Osservatorio politico attento,APS nella presente era “post-ideologica”può apparire anche in controtendenza verso mode superficialmente innovative.Verso la socialdemocrazia,di cui incoraggia l'aggiornamento,od il fronte del progressismo nei continenti emergenti.Promotore ne è Antonio CIAMPAGLIA: giornalista Rai di”lungo corso”,ultimo direttore del Gr3;,notista con prolungata esperienza nei Gr e Tg. Politologo ed editorialista,senjor della Stampa parlamentare.
venerdì 24 aprile 2015
L'UCCISIONE AL CONFINE AFGHANO-PAKISTANO DEL COOPERANTE ITALIANO LO PORTO A META'GENNAIO AD OPERA DI UN DRONE USA.LA GRAVE NOTIZIA DATA SOLO IERI DAL PRESIDENTE AMERICANO OBAMA
Sabato 24 aprile 2015
APS – Anno XIX ( nuova serie ) – n° 701 di venerdì 24 aprile 2015
UNO SCENARIO INQUIETANTE LA MORTE DEL NOSTRO COOPERANTE LO PORTO
A META’GENNAIO SCORSO AD OPERA DI UN DRONE USA E RIVELATA IERI DA OBAMA.
Roma,24/04/15 – (Aps) - E’ arrivato come fulmine a ciel sereno,per così dire,l’annuncio contrito di Barak Obama – anche per la lunga distanza di tempo dall’accaduto,dovuta al non semplice accertamento dell’identità delle vittime,e c’era come si sa anche uno statunitense nel compound - sulla morte del cooperante italiano Giovanni Lo Porto, avvenuta appunto nel gennaio scorso,ad opera di un drone Usa in missione antiterrostica al confine tra Afghanistan e Pakistan.Da ieri l’attenzione pubblica, non solo in Italia, è incentrata su questo terribile evento che ha visto la fine del nostro cooperante, che al pari di molti altri giovani di tutto il mondo,prestano in condizioni di estremo pericolo la loro preziosa opera umanitaria negli svariati conflitti aperti in tante arie del nostro continente.Questo terribile incidente – emerso soltanto nella giornata di ieri,e con il contorno di circostanze non proprio del tutto convincenti– è intanto un’altra riprova che anche l’azione dei più sofisticati strumenti bellici di ultima generazione non sia esenti da effetti imprevisti, dovuti il più delle volte all’imprecisione se non la negligenza degli altri apparati che li cooperano,Così è stato ai confini dei due paesi che sono notoriamernte la sede provilegiata delle strutture terroristiche quaediste,dei loro programmi di distruzione e di morte.Un brusco richiamo,insomma,alla realtà più urticante,sconvolgente di questi “nuovi conflitti” che scuotono il mondo, quasi sempre al di là ed al di sopra di ogni ragionevole motivazione.Basti pensare che oggi queste assurde barbariche guerre si combattono assai spesso nel nome di Allah,o di Maometto contro gli incolpevole fedeli di Cristo e del suo sacrificio.
Eventi terribili dunque che riaccendono immediata reazione e sgomentano l’attenzione dell’opinione pubblica ,con effetti che si saldano a momenti e tensioni legate alle situazioni interne dei singoli Paesi.Così in Italia,dove era tutt’altro che spente il vero e proprio allarme prodotto dall’ultima più seria sciagura nel Mediterraneo,con poco meno di novecento vittime terribilmente inghiottite dai flutti marini,e che si sommano,come nello stesso fine settimana ultimo,alle altre perdite umane che la drammaticità della situazione nel continente africano e nella contigua area mediorientale, producono quotidianamente ormai con gli sbarchi sempre più frequenti nella buona stagione che avanza.Ma soprattutto per la crescente spregiudicata intraprensenza criminale dei cosiddetti scafisti che si attivano senza scrupolo alcuno e con guadagni sempre più altri al trasporto di queste masse disperate di migranti verso le coste italiana.poco importa l’esito della non lunga traversata e la salute dei disperati che si affidano loro, contro prezzi elevatissimi di questi passaggi, di morte non di rado. Un’altra tragedi adel nostro tempo di cui si è occupato proprio ieri un Consiglioi straordinario della Ue,con risultati per il momento modesto e che andrebbero integrati in maniera molto più concreta e sostanziosa.Un terreno,questo,forse per giudicare se l’Europa è una prospettiva con un futuro politica ed etica per giustificare il vecchio sogno unitario dei Padri fondatori della Comunità che ha preso i suoi primi lineamenti,nel dopoguerra,nei primi anni Cinquanta.
