domenica 19 giugno 2011

DA PONTIDA POCHI LUMI PER SUPERARE LA “STORTURA BERLUSCONIANA” NELLA NOSTRA VITA PUBBLICA/MA LE INDICAZIONI DELLE URNE SONO CHIARE

Roma,17/06/2011 (Aps) – I due rovesci autentici subiti da Destra berlusconiana e Lega nel giro di un paio di settimane,oltre a dare il colpo di grazia a due leadership( quella di Bedrlusc oni e quella di Umberto Bossi che da almeno un anno palesavano pesanti segnali di crisi,sia pure con motivazioni differenziate) ha mandato completamente in tilt l’hestablisment  installato al potere – e senza molti complimenti – da svariati anni ormai,.Salvo le poco fortunate parentesi di centro-sinistra.In questi giorni,ed in questa fase convulsa dell’eclissi di un sistema, possiamo registrare soltanto,come ha avuto modo di osservare sul “Corriere” Pigi Battista,il seguito o la ulteriore accentuazione – dalle parti di Palazzo Chigi e dintorni, degli “estremismi del linguaggio”.Ma neppure questa pessima inclinazione o tendenza crediamo varrà a salvare le sorti della compagine che ora vive anche sotto i nuovi colpi dell’inchiesta  della Procura napoletana sulla cricca riconducibile alla cosiddetta “P4”.
Per carità,dobbiamo sempre ed in ogni caso rispettare l’obbligo di considerare innocente l’indiziato, incolpato e via dicendo,sino alla conclusione di tutti e tre i gradi di giudizio,ma gli elementi che provengono da Napoli non sono molto incoraggianti nè per chi è al centro dell’inchiesta,né per gli ambienti,o le contiguità, da cui traggono origine tali elementi.Insomma un’altra tegola sulla testa della malconcia e rabberciata maggioranza governativa.
Per non parlare del capitolo Lega cui appartengono le poche e significative pagine che descrivon il vero problema che investe la fomazione padana – il cosiddetto “partito del territorio” – contitolare con Berlusconi delle due sberle subite con il voto amministrativo e con il referendum.Poichè come si sa,al di là del rozzo rivendicazionismo regionale e dei contentini di immagine (uffici distaccati dei Ministeri romani,a Milano,o per l’apparenza anche a Napoli) con cui ammannire il popolo verde ormai in rivolta,in preda al sospetto di essere stato preso per i fondelli anche dall’astuto Bossi e dagli altri Capi del Carroccio,ormai invischiati sino al collo nei “giochi romani” la fatidica data del raduno sul prato di Pontida dopodomani 19 giugno ,viene ammantata di suspense ed aspettative per il futuro immediato su cui si aggrappa la coalizione di Berlusconi.Con la previsione fondata da parte di coloro che ritengono ormai di aver capìto e pesato il vecchio capo leghista che  da non pochi anni  ormai calca la scena ,che a Pontida non succederà niente di veramente significativo.Salvo i soliti colpi di teatro e gli ultimatum destinati ad essere soddisfatti con pochi spiccioliPerchè forse dicono bene quanti sostengono che ormai Bossi e C. sono di casa nei Palazzi romani.Come turisti in “shorts” alla Fontana di Trevi:dove vorrebbero sempre tornare(o meglio restarci).!


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sabato 11 giugno 2011

OLTRE 8 MLN DI TELESPETTATORI PER SANTORO E IL NUOVO CAPITOLO DELLO SCANDALO RAI /COINVOLTO ANCHE IL “PRESIDENTE DI GARANZIA”GARIMBERTI




