lunedì 12 marzo 2012

IL RITORNO DELLA MALAPOLITICA/LA DISPERAZIONE DI UN PDL ISOLATO

Roma,10/03/12 (Aps) – La fine della luna di miele del governo tecnico di Mario Monti con la maggioranza “convergente”,chiamiamola così, dei tre principali partiti – Pdl,Pd,Terzo Polo - che lo sostengono in Parlamento ? Ovvero più verosimilmente una non inattesa mossa della disperazione – l’alt  comunicato all’ultim’ora ad un vertice a tre a Palazzo Chigi - - da parte  di un Pdl,messo nell’angolo, abbandonato anche dai leghisti di Bossi,fortemente allarmato dalla prova incombente delle amministrative di maggio?
Ed è chiaramente questa ultima la spiegazione che se ne dà da parte degli osservatori politico-parlamentari.Appare del resto piuttosto ridicola la pretesa manifestata dal Pdl di voler dettare l’agenda ad un governo cui si è votata la fiducia,porre sbarramenti o esclusioni verso taluni specifici temi:Parlare di giustizia,come norme anticorruzione,ovvero di Rai in rapida scivolata verso il default  politico, editoriale,industriale e con un Cda in iscadenza alla fine del mese? No, non si può,per Berlusconi e quindi pere Alfano,perché il Governo di Monti è a “sovranità limitata” e non può invadere il campo della”privativa” berlusconiana in tema di giustizia,di Rai-Tv ,e via discorrendo.La licenza di governare vale solo per risollevare il Paese dal deficit,per riequilibrare lo spread con i bund tedeschi,per ridare credibilità all’Italia:poi basta,o quasi!Poi solo “lavoro,lavoro,lavoro” come – esternando questa “divinazione” che d’incanto avrebbe colto i capi forzisti - il praticante-segretario Alfano ha comunicato al Seminario di Orvieto.Quasi,o senza quasi,a dirottare l’attenzione dalle questioni che sono state scansate in estremis col “pericoloso” vertice a tre da Monti,ad inizio settimana.Venga quindi sul tavolo anche il tema del lavoro,sinora come si sa del tutto estraneo e privo d’interesse per i vertici del Popolo della Libertà,o come diamine si chiama! Poi il bel gesto del Cavaliere di dare forfait all’ultimo momento ad una trasmissione di “Porta a Porta”,ospite del suo amico Vespa - di cui è anche principale referente politico nell’universo Rai mediatico -il viaggio, molto “gelato” a Sochi in Russia per congratularsi(!) col suo amico Putin che lui si,anche se a suo modo,le elezioni riesce  ancora a vincerle. Ed inoltre la mancata partecipazione,pure in programma,alla predetta riunione di Orvieto:un altro momento per leccarsi le ferite,per fare atto di contrizione.Ma il Cavaliere ,come dicevamo neppure quì si è visto.Forse tutto questo  appartiene ad unica strategìa,di non incombere almeno per qualche tempo sulla sua creatura politica, in un delicato passaggio,di malsana crescita e di sbandamento della stessa.Sono forse i consigli “intelligenti” degli spin doctors di Arcore e dintorni,cui bisogna dare ascolto.Non si sa mai.
Se a tutto ciò si aggiunge il comportamento - sempre da parte del Pdl -  di sostanziale ostilità verso il Governo a proposito di due avvenimemti che hanno fatto irruzione sul versante internazionale del nostro scenario politico -  l’uccisione in Nigeria del nostro connazionale Lamolinara,un ingegnere rapito da un gruppo islamico assieme ad un collega britannico,a seguito di un fallito blitz delle forze speciali inglesi e di cui Roma non era stata preventivamente avvertita;il peggioramento dei rapporti tra Itali ed India per gli sviluppi negativi nella vicenda dei due marò portati dinanzi ai Tribunali locali con l’accusa dsi omicidio  – il quadro si completa.Con elememti di scarsa consonanza tra quella maggioranza, di cui si diceva, e che dovrebbe essere convergente e solidale nel sostegno al governo tecnico. Insomma forse un pericoloso punto di non ritorno per la presente fase politica italiana.