Sulla ribalta odierna sono giunte le notizie dello smantellamento di una cellula para-quaedista in Sardegna.L’obbiettivo – parliamo del 2010 ed anni seguenti – sarebbe stato il Vaticano e lo stesso Pontefice.Dalla S.Sede si ostenta tuttavia una tranquilla sicurezza.
domenica 12 aprile 2015
DAL "TESORETTO" POMO DELLA DISCORDIA PER I POSSIBILI BENEFICIARI,A QUALCHE INCIAMPO "POST-IDEOLOGICO" PER RENZI,TRANSITANDO PER LA NUOVA "UNITA' " ATTESA PER IL 25 APRILE
Sabato,11 aprile 2015
APS – Anno XIX ( nuova serie ) – n°700 di sabato 11 aprile 2015
DALLA “MALEDIZIONE” DEL TESORETTO A QUALCHE INCIAMPO ANCHE IDEOLOGICO PER IL GOVERNO RENZI,TRANSITANDO PER L’UNITA’
Roma,11/04/15 –(Aps) – Dalla maledizione del cosiddetto “tesoretto” che ha perseguitato quasi tutti gli ultimi governi,anche quello di Berlusconi ultimo,e poi di Monti,Letta ed ora di Renzi.Poichè diventa quasi una drammatica sottolineatura del dilemma che investe anche la filosofia,meglio la strategia del governo a guida Pd di Matteo Renzi.Per quale ragione.
Perché in questo incredibile “busillis”del nostro quadro della situazione economica in cui i principali indicatori registrano un ritorno al segno positivo - dall’abbassamento dello spread per i nostri titoli di debito pubblico rispetto al bund tedesco,a quello del rapporto euro-dollaro,con tutti i vantaggi che posssono derivarne per il nostro export,ai livelli bassissimi del costo del denaro – mentre non vi sono,viceversa, apprezzabili miglioramenti rispetto agli indici che più direttamente segnalano la crisi industriale,dell’occupazione,delle famiglie,nonostante qualche più promettente segno di ripresa dei consumi,della domanda interna.Questa contraddizione, che speriamo ancora provvisoria e più che altro apparente, non agevola certo un clima di fiducia da parte della maggioranza dell’opinione pubblica.Nonostante il “fervore riformistico” del Governo Renzi che non conosce soste e pare anche invilupparsi in testarde rigidità di scelte e contenuti che finiscono per creare disagio e preoccupazione all’interno stesso del Pd,delle sue minoranze più legate al tradizionale corpo del partito.Tutto ciò finisce per creare a Palazzo Chigi e soprattutto nel suo inquilino una sorta di ansia da prestazione,che finisce per non sempre favorire una linea di consenso nella maggioranza dei cittadini.Eppure Renzi – anche a costo di mettere a rischio il suo grado di fedeltà ad una linea che chiamiamola di sinistra ma che comunque
corrisponde al “metodo proprio” di governo della socialdemocrazia europea – ritiene di tenersi in parallelo con le linee ed il gradimento, del consenso appunto,degli italiani.Egli ne
è persuaso,come sembra,anche sulla base di talune mosse di governo – intendiamo le riforme con la ormai famosa redistribuzione degli 80 euro al mese in busta paga per tutti i percettori di più bassi livelli di reddito – giudicate,e forse non infondatamente, come la causa di quel prodigioso balzo alle europee del maggio dello scorso anno al quasi 41 per cento per le liste del Pd.
Ma qui entriamo in un campo un poco più complicato e che sicuramente richiederebbe qualche spazio in più.Su un argomento che Renzi stesso ha evocato e nei confronti non solo di realtà esterne entrate in campo negli ultimi mesi (la “coalizione sociale” di Landini) ma anche delle correnti di minoranze dello stesso Pd .All’ultima più contrastata Direzione del Pd il Premier-Segretario Renzi fa infatti testualmente dichiarato di non aver alcuna intenzione di lasciare a cicchessia il monopolio della parola “sinistra”.Il che starebbe anche bene se fosse suffragato dai fatti.Se troppo spesso non si cogliesse la sensazione che questo governo nato all’insegna di un “modernismo” che - se non regolato nei suoi fondamenti e nei suoi sbocchi rischia - di offrire trappole e trabocchetti verso la sua evoluzione in operazione trasformistica.Già abbiamo registrato, alla Leopolda e non solo,accenni poco rassicuranti circa un Pd come partito della Nazione.Ma questo che cosa ha a che fare con un partito di chiara impronta socialista o socialdemocratica,di stampo europeo?Sempre premesso che una siffatta sinistra riformatrice non opera mai contro la Nazione.Ci mancherebbe.
IL RAPPORTO POLITICA-MAGISTRATURA ESPOSTO ALLE POLEMICHE SULL’EPISODIO DI FOLLE VIOLENZA AL TRIBUNALE DI MILANO
Roma,11/04/15 – (Aps) – Come se non mancassero già sufficienti spunti nella quotidianità
,le polemiche Politica-Giustizia hanno trovato nuovi appigli nella vicenda tragica del Tribunale di Milano.Con la morte di un giudice al lavoro nel suo ufficio,di un avvocato e di un altro testimone,oltre ad alcuni feriti, vittime di un folle assalto a mano armata di un già noto imputato.Lasciati soli ed indifesi.sono queste le espressioni da più parti lanciate dagli ambienti giudiziari all’indirizzo della politicas,del Governo.Lo stesso Capo dello Stato,intervenuto nella sua qualità di Presidente del Csm ad una riunione straordinaria di quest’ultimo a Milano,dopo aver espresso piena solidarietà, cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime ed a tutta la classe magistrale,ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la sorveglianza e la difesa delle sedi giudiziarie,peraltro affeidate già attualmente ai Presidenti delle Corti d’appello di ciascun distretto.