Roma,10/06/11 (Aps) – Michele Santoro – personaggio del servizio televisivo pubblico che ha fatto sempre parlare di se quale autore di trasmissioni sufficientemente dissacratorie,di denuncia, che hanno indubbiamente arricchito assieme a poche altre il valore aggiunto dell’azienda radiotelevisiva pubblica e della sua “missione” – facendo inutilmente, haimè, da contrappeso negli ultimi tempi alle pesanti manomissioni “minzoliniane” nel principale notiziario Rai – ha dato vita giovedì sera ad una infuocatissima puntata del suo “Annozero”.Doveva essere l’ultima,in base al palinsesto estivo,ma soprattutto dopo il clamoroso annuncio dal 7°piano di viale Mazzini della conclusione della vertenza e dello stesso rapporto di lavoro tra Santoro e la Rai che aveva sollevato un’ondata di critiche su questa scelta dell’azienda pubblica e sullo stesso Direttore generale Rai,la neo-nominata Lorenza Lei,accolta meno di un mese fà da generali positivi auspici.Preceduta da una inquietante “sollevazione” della maggioranza di centrodestra del CdA che ha disertato la riunione per i nuovi palinsesti autunnali, forse con ulteriori intenti punitivi nei confronti delle rimanenti isole di informazione indipendente che sono generalmente racchiuse nel palinsesto della rete Tre(Ballarò,Che tempo che fa,Report,ovvero lo show satirico della Dandini,etc),è arrivata la puntata esplosiva di chiusura di Annozero.Santoro ha rivendicato il diritto di continuare a mandare in onda la propria trasmissione anche con il compenso simbolico di un solo euro.Una trasmissione infuocata,come si è detto,che è stata accolta da apprezzamenti generalmente assai positivi e non soltanto da parte delle opposizioni, della sinistra; che riapre sicuramente i giochi sulla scacchiera della Rai,una volta doppiato il capo della scadenza elettorale dei prossimi giorni.
INCUBI E FANTASMI TRA  ARCORE E PALALAZZO GRAZIOLI/ IMPEDIRE IL QUORUM ULTIMA “SPES” PRIMA DEL TRACOLLO CERTO.
Roma,10/06/11 (Aps) – Dopodomani domenica 12 e lunedì 13 giugno si vota per i quattro referendum(due sull’acqua pubblica,sul nucleare e sul legittimo impedimento).Un tema che ha fatto da sottofondo alle pesanti preoccupazioni nella maggioranza di centro destra che continua a perdere pezzi – il gruppo di Forza-Sud di Miccichè autoproclamatosi autonomo, confluendo momentaneamente nel Gruppo Misto – terrorizzata di ricevere anche questa volta dalle urne il colpo di grazia che sarebbe difficile ignorare quale crisi manifesta e conclamata della Destra ormai al potere da troppi anni e contro i reali interessi del Paese. Sarebbe altamente spericolato ed inusuale non trarne le dovute conclusioni, in vista per di più del  dibattito parlamentare che il Capo dello Stato ha saggiamente suggerito ad un Esecutivo che è ormai la caricatura di un organo di governo di una grande nazione qual è l’Italia.Ma la sfacciataggine della attuale classe politica dirigente nel nostro Paese è tale che non ci sarebbe da sorprendersi se neppure in questo caso il Cavaliere ed i suoi” liberi servi” – come si sono autodefiniti l’altro ieri al Teatro Capranica a Roma Ferrara e gli altri soci della intemerata berlusconiana – scegliessero di glissare con l’amabile faccia tosta che li contraddistingue.E che soprattutto li  distingue dai governanti delle altre democrazie occidentali che per assai meno corrono puntualmente a rassegnare le dimissioni nelle mani dei loro Regnanti o Capi di Stato.In realtà la speranzella segreta ma non troppo che li tiene in vita in questa logorante vigilia del voto referendario che si sta consumando – semza per quersto impedire di mettere in gioco gli ultimi trucchi a discredito dell’istituto del referndum - con tutti limiti che esso può certo avere rimane lo strumento più diretto di democrazia partecipativa – per indurre i cittadini a non a andare votare( non è obbligatorio,fanno sapere!) nell’intento di impedire il raggiungimento del
quorum.ll che purtroppo con la quota crescente ,anche in Italia, dell’ astensionismo elettorale non è da considerarsi un’ipotesi del tutto peregrina,come ben sanno gli stessi sostenitori dei quattro quesiti referendari.Detto questo,quorum o no (ma speriamo proprio di sì),la commedia di “Silvio e dei liberi servi” volge proprio al termine .La disperata e raffozzonata resistenza a non cedere ancora le armi ne accentua solo la patetica comicità.

domenica 5 giugno 2011

Per il Premier le scadenze sono segnate: si cambia gioco!