 LE DIFFICILI RAGIONI DEL MOVIMENTO NO TAV IN VAL DI  SUSA

Roma 02/03/12 – (Aps) – La virulenta esplosione della protesta No-Tav in tutta Italia,dove accanto ai sindaci ed alle popolazioni – con molti sindaci della Valle che quasi lambisce Torino, pacifici cittadini,genitori (madri e padri con i propri bambini,intere famiglia che esprimevano accorati la loro contrarietà all’opera in programma in Val di Susa per il tratto italiano della nuova ferrovia europea ad alta velocità –si è ancora una volta materializzata la presenza di gruppi di violenti,frange estreme di contestatori,ed i cosiddetti bloc black di cui è ben conosciuta purtroppo la “particolare” maniera di manifestare il dissenso.
L’atteggiamento di fermezza che il governo ha già anticipato e che sarà formalizzato dallo stesso Presidente del Consiglio Monti, al termine di un’apposita riunione governativa – dialogo ed ascolto si,ma tolleranza zero verso ogni forma di violenza – troverà nella  giornata di domani sabato,quando sono annunciate una serie di cortei e manifestazioni,a cominciare da Roma,il primo riscontro operativo.E c’è da augurarsi che non ricorrano gli estremi di una contrapposizione troppo dura tra le suddette frange estreme dei dimostranti e le forze dell’ordine chiamate a tutelare le ragioni dell’ordine pubblico e della sicurezza,sulla base dei principì costituzionali.
Sta di fatto che sul governo dei tecnici che tra spinte contrastanti nascenti proprio dalla situazione eccezionale da cui ha avuto luce(una maggioranza parlamentare ampia ma che è la somma di due partiti agli antipodi,la destra berlusconiana e la sinistra riformista del Pd oltre che dal Terzo polo centrista di Casini) si trova oggi sulla testa anche la tegola della Tav italo-francese.Una decisione presa,per parfte italiana, dai precedenti governi ma che riflette una necessità ineludibile per il nostro Paese:quello di non restar tagliati fuori dall’Europa,non avvantaggiarsi dei vantaggi economici ed ambientali dei collegamenti su ferro,come si dice,piuittosto che su gomma,i quali ultimi intasano e inquinano le contrade nostrane come degli altri grandi paesi d’Europa:con tempi di percorrenza significati= vamente  abbreviati
Di fronte ad argomentazioni oggettivamente inoppugnabili della scelta europea di una rete
ferroviarie ad alta velocità,le ragioni contrarie di una buona parte della popolazione della Valle di  di Susa non reggono in realtà il confronto.Anche o soprattutto se valutate nell’insieme delle provvidenze e benefici che il Governo si propone di mettere sul piatto a favore degli  degli abitanti della Valle in qualche modo toccati dalla costruenda infrastruttura ferroviaria.
Come sempre incomprensibili,se non in altra logica,le motivazioni delle citate frange estremistiche, e violente, che stanno offrendo il loro appoggio anche a questa battaglia “No Tav”,snaturandone portata e significati.


lunedì 23 gennaio 2012

L’ARDUO COMPITO DEL GOVERNO MONTI




Roma,18/01/12 –(Aps) – La ripresa  politica e parlamentare,di questi giorni,è stata in realtà anticipata dalla attività di governo del Gabinetto Monti che, eccettuati i giorni festivi veri e propri,non ha conosciuto soste in tutto l’arco di Natale e di Capodanno,sia sul piano interno che europeo.Senza soluzione di continuità.
E a non volere enfatizzare la particolare congiuntura entro la quale ci troviamo calati,occorre purtuttavia segnalare che il compito che il cosiddetto “governo tecnico” del Prof.Monti si trova sulle spalle è tutt’altro che agevole e lineare.
Non solo l’eccezionale avversa congiuntura economico-finanziaria sul piano interno e comunitario.la crisi della moneta unica europea e di tutta l’Eurozona – in ordine alla quale poco o nulla di concreto era stato fatto dal nostro governo nel secondo semestre dell’anno passato – ma il disvelamento della profonda debolezza e della distorsione del “sistema Italia”(spesso esaltato forse a sproposito) dopo molti anni in cui non solo,ed in primo luogo, i governi del centrodestra,del Cavaliere non avevano fatto alcunchè per raddrizzare la barca,ma anche nelle parentesi dei governi di centro sinistra,questi  si erano rivelati,incapaci, impotenti:magari per la scellerataggine delle leggi elettorali vigenti che non sempre conferivano a chi vince le elezioni di attuare, con determinazione e con il sostegno di entrambe le Camere, programmi riformatori che da tempo erano stati messi a fuoco.Dal welfare(sistema previdenziale),al mercato del lavoro,alle liberalizzazioni in un vasto arco di settori che hanno sin qui inceppato il meccanismo di sviluppo della nostra economia, chiudendo così la porta in faccia ai milioni di giovani che chiedono di fare il proprio ingresso nel mondo del lavoro.
Una sciagurata miopia insomma nella quale si è consumato tutto l’arco di tempo (circa vent’anni) della cosiddetta Seconda Repubblica – storicamente in realtà mai nata - dopo la caduta del Muro,dopo Tangentopoli e la fine dei partiti ideologici tradizionali,che hanno movimentato la vita politica in quasi tutto il Novecento.
La cronaca politica in questa ripresa di inizio d’anno conferma ed accentua tutti i dati  della nostra sommaria analisi.Alla luce degli umori della piazza – indignados non sono solo lavoratori precari,i disoccupati,i giovani o coloro che stanno perdendo il posto di lavoro;lo sono anche i tassisti (con il miscuglio di un atavico malgoverno locale,in questo caso) ,lo sono i professionisti e le loro corporazioni – il Paese presenta il conto di molti anni di non- governo.Di quando tutt’al più  si tendeva a governare l’equilibrio tra le varie spinte e controspinte,e tra le avverse corporazioni,ritenendo quello un Paese” socialmente pacificato”,senza alcun sospetto che si stessero tradendo i fondamentali diritti ed aspettative delle classi giovani,di chi verrà dopo di noi.Tanto la priorità giustizia ,quella “ad personam”,per interderci,ha finito per inceppare - spesso inutilmente perché per fortuna c’è sempre il vaglio dell’Alta Corte -la  dialettica stessa della politica; ha finito per incartare gli stessi schieramenti contrapposti:mentre il sistema-Paese peggiorava ulteriormente,scivolando in una crisi grave come quella attuale.L’era ,del Cavaliere si è fortunatamente chiusa;.restano i danni e le ammaccature che il Paese ne ha ricevuto.