domenica 29 marzo 2015
INASPETTATAMENTE L'ITALICUM DIVENTA ARGOMENTO DI CONFRONTO APERTO TRA RENZI E LE MINORANZE DEM/LA RIUNIONE AL NAZZARENO DI LUNEDI' APRE LA VIA AD OGNI ESITO
Venerdì 27 marzo 2015
APS – Anno XIX ( nuova serie) – n°699 di venerdì 27 marzo 2015
IL FUTURO RIMPASTO DI GOVERNO,LE FIBRILLAZIONI NCD MA SOPRATTUTTO I RAPPORTI INTERNI NEL PD SU L.ELETTORALE E SUL RESTO
Roma,27/03/15 – (Aps) - A nessuno verrebbe mai in mente - se non nel nostro tuttora scompaginato paese - di utilizzare l'esplosione di un bubbone antico di corruzione che da svariati lustri resisteva nel Ministero di Porta Pia per difendere ancora una volta e con più foga piccoli squalificanti interessi di bottega.E' il caso dell'allegra brigata di Alfano & company che non si risparmia "esuberanze" fuori luogo pur di difendere comode poltrone all'ombra dei "sacri principi" Ncd.Quali? Tempi più comodi di prescrizione anche in materia di prescrizione?Tanto per fare un esempio. Eppure l’avventura renziana,come essa viene ormai definita,doveva recare in testa trai suoi scopi prioritari proprio quello di porre definitivamente l’alt all’indecente inammissibile giochino dei veti e dei ricatti dei partiti minori,chiamati a far parte di una coalizione di governo perché il loro piccolo apporto di voti(di seggi) sia stato giudicato necessario al mantenimento della coalizione stessa.Ma con una nuova legge elettorale meglio calibrata – forse non l’Italicum che oggi ci ossessiona ed, anche, ci divide – e mirata allo scopo della governabilità,da porre nettamente al sicuro, e della rappresentatività di tutte le voci di un democrazia plurale come la nostra.
Abbiamo preso lo spunto dalle nuove performance del nostro centrodestra in sedicesimo per parlare poi in definitiva di uno dei temi che più appassionano,per così dire,il dibattito politico che investe il Pd e soprattutto i rapporti tra le sue componenti interne,dopo la riunione dello scorso weeck end tenuta a Roma nella sede dell’Acquario e che proprio su questo argomento aveva finito per incentrarsi,sia pure con scarsa chiarezza ed univocità di conclusioni operative.Oggi però siamo quasi alla vigilia – si terrà lunedì promeriggio
al Nazzareno – di una riunione straordinaria,chiamamola così,della Direzione Pd inaspettatamente convocata da Renzi,e riservata proprio a questo punto dell’agenda di governo.A parere degli osservatori,dovrebbe trattarsi o della “madre di tutte le battaglie” nei rapporti tra le Renzi ed i suoi oppositori interni;o, meno probabilmente è da credere, dell’ennesimo nulla di fatto,con le divergenze assorbite od ammorbidite.Ma con quali argomenti?C’è chi parla della carta segreta di Renzi che pure,crediamo, dovrebbe tenere ad evitare vere e proprie spaccature nel partito.
NEL PERCORSO RICCO ED AFFANNOSO DEL GOVERNO RENZI IL PASSAGGIO DE
CISIVO DELLA DIREZIONE DI LUNEDI’ SULLA LEGGE ELETTORALE
Roma,27/03/15 – (Aps) – Continua il caravanserraglio della controversa iniziativa di governo.Ogni giorno di più la compagine dell’impavido Premier Renzi appare avviluppata in una agenda sovraccarica di provvedimenti e riforme che a fatica passano lo sbarramento non tanto delle opposizioni – ora ricche anche dell’apporto di una forza Italia orfana del Nazzareno,quanto anche della squadra di Alfano che dopo l’incidente Lupi è impegnatissima soprattutto nel difendere la propria rappresentanza “di peso”,come si soleva dire anche in tempi passati quando le poltrone degli alleati minori nella coalizione venivano ridimensionate o vacillavano – quanto dei maldipancia interni.Il piatto forte della
settimana che verrà è – come si dice nella precedente nota – proprio la riunione straordinaria della Direzione del Pd, pare dedicata proprio a quello che è uno dei temi più controversi dell’agenda di governo di Matteo Renzi:la nuova legge elettorale che dovrebbe affrontare alla fine del prossimo mese il round definitivo di approvazione parlamentare.Dopo di che si potrà vedere con chiarezza con quali strumenti a disposizione il Premier potrà affrontare la parte più impegnativa del suo percorso programmatico – sia per il presente che per l’immediato futuro,vale a dire attraverso una prova elettorale che però potrebbe molte cose,in ciascuna delle ipotesi sul tappeto.dal prosieguo del cammino politico programmatico che Renzi – sia alla sua maniera alquanto convulsa e precipitosa e non sempre a beneficio della chiarezza e della coerenza dei singoli provvedimenti o riforme – ha presentato a tappe successive.sia nella ipotesi di uno strappo,di una rottura soprattutto nel proprio partito,il cui sbocco potrebbe essere più prima che poi un ritorno alle urne,con tutti gli scenari che potrebbero aprirsi.Un passaggio insomma,quello dei prossimi giorni,sicuramenre decisivo.