Roma,03/06/11 (Aps) – Il pesante bilancio della tornata amministrativa,Milano e Napoli e tutto il resto,la conferma dei quattro referendum per domenica 12 e lunedì 13 giugno. Il rovescio elettorale è stato netto ed incontrovertibile,la crisi politica del berlusconismo e della destra populista nostrana continua a mostrarsi ugualmente con grande chiarezza.Ma al riparo del clima celebrativo della Festa della Repubblica nell’anno del centocinquantenario dell’Unità d’Italia – tra parate e ricevimenti con i massimi esponenti degli altri Paesi - il teatrino della politica è ripreso secondo il consueto copione imposto nonostante tutto da un Cavaliere ormai malconcio ed a fine corsa.L’alzata di ingegno all’indomani della batostata elettorale che ha fatto “tabula rasa” del vantato primato azzurro-padano al Nord - e sicuramente suggerita al lider maximo dai suoi spin doctors o ldelle strutture marketing di Pubblitalia – è consistita in due nuovi “annunci” .Angelino Alfano segretario nazionale del Pdl (una carica inesistente nel partito di plastica del Cavaliere ma che il suddetto si è degnato di designare con “antico rito” dell’età di mezzo) e che il consiglio nazionale fantasma del Pdl sarà chiamato a proclamare appena i tempi rilassati delle procedure forziste lo consentiranno.Inoltre d’ora innanzi il Pdl scopiazzerà la sinistra,i comunisti del Pd,con le primarie,ai vari livelli non escluso il primo.Insomma,nonostante tutto,al momento apparentemente non cambia nulla,poiché continua, come si è detto, il teatrino del Cavaliere.Al governo,nel suo partito,alla parata del Foro romano(la “toccatina” antiprotocollare al sovrano spagnolo),ai pensosi colloqui con le rappresentanze degli altri Stati, a Roma nella ricorrenza speciale della Repubblica e del 150° dell’unità d’Italia,alla Palazzina Algardi a Villa Pamphili.V’è però una discrepanza seria e profonda.tra il Premier che continua, forse con incoscienza ed estrema beatitudine nei suoi “giochi Palazzo”, e la determinazione ferma degli elettori a voltare pagina.A cambiare gioco,per così dire


I SOCIALISTI MILANESI RIENTRANO A PALAZZO MARINO/ CON PISAPIA MA NON SOLO:CON LA GRANDE TRADIZIONE DEL SOCIALISMO RIFORMISTA
Roma,03/06/11 (Aps) – La netta affermazione di Giuliano Pisapia su Letizia Moratti nella corsa per il Comune di Milano racchiude in se molti significati di grande valenza non soltanto sul piano locale.Non soltanto la sconfitta cocente del berlusconismo nella sua culla,come è stato detto,bensì la riaffermazione di una tradizione di buona amministrazione propria dei sindaci socialisti, di centrosinistra – a cominciare da Antonio Greppi,per non andare troppo indietro nel tempo,a tutta la galleria di figure illustri che prima e dopo hanno governato con dignità ed efficienza la città di Milano – cui la vittoria di Pisapia rende meritatamente giustizia.Un filo rosso che si riannoda,che non poteva restare spezzato.Questo il senso dell’esultanza dei militanti socialisti che hanno voluto salutare nel ritorno di Biscardini a Palazzo Marino il segnale di una ripresa decisiva del riformismo milanese dalle gloriose radici.
LA LARGA AFFERMAZIONE DI DE MAGISTRIS A NAPOLI:NON E’ L’ANTIPOLITICA MA IL CENTROSINISTRA HA IL DURO COMPITO DI RICOSTRUIRSI ALLA BASE
Roma,03/06/11 (Aps) – L’affermazione di Luigi De Magistris,che lo ha portato trionfalmente alla conquista della prima poltrona di Palazzo San Giacomo a Napoli, reca in se un’operoso impegno ,per il neo-Sindaco in primo luogo. Considerati i problemi gravissimi che affliggono la città partenopea,l’obbligo di una attiva e convinta partecipazione si impone tuttavia a tutte le forze sociali,culturali,della società civile,oltrechè a tutte le forze politiche presenti nell’agone metropolitano,non soltanto a quelle della vasta coalizione di sinistra-centro che gli si è stretta attorno nella recente competizione amministrativa ed al voto cosiddetto “trasversale” che ha confortato l’ex magistrato e parlamentare europeo dell’Idv.Per costruire tutti assieme l’agenda di una nuova più sentita rinascita napoletana.Il compito più impegnativo a Napoli ed in tutto il suo vasto hinterland spetta però al Pd ed a tutti gli ambienti che vi si riconoscono: partecipare ad un’opera di autentica rigenerazione che sappia chiudere in fretta il capitolo incomprensibile di un passato che è ancora assai recente.