TORNA L’AVANTI  DIRETTO DA RINO FORMICA/UN RECUPERO DI RADICI ESSENZIALI NEI NUOVI ASSETTI  POLITICI/NON MERA ARCHEOLOGIA POLITICA
Roma,18/01/12 –(Aps) –E’ tornato nelle edicole –viaggiando in questo esordio sulle spalle esili del “Riformista” di Emanuele  Macaluso – la gloriosa testata socialista dell’Avanti,diretta da Rino Formica.Con quello della testata – che per effetto di una losca manipolazione del titolo è stata sottomessa anche ad indegne operazioni di malaffare,negli ultimi tempi,unitamente agli sbandamenti di tipo politico,quali il collegamento con il berlusconismo – vengono recuperate radici storico-politiche essenziali alla dialettica democratica,in campo riformista.
Oggi esiste nel Paese una realtà politica che s’ispira al riformismo,collegata in campo europeo ed internazionale ai partiti socialisti e progressisti.Con tutti i limiti,le approssimazioni e le colpe che pure ha, per come è stato portato avanti la formazione di questo partito, il Pd,che alle ultime politiche ha sfiorato il 34%,esso è il perno dello schieramento che ha sconfitto Berlusc oni.E’ un partito che ha i connotati di fondo per essere il partito della socialdemocrazia europea in Italia.Con questa realtà deve confrontarsi qualunque iniziativa di recupero e rilancio delle radici socialiste.Pena il restringersi in una mera operazione di archeologia partitica.