sabato 21 marzo 2015
E'IL CALENDARIO POLITICO-PARLAMENTARE A PROPPRE L?URGENZA DI UNA RIFORMA RAI FINALMENTE DEGNA DI QUESTO NOME/ASPETTATIVE SULLA CONVERGENZA ATTORNO AD UNA GOVERNANCE DUALE
Sabato 21 marzo 2015
APS – Anno XIX ( nuova serie) – n°698 di sabato 21 marzo 2015
NOTE SULLE PROPOSTE DI RIFORMA RAI DIVENTATE URGENTE PER FORZA DI CALENDARIO
Roma,21/03/15 – (Aps) – Il quotidiano HuffingtonPost che segue anche il tema riforma Rai con la consueta attenzione offre il suo aiuto. Quel che si aspetta dal governo, qualunque sia la formulazione finale – scrive la nota del giornale on line - è la scelta definitiva del nuovo modello di governance Uno dei principali nodi insoluti che hanno spinto Renzi a rimandare di due giorni la riunione dell'esecutivo. Nei brainstorming tra i tecnici di Palazzo Chigi e gli esperti del partito è stata definitivamente abbandonata l'ipotesi di una fondazione. Soprattutto perché il trasferimento del patrimonio sarebbe un'operazione troppo complessa ed insidiosa per essere conclusa in tempi brevi. Ma sono emerse due soluzioni percorribili: quella che ricalca "le grandi Spa di stato" e il cosiddetto "sistema duale", ispirato al sistema radiotelevisivo tedesco.La prima disegna un'architettura simile a quella esistente. Un Cda che scenderebbe da 9 a 5 membri, un amministratore delegato che sostituirebbe l'attuale figura del direttore generale con poteri assai più ampi di quelli attualmente nella disponibilità di Luigi Gubitosi, una commissione di Vigilanza privata del potere di nomina dei consiglieri ma che rimarrebbe in vita per esercitare le attuali funzioni di indirizzo e controllo.La seconda prevede una Consiglio di sorveglianza e un Consiglio di gestione. Il primo assorbirebbe di fatto le funzioni della Vigilanza. Un organismo più snello, dagli 11 ai 15 membri, con funzioni di indirizzo e controllo e con quella fondamentale di approvazione del bilancio. Questo nominerebbe un Consiglio di gestione guidato dall'amministratore delegato (con analoghe funzioni di quelle di cui sopra) coadiuvato nel suo lavoro da tre/cinque consiglieri.Due modelli differenti, entrambi al vaglio degli uomini del Nazareno. Che spiegano come Renzi - che continua a consultare un pool di esperti consultati in forma privata - preferisca decisamente il primo, ma non abbia affatto chiuso la porta al secondo.
TORNA DI ATTUALITA’ LA PROPOSTA DI LEGGE PER LA NUOVA GOVERNANCE RAI.PIU’CONSENSI NEL PD AL MODELLO DUALE,ANCHE DA MINORANZA DEM
Roma,21/03/15 – (Aps) - Sempre secondo i giudizi dell’HPost ,in entrambi i casi, rimane da stabilire chi nomina chi. Ed è questo il secondo grande nodo da sciogliere. Perché se ormai è assodato che l'Ad sarà di nomina governativa (come succede in tutte le aziende di stato e come già accade per il Dg, nominato dal Tesoro). Fermo restando il ruolo del Parlamento, che dovrà essere coinvolto nella designazione del Cda o in quella del Consiglio di sorveglianza. Le Camere potrebbero essere coinvolte attraverso i loro presidenti. Esclusa l'ipotesi di un voto delle assemblee, per evitare possibili stalli come succede, per esempio, per i giudici della Consulta. Ma non saranno le uniche a dire la loro. Saranno infatti affiancate dal governo e da quelli che vengono in questa fase definiti "gli stakeholders" del comparto. Una rosa molto ampia, che va dall'Agcom all'Usigrai, passando per la Conferenza Stato-Regioni e per le associazioni di categoria. Nodi che verranno sciolti giovedì. Ma il Cdm sarà solo la prima tappa di una strada densa di incertezze, che accompagnerà il dibattito politico lungo il corso dell'intera primavera.
