada già subito dopo il congresso, avviando un rapporto di confronto non oppositivo – ma nemmeno passivo – con Renzi, i bersaniani si sono mostrati finora meno concilianti con il segretario. «Ma non possiamo continuare a essere semplicemente anti-renziani – spiega a Europa Davide Zoggia – il congresso è finito e anche la confusa fase post-congressuale deve essere archiviata. Il nostro compito vuole essere quello di confrontarci con il premier sui temi, Vogliamo rendere esplicite le nostre posizioni e sulla base di queste aggregare consenso. Non per ostacolare il governo, ma per aiutarlo a ottenere i risultati che Renzi ha proposto, cercando di lavorare in parlamento per modificare le cose che non ci piacciono, com’è successo con il decreto sul lavoro, ma soprattutto per farle approvare».Una valutazione che si estende anche alla riforma elettorale. «Dopo le europee – sostiene Zoggia – ci saranno i margini per poter modificare l’Italicum, così com’è uscito dalla camera, soprattutto per quanto riguarda la rappresentanza di genere e le liste bloccate». A taccuini chiusi, in molti spiegano di parlamento, le truppe di “Area riformista” sono consistenti, soprattutto alla Camera,. E a guidare la componente dovrebbe essere proprio il presidente dei deputati dem, Roberto Speranza, il quale però vorrebbe tutelare il suo ruolo da eventuali attacchi, evitando di identificarsi con una sola componente del partito. «Ma il prossimo congresso è ancora lontano – prova a calmare le acque Zoggia – e non c’è bisogno di ricercare una leadership da contrapporre a quella di Renzi». Fatto sta che il ruolo di Cuperlo come “federatore” di quest’area è ormai superato. E lo stesso ex presidente dell’assemblea del Pd non ha in “Area ancora deciso come ricollocarsi.A riconoscersi riformistasperare in un risultato negativo di Forza Italia per rimettere in discussione la legge, almeno su questi due punti, ma non è escluso di poter incidere anche in maniera più profonda, potendo contare su un malessere interno alle truppe berlusconiane, che potrebbe indurre Renzi a ricercare altrove (tra Sel e i dissidenti grillini) nuove maggioranze “di scopo”.In” non sono solo i bersaniani come lo stesso Zoggia, Nico Stumpo e Alfredo D’Attorre, ma anche l’ex segretario Guglielmo Epifani, dalemiani come Andrea Manciulli, Enzo Amendola e Danilo Leva, battitori liberi come Stefano Fassina e Cesare Damiano, ex popolari di provenienza lettiana (Paola De Micheli) e fioroniana (Enrico Gasbarra).Tra di loro è aperto il confronto su quale atteggiamento tenere nei confronti del rinnovo degli organismi dirigenti del partito, a cominciare dalla segreteria. Renzi vuole accelerare, procedendo alle nuove nomine entro la fine di aprile. Da queste parti, invece, preferirebbero prendere tempo, un po’ per convincere anche i più scettici (alla Fassina), un po’ perché tutti vorrebbero vederci chiaro: «Noi possiamo partecipare a una gestione unitaria – spiega Zoggia – ma vogliamo capire che cosa si vuole fare di questo partito, quale funzione deve avere, che idea ne ha Renzi». Meglio, quindi, rinviare di qualche settimana, magari a dopo le Europee.@rudyfc


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mercoledì 16 aprile 2014

QUANDO LA PERSECUZIONE NON E'POI TANTO SPIETATA/CADE IL CASTELLO DI CHIACCHIERE SUL "MARTIRIO GIUDIZIARIO" DELL'EX-CAVALIERE









APS – ANNO XIX ( nuova serie ) – n° 668 di martedì 15 aprile 2014



APS - Anno XIX ( nuova serie ) - n°668 di martedì 15 aprile 2014

SE LA PERSECUZIONE NON E’POI COSI’ SPIETATA/LA SENTENZA DI MILANO FA’ PIAZZA PULITA DEL “MARTIRIO GIUDIZIARIO” SUBITO DALL’EX CAVALIERE”


 


Roma,15/04/14 – (Aps) - Non c'è dubbio alcuno oramai che venga clamorosamente smentita questa sera tutta la favolistica dell'ex-Cavaliere sul suo “martirio giudiziario”,con  . l’ormai noto corollario di pm e giudici agguerritissimi nei suoi confronti,di toghe (“rosse” naturalmente) in agguato in tutti i Distretti giudiziari e mobilitati a tendergli trabocchetti.Su di essa ha scatenato la sua offensiva travisatoria il Cavaliere, durata sino all'altro ieri,e cominciata assai indietro nel tempo ma divenuta incalzante a partire dalla conferma in Cassazione il 1° di agosto dell'anno passato, della condanna a 4 anni ( di cui tre e rotti condonati).Una campagna culminata con l’uscita Pdl dalla maggioranza delle "grandi intese"nell'autunno scorso.
Quattro ore di "servizi sociali" in una struttura per anziani quasi dietro la casa di Arcore – questa la sentenza del Tribunale di Sorveglianza di Milano che così dettaglia l’esecuzione della pena,alternativa al carcere, del”condannato” Silvio Berlusconi :  un  solo giorno la settimana per l'espiazione  relativa al reato di frode fiscale sui diritti tv.E con un ampio arco di tempo nella settimana,per spostarsi da Milano a Roma,per rendere più visibile ed operativa la propria “agibilità politica”.Non è la nostra delusione di spietati giustizialisti - quali pensiamo davvero di non essere – che ci porta a commentare le modalità piuttosto miti fissate nella sentenza predetta,quanto la constatazione triste ed ilare al tempo stesso di quali  mistificazioni possono perpetrarsi quando la politica imbocca le vie avventuristiche della menzogna e dell'inganno.E’ questo l’argomento su cui sono appuntati commenti e valutazioni degli organi d’informazione come degli ambienti politici.


 


La Destra Berlusconiana è  chiaramente agli sgoccioli,ma l’ex Cavaliere, per come sembravano messe le cose, ha chiaramente vinto questo round,confermando – con gli incontri repentini ed i contatti sulle riforme all’esame del Parlamento, da lui coltivati con tenacia  con il Presidente del Consiglio Renzi  - che il suo vero obbiettivo che sta perseguendo è quello di rimanere al centro della scena.Anche se non si sa quanto veramente gli interessi delle riforme medesime che il Paese attende invece con ansia e partecipazione.