sabato 14 maggio 2011

“IL RIFORMISTA” DI MACALUSO RIAPRE LA QUESTIONE SOCIALISTA NELLA SINISTRA ITALIANA


















Roma,12/05/11 (Aps) – Il quotidiano “il Riformista” – nel suo nuovo corso finalmente impostogli  dall’inizio del mese e con giovanile baldanza dall’amico e compagno Emanuele Macaluso ,neo-direttore della testata e cui vanno i  più sinceri auguri per la sua coraggiosa impresa – risolleva con tempestiva puntualità il problema numero uno della sinistra italiana:la questione socialista.Perchè ci stiamo girando attorno almeno dalla nascita del Pd, ma in realtà da molto prima,sul nodo centrale che inceppa il cammino della nuova formazione della sinistra riformista democratica nel nostro Paese.Crollato il muro di Berlino e con esso tutto intero il comunismo internazionale – quando più forte doveva essere la spinta di convergenza verso i partiti “cugini” della socialdemocrazia europea -  ci siamo trovati difronte ad uno strano atteggiamento di esclusione o di rimozione della questione socialista.Esclusione che faceva perno attorno al problema Craxi( nel bene e nel male della vicenda) di cui non serve sbarazzarsi,da parte degli ex-Pci, con più o meno coperta disinvoltura,e molto probabilmente forse.soltanto in omaggio ad un antico riflesso condizionato che ha sempre guidato l’atteggiamento dei discendenti del “partito del centralismo democratico” nei confronti dei socialisti.Nonostante le molte prove di disponibilità da questi ultimi, di converso, dimostrate in quella fase cruciale per il post-comunismo, sul piano interno ed internazionale (in sede europea, del Pse, come dell’Internazionale socialista)  verso gli ex-Pci-Pds-Ds, al fine di un loro riaccreditamento in campo occidentale.E’ viceversa necessario ,se non si vuole perdere definitivamente questo giro,e forse non solo questo,affrettarsi ad un serio riesame di coscienza per costrurire finalmente in Italia – partendo dal Pd - quel partito della sinistra che tuttora manca in Italia,quale è atteso dalle aspirazioni e dai sentimenti da tanta parte del Paese:laico,libertario,riformista,strettamente, ed esplicitamente, intrecciato con cultura, tradizione ,programmi della socialdemocrazia europea.Per proporsi più convincentemente quale alternativa virtuosa al disastroso scenario dello sfascio etico-politico del becero populismo del Cavaliere.e del rozzo leghismo del Senatùr.Due inattesi frutti avvelenati del passaggio dal “secolo breve” al nuovo Millennio,da estirpare in fretta.