Intanto,sempre sulle ipotesi concernenti il nuovo modello di Rai da fissare in tempi ormai piuttosto brevi in termini legislativi,con una proposta di legge vera propria,sono ormai in circolazione le notizie,appunto, su una proposta di almeno dodici senatori della minoranza dem che ricalca lo schema duale della futura governance Rai,nettamente improntata al modello in vigore in Germania. Il sistema duale all'interno del Pd aveva,come si sa, riscosso più di qualche apprezzamento, anche negli ambienti più vicini al premier. Un successo tale che i dodici hanno presentato un testo che ripercorre alla lettera la strada presa in esame e poi scartata da Palazzo Chigi. Un modello alla tedesca vero e proprio, con 11 membri nella Sorveglianza (3+3 eletti dalle Camere, 2 dai lavoratori, di cui un giornalista, due dal governo e un presidente scelto dai presidenti di Palazzo Madama e Montecitorio) e tre (l'Ad+2) incaricati della gestione.L'iniziativa di Fornaro, Martini, Gotor, Chiti, D'Adda, Gatti, Guerra, Lai, Lo Moro, Manassero, Migliavacca, Pegorer è destinata a essere vista come un pugno in un occhio dal premier. Perché è dal Senato che dovrà partire l'iter della riforma, per via del blitz del duo Gasparri/Matteoli che hanno incardinato in VIII commissione il testo di riforma di Buemi, rendendo, da regolamenti parlamentari, Palazzo Madama la sede d'avvio della discussione del provvedimento.
venerdì 6 marzo 2015
L'AVVENTURA DI RENZI A P:CHIGI/OLTRE L'EQUIVOCO DEL P.DEL NAZZARENO CAMMINARE ORMAI SOLTANTO SULLE PROPRIE GAMBE.LA MINACCIA DELLA JIAHD ARRIVATA DIFRONTE ALLA NOSTRE COSTE NON PUO' INDEBOLIRE IL NOSTRO IMPEGNO SOLIDALE DI PACE SULLO SCACCHIERE MONDIALE
Mercoledì 4 Marzo 2015
APS – Anno XX ( nuova serie ) – n° 697 di lunedì 2 marzo 2015
L’AVVENTURA DI RENZI A P.CHIGI/FINITO L’EQUIVOCO DEL NAZZARENO OCCORRE ORMAI CAMMINARE SOLO CON LE PROPRIE GAMBE,SENZA ALIBI
Roma,02/03/15 – (Aps) – L’agenda del Governo Renzi raccoglie frutti – taluni forse anche insperati,almeno in questo preciso momento – arricchendo oltre il previsto il carniere del Premier Renzi.Sono i grandi misuratori degli indici di trend della nostra economia e del sistema che sembrerebbero dire che - finalmente sia pure cautamente- essi oggi finalmente tirano. L’abbassamento dello spread già sotto quota 100(per un precedente dello stesso tenore occorrerebbe andare indietro di almeno 5 anni) trai nostri buoni del Tesoro e i Bund tedeschi hanno confermato la buona notizia, assieme al rialzo preventivato del Pil dello 0,1 per cento nel primo trimestre dell’anno.Noi sappiamo tuttavia che i punti dell’azione di governo di Matteo Renzi comprendono anche,o soprattutto, numerose riforme destinate ad incidere sul nostro assetto politico-istituzionale:Si valla riforma del Senato,del Titolo V della Carta Costituzionale,dell’Italicum,della nuova legge elettorale,della riforma del lavoro, col Jobs Act.Tutti provvedimenti che hanno già superato l’ostica,travagliata barriera del voto parlamentare.Ma l’elenco non è esaustivo,perché la ricca e variegata compagnia dei provvedimenti legislativi che riformano o riassettano l’ordinamento italiano è assai lungo.Citiamo - sperando di non fare esclusioni passibili di intepretazioni malevoli - la responsabilità civile dei giudici,accolta dalle critiche della categoria,i provvedimenti in cantiere per la scuola,per la pubblica amministrazione,cui si è dedicata con impegno la Ministra Madìa.Ne’ si può tacere l’ondata di allarme che – alla vigilia dell’apertura della procedura di nomina del nuovo Capo dello Stato,aperta e chiusa rapidamente con il felice esito della scelta di Sergio Mattarella,un indubbio successo di Matteo Renzi – ondata di allarme,dicevamo, che si era diffusa sul poco chiaro congegno della norma che sanziona penalmente la frode fiscale e che sembrava potesse favorire il famoso caso,già giudicato, dei diritti Mediaset di Berlusconi.Uguale allarme si diffondeva a proposito delle prime notizie sui progetti sempre dell’Azienda del Biscione di appropriarsi degli impianti di ricetrasmissdione RaiSull’onda di interpretazioni che neppure nel caso potevano mancare,anzi,è piombata l’OpasMediaset su oltre il 66 per cento di Rai-Flay.Offerta che ignorava però bellamente il divieto posto dal Governo con apposito decreto, in cui si fissa il limite obbligatorio del 51% a favore della quota pubblica della società.