giovedì 5 gennaio 2012

LE AMBIVALENZE DEL PDL ASSOTTIGLIANO LA BASE DEL GOVERNO MONTI

Roma,23/12/11- (Aps) – Poco più di ventiquattro ore per la discussione in aula a Palazzo Madama – complice questa volta Babbo Natale che ormai la fa da padrone assoluto delle speranze di questo Paese in crisi – ed il decreto legge “salva- Italia” di Monti ha avuto il sigillo dell’approvazione anche del Senato e, con la firma immediata del Capo dello Stato, è diventato legge,apprestandosi a dispiegare i suoi effetti sulla sorte degli italiani.
E’ vero che anche a Palazzo Madama -  come era già accaduto la settimana scorsa a Montecitorio - l’amplissimo voto di maggioranza di cui gode il governo tecnico del Professore si è visibilmente ridotto,ma questo non modifica in realtà le basi su cui poggia la compagine di governo guidata da Mario Monti.Con l’appoggio pieno di Pd e Terzo Polo,col sostegno poco convinto del Pdl,anzi  critico e al suo interno contrastato,seppure formalmente non smentito.  Anche nel voto di ieri a Palazzo Madamail Pdl ha del resto evidenziato i malumori e la confusione che pervadono il partito creato da Berlusconi  nel ’94 e via via trasfomato in un’aggregazione sempre più populistica, basata su false promesse di benessere e libertà per tutti.Ma tutti assieme abbiamo poi potuto misurare quanto questi “miraggi” fossero in contrasto con la realtà e la condizione del Paese;e sappiamo come è andata a finire.
Nel panorama politico-parlamentare di questo fine d’anno non mancano le dissidenze in realtà vistosamente strumentali di Lega ed Idv che stanno animando una vivace – e “colorita”,al limite della tolleranza repubblicana, per quel che riguarda i padani di Bossi -
opposizione che non contiene un elemento sensato,alcuna proposta alternativa alle queste prime misure del decreto Monti.Come si è già avuto modo di osservare,è soltanto una biasimevole speculazione su un momento serio e delicato della nostra situazione economico-sociale,nella speranza -  è da augurarsi vana – che a forza di soffiare sul malcontento e sul sacrificio della gente,serva alla fine a ricavarne un qualche utile alla prossima occasione elettorale. E’ questa la tigre che cavalca anche la Idv di Di Pietro,consapevole,ci auguriamo,di aver rotto in siffatta maniera tutti i ponti alle proprie spalle con il perno dell’opposizione riformista,quale è il Pd.”Ognuno per la propria strrada”
è il messaggio non equivocababile che il segretario democratico Bersani ha subito indirizzato all’ex-magistrato e poliziotto Di Pietro, a fronte delle prime convulsioni anti-Monti nate in casa Idv.
Se questa è  cronaca immediatamente passata,lo sguardo si proietta sull’agenda dell’ultima settimana del 2011,con la tradizionale conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio e che questa volta avrà presumibilmente un tono   tutt’altro che di routine.Preceduta da un Consiglio dei Ministri dedicato alla ricognizione dei principali punti che faranno parte dell’immediata azione di governo a favore della crescita e dello sviluppo,l’incontro con i giornalisti sia italiani che stranieri(sarà questa un’altra novità)
riepilogherà la premessa su cui è stato costituito il cosiddetto governo “tecnico” ovvero “dell’emergenza” ed enuncerà quindi la filosofia degli interventi per la crescita ,la cosiddetta “fase due”,che costituiraanno l’oggetto privilegiato del Gabinetto del Prof.Monti.
E’ verosimile che non manchino riferimenti alla cornice europea comunitaria,e dell’area dell’euro,entro cui strettamente si muove l’azione del nostro governo.
Altro appuntamento dei giorni di qui alla fine dell’anno -quando si concluderà il ciclo rievocativo dei 150 anni dell’unità d’Italia – il messaggio del Capo dello Stato agli italiani,diffuso sabato prossimo sui canali della radio e della Tv di Stato.Anche a questo riguardo nulla di tradizionale o di routine,verosimilmente, nel saluto che verrà pronunciato da Giorgio Napolitano.La figura istituzionale che più di ogni altra si è spesa,con grande impegno,responsabilità e correttezza,per aiutare il Paese ad uscire dalla grave crisi- non soltanto economico-finanziaria- in cui  era caduto.
DEMOCRAZIA SOSPESA? INUTILE MALDESTRA POLEMICA PER OSCURARNE LE POTENZIALITA’RIFORMATRICI DEL GOVERNO MONTI.
Roma,23/12/11(Aps)-Come arma disperata per mettere il bastone tra le ruote al carro del governo tecnico o dell’emergenza è stato tirato fuori dalla cassapanca,da qualche spin doctor in cerca d’autore, un argomento frusto e privo di contenuti.Vale a dire l’equazione governo tecnico=sospensione della democrazia.Facendo finta di ignorare che l’esistenza di un governo tecnico per l’emergenza – reale,quale è quella in cui l’Italia tutt’ora si trova –investito dal libero voto di una così larga maggioranza parlamentare- non può che essere un rimedio, transitorio sì,ma di piena legittimità costituzionale ad una fase di difficoltà come quella presente che tutti conosciamo.E l’alternativa ad un ricorso immediato al voto – con tutte le conseguenze che ne derivavano in termini di paralisi dell’azione di governo per periodo di almeno quattro mesi,di uno scontro e contrapposizione violenta tra le parti politiche avverse – con il pregio della competenza specifica in materia congiunturale,con la potenzialità importantissima di poter impostare le pi urgenti riforme anche di carattere politico-istituzionale.Il tutto sotto il controloo e con la partecipazione stretta delle prioncipali forze politiche che formano un po’ an omalamente l’attuale maggioranza.          

lunedì 19 dicembre 2011

DECRETO MONTI : SOLO 422 I SI ALLA CAMERA.