AMMINISTRATIVE/ UNA VIGILIA DEL VOTO SGUAIATA E SOPRA LE RIGHE VOLUTA DAL PREMIER   
Roma,12/05/11 (Aps) –Si sta avviando in un crescendo di rozzezza ed aggressività di stampo fascista- imposto dalla Destra al potere - la conclusione di questa campagna elettorale per le amministrative che riguarda tra i moltissimi comuni grandi e piccoli alcune delle nostre principali città.Da Milano a Napoli,a Torino, Bologna e via discorrendo.E se era chiaro l’impegno da parte delle opposizioni di cogliere l’occasione del voto che i cittadini dovranno manifestare domenica e lunedì prossimo in buona parte di Italia,sia pure con scelte che riguardano uomini e progetti per il governo locale,per dare un segnale al Paese che stiamo finalmente per voltare pagina,da parte del Cavaliere e della sua squadra sé voluto trasformare il voto in un referendum,un test sul suo consenso.E questa impostazione è stata accentuata in questo finale di campagna elettorale in ogni modo con ogni mezzo.Tra l’altro coi puntuali comizi del lunedì al Palazzo di Giustizia di Milano,del nostro Premier ivi convocato – seppur tra mille “legittimi impedimenti” – perché, come è noto, plurimputato.

lunedì 28 marzo 2011

CRISI LIBICA/COL COMANDO NATO FORSE MINORE CONFUSIONE E RILUTTANZA TRA GLI ALLEATI EUROPEI.PER L’ITALIA L’INCUBO IMMIGRATI






















Roma,25/03/11 (Aps) – Non solo il Magreb ma pressocchè l’intero Medio-Oriente è in fiamme.Rivoluzione web o no (ma è il destino della modernità) – propagatasi cioè sull’onda dei network digitali – inutile stare ad almanaccare sul grado di oppressività e ferocia dei vari regimi,tutti ad impronta dittatoriale della vicina area mediorientale.Ciò che rimarrebbe da indagare è semmai il livello delle relazioni intrattenute da molti Paesi occidentatli – tra questi l’Talia per quel che riguarda la Libia e l’intreccio li sviluppotosi con una storia “coloniale” che scavalca il secolo passato – con questi regimi di profondissimi squilibri sociali e quindi di grandi povertà ed al tempo stesso detentori di ricchezze naturali di elevatissimo livello,quali il petrolio,di cui tutto l’Occidente è grande consumatore e perciò ineluttabilmente tributario nei confronto di chi detiene tale risorsa.Sarebbe bene premettere che forse il nostro Paese non ha fatto mai gran chè per cdonferire una cornice oraganica ad un siffatto tipo di relazione con un Paese che è ad un passo dalle nostre coste meridionali e che è detentore di siffattarisorsa strategica.Figuriamoci se le cose potevano cambiare nella cosidetta era Berlusconi.Con un Cavaliere che ha trovato l’occasione per realizzare sulla “quarta sponda” due suoi bernoccoli specifici,propri della sua mentalità di venditori o piazzista(Italia o Puublitalia,importa relativamente poco da un certo punto di vista) trovando nel rais libico il soggetto o la controparte più adatta per siparieti e teatrini i più adatti a soddisfare antiche ambizioni ludico –folcloristiche del nostro personaggio.E poco importava che mettessero a serio rischio il decoro, la dignità dell’immagine del nostro Paese.Ricordate la tenda ed i cavalli berberi esibiti nel cuore della Caput Mundi;o le cinquecento hostess radunate,sempre nel corso dell’ultima visita ufficiale del rais libico a Roma,per ascoltare dallo stesso le lezioni sul Corano,ovvero il baciamano allo stesso rais da parte del nostro Capo di Governo?E’ stato ampiamente ricordato tutto ciò proprio nel momento in cui sul tavolo dei nostri governanti alcune settimane addietro sono piovute le notizie della rivolta del popolo libico e della sanguinosa repressione del dittatore di Tripoli:A quel punto il divertimento si interrotto, ponendo l’Italia ed i suoi governanti dinanzi ad una inattesa svolta cui essi non erano davvero preparati.E ne hanno dato prova con il ritardo con cui hanno reagito,le esitazioni ad intervenire per via diplomatica sulla base anche della speciale relazione italo-libico che derivava dal Trattato
di pace trai due paesi così solennemente( e folcloristicamente) celebrato.
Dinanzi al tragico evolversi degli avvenimenti libici si è contrapposto il quadro confuso della reazione degli altri paesi occidentali – dell’Unione Europea che ha confermato ancora una volta il suo scarso grado di coesione negli appuntamenti più importanti,assieme ai ritardi dell’Onu,come degli Usa,nella presa d’atto della situazione,prima che le Nazioni Unite adottassero la risoluzione n°1973 che decretava la “no fly zone” e la protezione delle popolazioni civili. Poi il protagonismo  francese(se non altro) interpretato con convinzione da Sarkozy e la determinazione del giovane Premier britannico Cameron – evidentemente desideroso di reincarnare una dottrina Tatcher per questo secondo decennio del nuovo secolo –hanno fatto il resto per accrescere la confusione nella reazione politico-militare alle vicende della Libia.L’intervento del coordinamento Nato- che opererà dal Comando interalleato di Napoli – vedremo quanto migliorerà le cose,eliminando il pretesto a molte egoistiche riluttanze:manifestate anche da Roma tanto per cominciare.