Insomma un’agenda ricca e complessa ed anche un po’ tortuosa.Per via dei numerosi interrogativi che ciascun titolo solleva circa la coerenza riformatrice del suo combinato disposto;specie se frutto dell’opera di governo di una compagine targata Pd(seppure sottobraccia alla “compagnia dell’opera dei ciechi”( diciamo così e senza ingiuria) riferendoci a quei singolari alleati minori di governo rappresentati da Alfano e soci,che fanno la mossa di“digrignare” spesso anche i denti, a difesa delle loro “sacrosante” istanze ideologiche o di categorìa.Soprattutto per effetto delle ombre sinistre che il famoso Patto del Nazzareno di poco più di un anno fa – e finalmente considerato chiuso soltanto di recente – continua a proiettare tutt’ora su singoli atti e scelte del Governo Renzi.Figuriamoci su leggi di chiara valenza politico-istituzionale,quali le riforme costituzionali o la legge elettorale.
LA PACE ARABO-ISRAELIANA IN M.O. E NON SOLO/ANCHE UN PIU’ DRAMMATICO E PREMINENTE OBBIETTIVO:CONTRASTARE CON FORZA LA MINACCIA JIHADISTA
Roma,03/03/15 – (Aps) -Utilizzare la tribuna offertagli in questi giorni da New York per rilanciarsi - come ha appena fatto il Premier israeliano Netanyau – come”Mr.Sicurezza” non favorisce esattamente la causa della lotta all'Isis,oggi preminente rispetto a qualsiasi altro obbiettivo.Anche se è vero che la teoria dei "due popoli due Stati" - Israele e Palestina – procede quanto meno con ancora troppe incertezze ed esitazioni.Vedere la recente discussione nel nostro Parlamento a conclusione della quale sono stati approvati col sostegno del Governo due documenti di maggioranza sostanzialmente divergenti.Ma la perdurante minaccia jihadista del Califfato -arrivata ormai sulle rive del Mediterraneo - mai come in questo momento non consente incertezze e contraddizioni.
Ma questa è soltanto una faccia del variegato quanto inquietante panorama internazionale con tutti i focolai di crisi apertisi od aggravati negli ultimi tempi.E’ dei giorni appena trascorsi l’agenda dei colloqui che hanno impegnato il nostro Paese nella persona del Premier Renzi con il Presidente ucraino Porochenko,a Kiev,e con il Presidente russo Putin, a Mosca,all’indomani peraltro dell’uccisione - che non sarà mai chiarita - di uno dei leaders dell’opposizione liberale, Namtsov.Come è stato annotato dai più acuti osservatori diplomatici,purtroppo da parte del rappresentante italiano non è stata pronunciato alcun invito alla Russia ad abbandonare l’area dei confini orientali dell’Ucraina,come nessun accenno è stato fatto alle sanzioni che da parte Ue sono già state comminate a Mosca.Mentre si è preferito blandire il Presidente russo in vista di un semmai possibile
coinvolgimento di Mosca per fronteggiare la temibile feroce minaccia jiahdista affacciatasi direttamente sulle rive del Mediterraneo.E’ la politica dei piccoli passi?
martedì 17 febbraio 2015
ANCHE OLTRE LE GESTA DEL FANATISMO QUAEDISTA,LA JIAD ISLAMICA SI AFFACCIA ORA SUL MEDITERRANEO/UN FERMO CONTRASTO COORDINATO IN AMBITO ONU
APS –Anno XX ( nuova serie ) – n° 695 di martedì 17 febbraio 2015
LA JIAD ISLAMICA SUPERA ANCHE LE MOSTRUOSE GESTA DEL FANATISMO QUAEDISTA E S’AFFACCIA SUL MEDITERRANEO/UN FERMO CONTRASTO COORDINATO IN AMBITO ONU
Roma,17/02/15 – (Aps) - Il salto di qualità che si sta compiendo in questi giorni con l'offensiva jaidista verso i Paesi dell'Occidente - da singoli, ipermirati attacchi terroristici nelle capitali europee, da Parigi a Copenaghen, ad una situazione ben più allarmante di una vera e propria espansione militare sul territorio - richiede la più attenta e responsabile considerazione.Soprattutto l'Italia- a poche centinaia di Km dai nuovi capisaldi dell'Isis in Libia - ha il dovere di contrastare la minaccia aggressiva del cosiddetto "Stato islamico" che tende a stabilizzarsi sulla sponda africana a noi più vicina geograficamente.Dopo la chiusura della nostra Ambascita a Tripoli – l’unica ancora aperta tra quelle dei principali Stati europeo-occidentaliUn contrasto da attuare,come è naturale che sia,unicamente con il pieno coinvolgimento Onu,come richiesto non solo dal nostro Paese bensì da tutte le altre Nazioni europee che intendono reagire alle nuove barbarie che l'Isis sta facendo conoscerci.L’attivazione del Governo italiano,sul piano interno ed internazionale,è la prima risposta adeguata,su quella linea della responsabilità e della fermezza sopra evocata,che tiene nella dovuta considerazione anche le esortazioni ,o ammonimenti, che ci vengono da varie parti,come proprio ieri è accaduto da parte della palestinese Hamas,che ha voluto segnalarci come una reazione da parte italiana sarebbe vista come un gesto di ostilità antiaraba,addirittura una crociata.Continuando cosi a confondere la causa araba – che nessuno mette in discussione – dai sintomi allarmanti,intollerabili della violenza e del terrore jadista dell’Isis, che vanno si contrastati e nella maniera più ferma possibile da parte dell’intera comunità internazionale e non dai paesi che sono nel mirinodella nuova ultima più inquietante offensiva,che fa anche impallidire le gesta fanatiche del quaedismo.