Roma,16/12/11 (Aps) –Certo,sulla sostanza del provvedimento approvato questa sera dalla Camera,restano le perplessità ed i dubbi di quanti hanno ritenuto il decreto “salva-IItalia”squilibrato in materia di equità,fatto di tasse molto più che di tagli,privo di riforme,  utili anche a spingere la crescita e lo sviluppo,del tutto carente in tema di liberalizzazioni.Ma Monti e la sua squadra di professori “bocconiani” hanno chiarito che arriva ora quel “secondo tempo” con il quale entrare nel campo delle riforme strutturali. Vedremo a quel punto quale sarà il reale grado di adesione dei tre settori che formano la base parlamentare del Governo tecnico al programma di lavoro che Monti vuole attuare.  Semmai una luna di miele c’è veramente stata tra il governo “tecnico”  ed i tre maggiori  schieramenti presenti in Parlamento ( Pdl,Pd,Terzo Polo ) all’atto della formazione e della fiducia alla nuova compagine governativa chiamata a gestire l’emergenza Italia,il voto di oggi alla Camera ed il vivace dibattito che lo aveva accompagnato ne hanno decretato la fine, facendo leggere in controluce i reali umori che pervadono soprattutto la ex-maggioranza berlusconiana.Dove si sono soprattutto registrate in buona misura le larghe assenze che hanno assottigliato di non poco  la  pur vasta maggioranza per il governo  tecnico manifestatasi all’atto della fiducia d’investitura.
In realtà v’era stata, al varo dell’esperimento Monti - da parte un Pdl uscito massacrato da una così lunga stagione di incubazione della fase dissolutiva,di piena dissipazione del  patrimonio di consenso populistico fondato sul carisma ormai consunto,sappiamo come e perché, del Cavaliere – una sorta di obbligata rassegnazione,il rifugiarsi nel male minore dopo dopo l’onta cocente della salita al Colle del Cavaliere medesimo per rassegnare  quelle dimissioni invocate od inutilmente “tentate” dalle opposizioni da più di un anno a questa parte.
Più contenuti i contrasti e le voci di dissenso all’interno del Pd in materia di welfare e pensioni,specialmente,che in qualche modo hanno turbato la sintonia con il sindacato Cgil e con tutto il più vasto bacino elettorale dei ceti meno protetti che i democratici vocazionalmente hanno in grande cura .Forse il discorso della responsabilità e della gravità del momento deve aver avuto ragione,se il gruppo Pd è stato compatto per il sì.
La cronaca parlamentare di questi giorni ha confermato anche con i ripetuti,osceni schiamazzi ,passati da Palazzo a Madama a Montecitorio,la vera natura politica della    Lega che strumentalizza e specula su  legittime pulsioni sociali,territoriali in alcune
importanti regioni del Nord per costruirsi la propria comoda posizione di “lotta e di governo”.Il che rappresenta una rozza esecrabile speculazione fatta sulle spalle di una fetta non trascurabile di elettorato settentrionale.
Un fenomeno analogo e speculare si verifica sul versante di sinistra,con l’atteggiamento assunto dai settori più radicali della sinistra stessa – che non sono rappresentati nell’attuale Parlamento  - come La Sel di Vendola e gruppi minori che si oppongono con
risolutezza alla “filosofia” emergenziale del progetto Monti,chiamandosi fuori dalle responsabilità che l’attuale momento politico richiede a tutti.Ma soprattutto con la posizione  divenuta contraria della Idv di Antonio Di Pietro che ha rotto il suo “patto” di azione con il Partito democratico,portando a votare no a Montecitorio i suoi  22 (meno 1=
21) parlamentari.E questo è un altro forse più pesant e indecoroso caso di bassa speculazione politica nel tentativo, speriamo vano, di lucrare consenso alla prossima occasione elettorale.  

LA VISITA A ROMA DI HOLLANDE /CON BERSANI RIBADITO L’ORIZZONTE SOCIALISTA EUROPEO DI PD E PS
Roma,16/12/11 (Aps) – La coincidenza con l’impegnativo calendario dei lavori parlamentari per la prima approvazione del decreto Monti alla Camera ha obbligato ad un rinvio al gennaio prossimo dell’Assemblea nazionale del Pd programmata a Roma proprio in questi giorni.All’Assemblea dei democratici era stata prevista la partecipazione ed il saluto del candidato del Ps,Hollande,scelto dai socialisti francesi attraverso le primarie per competere con Nicolas Sarkozy alle presidenziali del prossimo anno.L’ex Segretario del Ps ed ora candidato per l’Eliseo  ha mantenuto ugualmente l’impegno della sua visita a Roma e di un incontro con i dirigenti del Pd.In una conferenza stampa con il Segretario Pd Bersani sono state ribadite le comuni visioni per soluzione della difficile congiuntura economico finanziaria che investe particolarmente il nostro Continente ed i rischi a cui sono esposti i ceti meno avvantaggiati.
E’ stato anche ribadito il comune orizzonte socialista europeo nell’affrontare questi problemi

LE CRISI SOVRAPPOSTE DELL’ITALIA E DELL’EUROPA.