COL MANDATO ONU ED IL VERTICE DI PARIGI IL VIA ALLA MISSIONE LIBICA.















Roma,18/03/11 (Aps) – Sono chiaramente ormai venti di guerra quelli che spirano sul Mediterraneo.La risoluzione delle Nazioni Unite che da New York ha dato il via libera ad un intervento dei paesi alleati per fermare l’aggressione sanguinosa di Gheddafi nei confronti del popolo libico.prelude ad un vertice nella giornata di domani a Parigi dei maggiori Paesi europei e degli Usa destinato verosimilmente a dare il via alla mossione militare aerea e navale per   fermare il Dittatore di Tripoli.
Già da domani basi militari,aerei e navi italiani saranno schierati contro Gheddafi  per affiancare le forze alleate già allineate in prima fila dalla Francia - che ha assunto con forza un ruolo di capofila – e poi da Gran Bretagna ,Stati Uniti,Canada e da tutti gli altri partners che aderiscono all’iniziativa militare che reca il marchio del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Insomma l’Italia che pure vanta una relazione speciale con il Paese Libico,non solo in virtù dei trascorsi storici che l’hanno portato alla firma del Trattato di amicizia ( non privo di oneri per il nostro Paese : l’impegnativo risarcimento della costruzione di una importante autostrada sul suolo desertico) ma anche della fitta rete di rapporti economici,con un importante interscambio,la partecipazione libica in Italia in numerose intraprese finanziario-industriali che hanno dato luogo a non pochi dubbi e perplessità.Una fitta rete di rapporti che ci hanno addirittura indotto a tollerare bizzarri “siparietti” del dittatore di Tripoli nelle sue visite ufficiali in Italia:Tutto questo poteva, almeno  in queste settimane, essere portato a beneficio della causa di pacificazione interna o di una onorevole transizione di potere a sbocco democratico.Viceversa abbiamo ascoltato dal Premier parole di estrema delicata distanza dai drammatici eventi libici :”per non disturbare” il Dittatore di Tripoli!Così tra titubanze,discrezione e disattenzione del Governo -  attratto da altre più avvincenti vicende politico-giudiziarie -   la maggioranza si spaccava per il dissenso leghista sulla questione libica,platealmente manifestato in sede parlamentare.
Fortunanamente dinanzi ai preminenti interessi nazionali la “chiamata di corresponsabilità” dell’opposizione.da Pd,Idv,neocentristi,ha salvato la faccia del Paese.Anche se la condotta complessiva sin qui tenuta dal Governo ci obbliga ad un poco esaltante ruolo