La novità ed i pericoli nuovi connessi a questo quadro aggiornato dei focolai di guerre e delle tensioni mondiali sta mutato assetto degli equilibri internazionali rispetto al passato recente del secolo appena trascorso.Non viviamo più in un mondo bipolare caratteristico della “guerra fredda” conclusasi con la caduta del muro di Berlino e con la messa in liquidazione del comunismo internazionale,con il crollo di quei regimi est-europei che avevano mutuato pedissequamente la formula di governo stalinista.Non esiste più neppure un solo guardiano del mondo anche se la potenza nord-americana resta un saldo baluardo a difesa delle libertà e dei diritti universali.Il mulipolarismo delle molte potenze regionali, dalla Russia alla Cina,all’India al Brasile all’Europa - che da culla della democrazia,dei diritti e della dottrina politica liberale da cui derivano tutte le diverse declinazioni del verbo democratico,- tarda a darsi quell’assetto politico federale e non solo di comunità economico-monetaria, che soltanto potrebbe darle la forza ed il ruolo per poter veramente parlare con una sola voce a nome del Vecchio continente.
SANARE IL CORTO CIRCUITO POLITICO-ISTITUZIONALE CREATO FORTUITAMEN= TE A MONTECITORIO SUL DDL PER LA RIFORMA DEL SENATO
Roma,17/02/15 – (Aps) –Oscurato dalla vicenda preoccupante del terrorismo Jiadista attestato minaccioso ora anche sulle rive del Mediterraneo,l’episodio parlamentare del fine settimana scorsa,quando Montecitorio – nel corso dell’infocato dibattito sul ddl costituzionale di riforma del Senato,tra il serio ed il faceto si è creato un caso non consueto –i precedenti nel Parlamento repubblicano sono pressocchè sconosciuti,forse la legge- truffa cosiddetta Ruini – un,dicevamo,inusuale fenomeno di Aventino,tra tutte le forze parlamentari diverse dal Pd e dai suoi alleati minori di governo(Ncd,Sc,e pochi altri).
Le motivazioni che hanno messo assieme così disparati “aventiniani” (dal M5S,a Fi,aLega,a FdI) sono ovviamente le più diversificate possibili nella sostanza ed inoltre era inoltre presente l’occasione “forte” per il battesimo di Forza Italia,edizione post-Nazzareno.Così di fatto è stato e non ci sarebbe da preoccuparsi più di tanto se la fattispecie di abbandono dell’aula(dopo indicibili comportamenti fuori etichetta parlamentare) non costituisse comunque formalmente un corto circuito politico parlamentare che offusca il ruolo ed il prestigio delle Camere.La riunione della Direzione Pd è valsa a rilanciare l’esigenza del dialogo tra tutte le componenti della rappresentanza popolare che siede appunto in Parlamento. Ed in Forza Italia (a parte le inevitabili performance dell’immancabile Brunetta) è ripresa,come era prevedibile la marcia di riavvicinamento a sostanza e contenuti del semprieterno Patto del Nazzareno.Poi oggi la congiuntura “mediterranea” che certo ci interssa da vicino potrebbe rimescolare le carte nei rapporti trai partitii, o di alcuni di essi,tra maggioranza ed aventiniani un po’ per caso.