Roma,09/12/11(Aps) – Le settimane della “via crucis” per la crisi italiana e per quella di pari portata ed intensità ma a più vasto raggio dell’euro e della Unione europea si stanno consumando in clima mista a disperazione e speranza.E non si tratta di parole vuote bensì di un reale senso di partecipazione e disagio specie per quelle fasce della popolazione meno abbienti e meno protette e che più direttamente vengono colpite dagli effetti della crisi economica e,per quel che ci riguarda,dalle severe misure di austerity che in parte sono già partite.
Sappiamo delle conclusioni del summit di ieri ed oggi a Bruxelles in cui l’Europa ha tentato disperatamente di salvare la moneta europea e  la costruzione comunitaria dei 27 Paesi (anzi da oggi 28, con l’ingresso della Crozia),registrando tuttavia l’autoesclusione di un Paese come il Regno Unito .Pur senza far parte della zona euro, l’autoisolamento pronunciato a Bruxelles dal Premier Cameron segnala il consistente impoverimento d’immagine per l’Europa Unita.L’attesa è naturalmente rivolta ad osservare gli sviluppi ed i benefici per l’area economica finanziaria dell’euro che potranno derivare dal nuovo patto dei Paesi della Ue,Gran Bretagna esclusa: più stringenti ed unificanti  regole dovrebbero governare le politiche di bilancio e fiscali dei singoli paesi nel tentativo di far fronte comune dinanzi all’ attacco dei mercati.In una parola se l’Europa potrà salvarsi.
Venendo alla situazione specifica dell’Italia,si era detto “lacrime e sangue” a proposito dei sacrifici che gli italiani saranno chiamati a sopportare.Ne sono state quasi una metafora le fotografatissime lacrime della Ministra del Lavoro e del Welfare Elsa Fornero nella attesa conferenza stampa della settimana scorsa, quando con il presidente del Consiglio Monti e gli altri principali Ministri della compagine del Governo dell’emergenza,sono stati illustrati i duri sacrifici cui sarebbero stati chiamati proprio i ceti più deboli della piramide sociale,nell’eccezionale tentativo di abbattere il deficit di bilancio, sino a riportare in pareggio  nel giro di due anni i conti dello Stato.
E proprio mentre entrava nel vivo l’esame del nostro Parlamento al severo pacchetto di misure antideficit  varato dal Governo tecnico – sforzandosi di individuare le vie per attenuare l’impatto sulle fasce sociali più deboli  della popolazione, accentuando al tempoi stesso il colpo di scure delle altre misure “su chi più ha ed ha sinora dato di meno”(l’equità di cui si parla) – nella capitale belga scoppiava la tempesta che ha rischiato di mandare a carte quarantotto gli sforzi di oltre un cinquantennio,il sogno comunitario – ancora da perfezionare sul terreno politico essenzialmente e della sburocratizzazione dell’apparato – che  ha aperto un altro capitolo di suspense,ed in un momento drammatico per i mercati europei ed occidentali.Un risultato intanto l’Italia l’ha ottenuto,e non è tanto di forma:: essere rappresentata a livello europeo in maniera più che competente e dignitosa

IL CAMMINO DELLA MANOVRA MONTI PER LIMARNE L’IMPATTO SUI PIU’ DEBOLI/ DA LEGA E IDV SPECULAZIONE INDEGNA  PER LUCRARE CONSENSI

Roma,09/12/11 (Aps) -  La discussione sul pesante pacchetto di misure antideficit  varato dal Governo Monti è un capitolo che si è appena aperto sullo scenario del Parlamento chiamato a ratificare il decreto,e su più vasta scala nel Paese tra le forze politiche dei vari schieramenti.E vi è da dire che mentre sul terreno delle intese trai partiti che formano la larghissima maggioranza su cui conta Monti nelle due Camere vi è sinora una sostanziale convergenza che mira a trovare la quadra,come si dice,ai numerosi problemi che il decreto stesso lasciava aperti e che oggi seppur a saldi invariati si cerca di risolvere.E’ evidente che potranno non mancare sorprese via via che andrà avanti l’esame parlamentare.Viceversa è sul terreno del cosiddetto scontro politico sociale nel Paese che si sta evidenziando una scandalosa tendenza a lucrare sul disagio di quelle fasce della popolazione che appaiono colpite più impietosamente dalle misure del decreto “salva-Italia” e che,come dicevamo,si sta cercando di migliorare,limitarne la durezza spalmandola meglio su chi può e deve dare.Ci riferiamo all’azione trasversale che va da Di Pietro alla Lega di Bossi,a Vendola e compagnia cantando.Chi non vuole speculare su una contingenza straordinarissima per la vita del Paese (frutto anche della politica sciagurata della destra al governo in questi ultimi lustri,ma non solo!) deve tirar fuori il coraggio di tenere a bada la tentazione di lucrare qualcosa da una situazione sociale così grave ed eccezionale.  