IL PREMIER IN UN CONVULSO E DISSENNATO FINALE DI PARTITA




















Roma,04/03/11 (Aps) – Procede in un imbazzante impasse la vicenda politica di casa nostra,apertasi con lo strappo di Fini verso Berlusconi sin dalla primavera dello scorso anno e che sembrava dovesse arrivare in tempi rapidi alla chiusura dell’avventura del Cavaliere al potere.Calendarizzata,per così dire,in Paramento con tempi molto o troppo rilassati(complice la priorità per la Legge Finanziaria),l’attesa scadenza del 14 dicembre scorso sulle mozioni di sfiducia al Premier aveva deluso,per pochi voti, le aspettative del largo fronte delle opposizioni.Dal Pd ai centristi Udc,alla nuova formazione finiana di Futuro e Libertà ad altri gruppi minori:Perché il Cavaliere aveva avuto tempo per tessere la sua tela di recupero degli oppositori,diciamo, incerti e che ha esteso ulteriormente negli ultimi due mesi:almeno di quel tanto per rendere meno traballante la sua maggioranza.
Questa a tutt’oggi la vicenda – assai poco esaltante per questi ultimi versi – nella sua cronologia e che abbiamo voluto richiamare.
Forse più conosciuto il contenuto politico di tale vicenda:il berlusconismo al governo del Paese.per buona parte dell’intero arco della Seconda Repubblica e sino ad ogg.La “discesa in campo” del ’94,la finta “rivoluzione liberale” promessa agli italiani che vi avevano creduto,ed il rosario ininterrotto delle mancate riforme,del macroscopico conflitto di interessi,le leggi ad personam tutte volte a difendere il Cavaliere stesso dai numerosi processi per reati finanziari o fiscali dai quali tra prescrizioni ed amnstie è sinora personalmente scampato.Prima di arrivare alla più eclatante imputazione per concussione e prostituzione minorile nel capitolo di Ruby  Rubacuori,presunta nipote del rais egiziano Moubarek.
Tutto ciò dà il profilo alla vera essenza dell’impegno politico del centrodestra berlusconiano nei Palazzi del Potere.Vale a dire da sempre e soprattutto oggi – che se ne fa il tema di una stringente offensiva,quasi di ultima battaglia – è l’ossessione giudiziaria,dei pm persecutori,come di tutte le “toghe rosse”, manovrate dalla sinistra che lo incalza,assieme ai principalia organi istituzionali: Consulta, Csm,e per
finire,coinvolgendo o lambendo nella sua  critica demolitrice,lo stesso Capo dello Stato.
In questo convulso e dissennato finale di partita,è annunciato per la prossima settimana  in Consiglio dei Ministri un progetto organico di riforma costituzionale della Giustizia che rispecchia fedelmente le predette ossessioni del Premier : darebbe il colpo di grazia all’assetto costituzionale della Repubblica.

L’ULTIMO SALUTO AD ANTONIO LANDOLFI

Roma,04/03/11 (Aps) – Nel salone riunioni della Chiesa Valdese di piazza Cavour a Roma – gremita sin sulla strada di amici compagni,estimatori - si è svolta martedì pomeriggio la cerimonia laica dell’ultimo saluto ad Antonio Landolfi,spentosi nei giorni scorsi dopo lunga malattia.

Esponente trai più significativi del pensiero socialista,Antonio Landolfi incarnava l’anima critica e libertaria di quella cultura,affiandovi al tempo stesso un impegno di militanza attiva che aveva svolto sia all’interno della Federazione romana del Psi sia, ed in maggior misura,nell’ambito centrale del Partito,ricoprendovi anche la carica di Vice Segretario .Scrittore ed intellettuale raffinato aveva convogliato il suo impegno soprattutto sul terreno culturale,attraverso i suoi studi e ricerche nel campo delle dottrine politiche: è stato

 docente universitario negli atenei romani e della Calabria.

La sua era una presenza assidua ed essenziale nel dibattito politico, ideologico, culturale coinvolgente la condizione e la prospettiva del socialimo in italia od in Europa. Presidente della Fondazione Giacomo Mancini,era stato anche Senatore della Repubblica.

Tra i numerosissimi presenti nel Salone della Chiesa Valdese – attorno alla moglie Adriana ed alle figlie Laura e Fulvia – Emanuele Macaluso,Massimo Teodori,Giuliano Amato e Fabrizio Cicchitto hanno pronunciato brevi indirizzi di ricordo e di saluto – Petruccioli,Mombelli,Signorile,Albanese,Dell’Unto,La Volpe,Del Turco,

Ciampaglia,Gismondi,Bartocci e moltissimi altri