venerdì 6 febbraio 2015
UNA PROVA DI MATURITA',LA SCELTA DI MATTARELLA AL QUIRINALE/PIU'FORTE LA MAGGIORANZA DELLE RIFORME/COL PATTO DEL NAZZARENO NE CADE ANCHE L'OGGETTO IMPOSSIBILE
APS –Anno XX ( nuova serie ) – n° 694 di venerdì 6 febbraio 2015
DOPO LA PROVA DI SERIETA’ DELLA SCELTA DI MATTARELLA,SI RAFFORZA LA
MAGGIORANZA DELLE RIFORME ATTORNO A RENZI/CADONO COL PATTO DEL NAZZARENO L’OGGETTO IMPOSSIBILE DI SOTTINTESI E FRAINTENDIMENTI
Roma,06/02/15 – (Aps) – Con gli avvenimenti sicuramente al di fuori dalle ordinarie previsioni degli esperti del ramo,di osservatori od analisti,degli otto,nove giorni appena trascorsi si è messo decisamente in movimento lo scenario politico italiano.In un quadro che tutto lasciava presagire fosse ancorato – sia pure nelle indeterminatezze,i sottintesi ed i fraintendimenti che di sicuro erano ed in abbondanza nel caso di specie – al cosiddetto Patto del Nazzareno siglato a Roma appena pochi giorni più di un anno fa tra l’ex ed ormai piuttosto malconcio,politicamente parlando e forse non solo,ex Cavaliere ed il giovane e rampante neo-leader del Pd.In procinto,va ricordato,di installarsi,con una serie combinata di mosse fulminee, di lì a qualche settimana addirittura a Palazzo Chigi.Che cosa era accaduto sulla scena politica di casa nostra perché si verificasse un così deciso e repentino cambiamento.La elezione del nuovo Capo dello Stato – dopo le dimissioni di Napolitano a metà gennaio, al compimento delle semestre a guida italiana nella Ue,e come era stato chiaramente esplicitato all’atto del rinnovo del suo mandato meno di due anni addietro – aveva offerto a Renzi la opportunità di dimostrare non solo a Berlusconi e compagni ma dinanzi all’opinione pubblica che continua a seguire con sostanziale favore la sua condotta come Leader del Pd e soprattutto come Presidente del Consiglio, la propria autonomia, non ricattabile,nel guidare gli eventi a vertici della vita pubblica del Paese.Tra questi in primis la scelta del nome giusto nella difficile successione – per i meriti e le qualità fuori discussione del Presidente dimissionario Napolitano – di una figura adeguata che pienamente rispondesse alle esigenze del momento e dell’Alta carica da ricoprire.Il nome di Sergio Mattarella che Renzi ha offerto senza incertezze od indecisioni, a nome dell’intero Pd, ai Grandi elettori del Capo dello Stato(Deputati,Senatori.Delegati regionali)poteva chiaramente non andar bene ad altri settori dell’Assemblea di elettori;soprattutto non andar bene all’altro partecipante al Patto,vale a dire Berlusconi.Pur concernendo il Patto medesimo un alleanza istituzionale – non politica – sulle riforme.Da quelle sul nuovoSenato,tasformato in Camera delle Autonomie ,non più direttamente elettivo e con limitata potestà legislativa,tale da eliminare cioè il deprecato bicameralismo perfetto,giustamente giudicato mezzo di intralcio,e di ritardo alla funzione legislativa del Parlamento);alla riforma del titolo V della Costituzione,attraverso una sostanziale revisione della macchina delle autonomie – delle Regioni, ordinarie ed a statuto speciale, che sembra perdere ormai troppi colpi e da ogni parte.Oltre ad ad assestarne altri di conio negativo nel proprio funzionamento “domestico”,per così dire,per i costi spropositati di gestione,gli sprechi e molto altro,come tutti ben sappiamo.Ed ancora,ma non ultima per importanza,la nuova Legge elettorale,approvata – non senza tormenti anche per le minoranze del Pd - lo scorso mese di gennaio anche dal Senato, ma che dovrà tornare alla Camera per alcune modifiche che vi sono state apportate.Il nome di Mattarella – una figura eminente,rigorosa ed equilibrata di politico e costituzionalista,di matrice cattolico-democratica – ha ricevuto sei giorni fa a Montecitorio un voto quasi plebiscitario,poco sotto la soglia della maggioranza qualificata non richiesta alla quarta votazione di sabato scorso.Questo nome però non è andato bene a Berlusconi ed alla maggioranza del suo cerchio magico(in un primo tempo neppure ad Alfano (nonostante la posizione di alleagto minore del Pd nel governo di Renzi ) ma la scorsa settimana attratto dalle lusinghe dell’ex-Cavaliere per la ricostituzione dell’Alleanza moderata o di Destra.Ad elezione avvenuta ,come si è detto, quasi plebiscitariamente di Sergio Mattarella al Quirinale – con una scheda bianca votata trasversalmente da buona parte di Fi e da una frazione di Ncd – si è aperta tra i berlusconiani delle varie tendenze una tenzone assai accesa che ha in pratica messo in mora il Cavaliere che è stato costretto considerare concluso,o congelato,il Patto del Nazzareno con tutte i sogni e le ambizioni che l’ex-Premier vi aveva legato.Attorno a Renzi – che esce ancora una volta vincente anche in questo difficile,delicato passaggio istituzionale – tende ora a coagularsi un più esteso fronte di sostegno che va,in molti casi da Sel ai fuoriusciti di Cinque Stelle,e specie al Senato,ai dissidenti di FI e del Gruppo delle Autonomie.Mentre il dissolvimento del movimento di Scelta Civica ha già registrato l’adesione di otto parlamentari,tra cui il Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini.
Insomma sembrerebbe non dover aver importanza alcuna il problema,per Renzi,di portare avanti con tranquillità il programma di riforme che – se a quelle istituzionali prima citate si aggiungono la Giustizia(rivoluzionando il concetto di corruzione,come viene anticipato),la Pubblica amministrazione,la Scuola e cosi via – rappresenta un impegno innovatore di vasto raggio e di grande momento, del quale il nostro Paese ha urgente bisogno.(ac)
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