venerdì 2 dicembre 2011

IL NOSTRO CONTRIBUTO ALLA SALVEZZA DELLA UE



Roma,25/11/11 (Aps ) – Si è consumata così la settimana che si conclude,con il tentativo operoso del Presidente Mario Monti e della sua squadra di governo di mettere in campo e di definire le mosse che dovrebbe salvare dalla crisi il nostro Paese e recare al tempo stesso un contributo efficace alla stabilizzazione di tutta l’area dell’euro,in definitiva a tutta la costruzione comunitaria dei ”ventisette”.E la prima impressione che si ricava dal ritorno sulla scena europea di Monti come Premier italiano – un’impressione che troverà conferma dai nuovi impegnativi appuntamenti su scala europea già nella prossima settimana – è che l’Italia ritorna a rivestire il suo ruolo di nazione di prima grandezza nel Vecchio Continente.Che farà parte a pieno titolo del ristretto gruppo, con Francia e Germania,cui è affidato il compito non formale di tentare di pilotare l’uscita dell’Europa dell’euro dalla grave crisi che non è soltanto del nostro Continente.Come si è visto in questi giorni con gli incontri di Monti a Bruxelles e Strasburgo con il Presidente francese Sarkozy e la Cancelliera tedesca Angela Merkel.
Tutto ciò mentre per tutta settimana i mercati finanziari,in tutte le principali piazze europee, l’euro,assieme ai nostri titoli del debito pubblico sono rimasti sotto attacco,col permanere del differenziale tra i nostri bot ed i bund tedeschi,attorno o sopra la temuta quota 500 che

fissa verso l’alto l’impennata del famigerato spread entrato ormai da qualche mese nell’uso corrente della nostra lingua.A riprova del fatto che la battaglia in difesa della moneta europea e con essa della possibilità di sopravvivenza e dello sviluppo della
Unione Europea è ancora assai dura ed impegnativa.Non ci sono civetterie ed arroganze o peggio prevaricazioni di quacuno a danno degli altri che possano deviare il cammino obbligato della Ue e dell’euro verso la propria salvezza,ce ci si riesce come è nelle speranze dei più,serrando e sburocratizzando regole e meccanismi della struttura politica della comunità dei Paesi dell’euro.A cominciare dalle armonizzazioni più stringenti e supportate da specifiche sanzioni, in materia di bilancio .ed in quella del fisco dei singoli Stati aderenti.Una sorta di impegnativa prova della verità che si profila per tutti all’orizzonte e che impone a tutti - paesi alla testa della squadra,come Germania,Francia o Italia,ovvero partners di più limitata grandezza e potenzialità – il rispetto dei nuovi principì che vanno fissati.Pena il fallimento della Ue e dell’ambizione di farne una vera entità politica unitaria; il tramonto di una generosa illusione a lungo coltivata dai padri fondatori dell’Europa unita.
TRA POLITICA E COSTUME IL COMPLESSO DI “VEDOVANZA” PER EX-MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE
Roma,25/11/11 (Aps) – Finita,o quanto meno attenuata, la querelle alimentata dalla disperazione in casa in casa Pdl circa la pretesa “sospensione della democrazia” attuata in
Italia con il varo del governo tecnico di Mario Monti,non si è ancora smaltito il disorientamento degli orfani del Cavaliere.Il quale peraltro è tornato più di recente ad impazzare alternando dichiarazioni più concilianti a minacciose guasconate,ed annunci di rivincite certe!
Il guaio è che il complesso “degli orfanelli di Berlusconi” diremmo che non risparmia neppure l’opposizione ed il suo maggiore partito,ilPd che sembra talvolta voler girare a vuoto,dietro la legittima soddisfazione per la fine dell’era del “bieco Signore di Arcore”.E’ un fatto di costume ancor prima che politico in senso stretto perché le abitudini sono dure a morire.e poi v’è il malvezzo di alcuni commentatori indipendenti,quali dovrebbero considerarsi le principali firme del “Corriere”,che partendo dai toni patriottici per esaltare lo spirito di sacrificio dei due maggiori partiti.Pdl e Pd - che sono anche le due principali gambe del governo tecnico tenuto a balia dal Capo dello Stato Napolitano – per un importante traguardo di unità nazionale di fronte alla Patria in pericolo.Obbiettivo raggiunto immolando i propri iinteressi di bottega,o più immediatamente elettorali.Troppa grazia e troppa benevolenza nei confronti della “invincibile armata del Cavaliere nel prendere per buoni i suoi drammi interni,i suoi estremi sacrifici.Perchè se a sinistra si assaporava il gusto di una vittoria a portata di mano nelle urne,a destra si affondava ormai nella sensazione emplosiva della fine imminente ed inesorabile.

venerdì 18 novembre 2011

LA RESA DEL CAVALIERE/ORA UN GOVERNO PER LA RIPRESA.

Roma,12/11/11 (Aps) – “Tutto in sette giorni” ,parafrasando il titolo di una fortunata pellicola - di un po’ di anni fà e che s’intitolava “Tutto in cinque giorni” - della cinematografia statunitense del ramo fantapolitico,possiamo dire sia accaduto quel che da troppo tempo -  ed almeno  dal 14 dicembre dello scorso anno - si attendeva che accadesse da noi:la chiusura dell’era Berlusconi,con un atto anche formale, con le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato.
E’ stata dura veder vanificarsi così tante volte l’aspettativa legittima che venisse sancita l’nadeguadetezza politica e morale di in personaggio e di una classe politica che ha mostrato sino in fondo un  estremo disprezzo per le regole,per la logica politica, del buon senso  e della misura anche minima del senso dello Stato; della correttezza rispetto al cosiddetto galateo istituzionale e democratico.
Ma tant’è.Solo dinanzi all’implacabile verdetto dei numeri in Parlamento – il fatidico 308
che sancisce la fine della maggioranza per l’intera coalizione del centro-destra,comprendente l’incredibile pattuglia verde dei padani di Bossi e compagni -
Il Nostro si è deciso a salire la scalinata del Colle per compiere l’atto estremo di “rinuncia”.
Le manifestazione di giubilo,i festeggiamenti che si stanno svolgendo in queste ore quì a Roma,nelle piazze simbolo della politica,dalla residenza privata ,non male, del Premier a Palazzo Grazioli.a Palazzo Chigi,alla Piazza del Quirinale dove si consumerà l’ultimo atto della nefasta avventura berlusconiana.sono il segnale di quanto fosse sentito nella più diffusa opinione pubblica il fastidio e l’insofferenza verso una classe di governo imbelle che ci avvicinato all’orlo del precipizio,che ha esposto al ridicolo il nostro Paese sul  sul terreno europeo ed internazionale.
Se veramente abbiamo voltato pagina – a conclusione o quasi del 150° anniversario dell’Unità d’Italia ed in un periodo buio per la vita della Repubblica – un capitolo virtuoso va invece ascritto al Capo dello Stato Giorgio Napolitano.Che ha saputo con raro equilibrio,determinazione ed assoluto rispetto delle regole della democrazia parlamenare quali derivano dalla nostra Costituzione,pilotare la nostra crisi politica,oramai di sistema,e con pesantissime implicazioni in campo economico e finanziario,verso sbocchi  che si preannunciano efficaci sul piano di governo per la ripresa del Paese, e di sicuro radicamento nella democrazia repubblicana.
Ci riferiamo alla tempestiva iniziativa della nomina del Prof.Mario Monti a senatore a vita e del conferimento ormai certo ed imminente – atteso per le prossime ore – allo Monti dell’incarico di formare il governo tecnico sul presupposto delle larghe intese tante volte auspicate da Pd,Udc e dalle altre forze all’opposizione.
I brontolii e le prese di distanza che si ascoltano,in crescendo,all’interno del Pdl in queste ore,assieme alla levata di scudi,solitaria e nervosa della Lega,lasciano per altro intendere
quale futuro poco roseo si delinei per la ex-armata “forzista” ,nonostante i propositi vendicativi e di revance del Cavaliere,almeno in queste ore.

DOPO UN GOVERNO DI EMERGENZA PER USCIRE DALLA CRISI L’ITALIA PUO’ PUNTARE AD ESSERE UN PAESE “NORMALE”
12/11/11 (Aps) – Dai discorsi e riflessioni fatti in questi giorni.e mettendosi al riparo dal frastornamento provocato dagli eventi incalzanti che si stanno susseguendo,una previsione ragionevole e non di parte che emerge è che oltre che ad uscire dalla presente crisi che investe il nostro sistema economico - con un crescita vicina allo zero che compromette ogni ipotesi di sviluppo,l’alto tasso di disoccupazione e soprattutto con l’elevato debito pubblico – bisogna puntare ad una ricostruzione politica e morale del Paese marciando a tappe forzare verso il traguardo di una normalità .Dove si confrontino  poli diversificati e contrapposti dello schieramento politico:anche una destra conservatrice ma di chiara impronta democratica,che sappia cioè essere erede della tradizione liberal conservatrice, che si batta contro un’alleanza,una coalizione di stampo riformista o socialdemocratico,secondo la lunga e consolidata esperienza europeo-occidentale di questo movimento politico e che è stato elemento centrale della cultura politica democratica dell’Europa, dell’Occidente.
Soltanto quando si saranno realizzate siffatte condizioni potremo dire che l’Italia è divenuta un Paese,una democrazia normale.