venerdì 2 dicembre 2011

IL NOSTRO CONTRIBUTO ALLA SALVEZZA DELLA UE



Roma,25/11/11 (Aps ) – Si è consumata così la settimana che si conclude,con il tentativo operoso del Presidente Mario Monti e della sua squadra di governo di mettere in campo e di definire le mosse che dovrebbe salvare dalla crisi il nostro Paese e recare al tempo stesso un contributo efficace alla stabilizzazione di tutta l’area dell’euro,in definitiva a tutta la costruzione comunitaria dei ”ventisette”.E la prima impressione che si ricava dal ritorno sulla scena europea di Monti come Premier italiano – un’impressione che troverà conferma dai nuovi impegnativi appuntamenti su scala europea già nella prossima settimana – è che l’Italia ritorna a rivestire il suo ruolo di nazione di prima grandezza nel Vecchio Continente.Che farà parte a pieno titolo del ristretto gruppo, con Francia e Germania,cui è affidato il compito non formale di tentare di pilotare l’uscita dell’Europa dell’euro dalla grave crisi che non è soltanto del nostro Continente.Come si è visto in questi giorni con gli incontri di Monti a Bruxelles e Strasburgo con il Presidente francese Sarkozy e la Cancelliera tedesca Angela Merkel.
Tutto ciò mentre per tutta settimana i mercati finanziari,in tutte le principali piazze europee, l’euro,assieme ai nostri titoli del debito pubblico sono rimasti sotto attacco,col permanere del differenziale tra i nostri bot ed i bund tedeschi,attorno o sopra la temuta quota 500 che

fissa verso l’alto l’impennata del famigerato spread entrato ormai da qualche mese nell’uso corrente della nostra lingua.A riprova del fatto che la battaglia in difesa della moneta europea e con essa della possibilità di sopravvivenza e dello sviluppo della
Unione Europea è ancora assai dura ed impegnativa.Non ci sono civetterie ed arroganze o peggio prevaricazioni di quacuno a danno degli altri che possano deviare il cammino obbligato della Ue e dell’euro verso la propria salvezza,ce ci si riesce come è nelle speranze dei più,serrando e sburocratizzando regole e meccanismi della struttura politica della comunità dei Paesi dell’euro.A cominciare dalle armonizzazioni più stringenti e supportate da specifiche sanzioni, in materia di bilancio .ed in quella del fisco dei singoli Stati aderenti.Una sorta di impegnativa prova della verità che si profila per tutti all’orizzonte e che impone a tutti - paesi alla testa della squadra,come Germania,Francia o Italia,ovvero partners di più limitata grandezza e potenzialità – il rispetto dei nuovi principì che vanno fissati.Pena il fallimento della Ue e dell’ambizione di farne una vera entità politica unitaria; il tramonto di una generosa illusione a lungo coltivata dai padri fondatori dell’Europa unita.
TRA POLITICA E COSTUME IL COMPLESSO DI “VEDOVANZA” PER EX-MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE
Roma,25/11/11 (Aps) – Finita,o quanto meno attenuata, la querelle alimentata dalla disperazione in casa in casa Pdl circa la pretesa “sospensione della democrazia” attuata in
Italia con il varo del governo tecnico di Mario Monti,non si è ancora smaltito il disorientamento degli orfani del Cavaliere.Il quale peraltro è tornato più di recente ad impazzare alternando dichiarazioni più concilianti a minacciose guasconate,ed annunci di rivincite certe!
Il guaio è che il complesso “degli orfanelli di Berlusconi” diremmo che non risparmia neppure l’opposizione ed il suo maggiore partito,ilPd che sembra talvolta voler girare a vuoto,dietro la legittima soddisfazione per la fine dell’era del “bieco Signore di Arcore”.E’ un fatto di costume ancor prima che politico in senso stretto perché le abitudini sono dure a morire.e poi v’è il malvezzo di alcuni commentatori indipendenti,quali dovrebbero considerarsi le principali firme del “Corriere”,che partendo dai toni patriottici per esaltare lo spirito di sacrificio dei due maggiori partiti.Pdl e Pd - che sono anche le due principali gambe del governo tecnico tenuto a balia dal Capo dello Stato Napolitano – per un importante traguardo di unità nazionale di fronte alla Patria in pericolo.Obbiettivo raggiunto immolando i propri iinteressi di bottega,o più immediatamente elettorali.Troppa grazia e troppa benevolenza nei confronti della “invincibile armata del Cavaliere nel prendere per buoni i suoi drammi interni,i suoi estremi sacrifici.Perchè se a sinistra si assaporava il gusto di una vittoria a portata di mano nelle urne,a destra si affondava ormai nella sensazione emplosiva della fine imminente ed inesorabile.

venerdì 18 novembre 2011

LA RESA DEL CAVALIERE/ORA UN GOVERNO PER LA RIPRESA.

Roma,12/11/11 (Aps) – “Tutto in sette giorni” ,parafrasando il titolo di una fortunata pellicola - di un po’ di anni fà e che s’intitolava “Tutto in cinque giorni” - della cinematografia statunitense del ramo fantapolitico,possiamo dire sia accaduto quel che da troppo tempo -  ed almeno  dal 14 dicembre dello scorso anno - si attendeva che accadesse da noi:la chiusura dell’era Berlusconi,con un atto anche formale, con le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato.
E’ stata dura veder vanificarsi così tante volte l’aspettativa legittima che venisse sancita l’nadeguadetezza politica e morale di in personaggio e di una classe politica che ha mostrato sino in fondo un  estremo disprezzo per le regole,per la logica politica, del buon senso  e della misura anche minima del senso dello Stato; della correttezza rispetto al cosiddetto galateo istituzionale e democratico.
Ma tant’è.Solo dinanzi all’implacabile verdetto dei numeri in Parlamento – il fatidico 308
che sancisce la fine della maggioranza per l’intera coalizione del centro-destra,comprendente l’incredibile pattuglia verde dei padani di Bossi e compagni -
Il Nostro si è deciso a salire la scalinata del Colle per compiere l’atto estremo di “rinuncia”.
Le manifestazione di giubilo,i festeggiamenti che si stanno svolgendo in queste ore quì a Roma,nelle piazze simbolo della politica,dalla residenza privata ,non male, del Premier a Palazzo Grazioli.a Palazzo Chigi,alla Piazza del Quirinale dove si consumerà l’ultimo atto della nefasta avventura berlusconiana.sono il segnale di quanto fosse sentito nella più diffusa opinione pubblica il fastidio e l’insofferenza verso una classe di governo imbelle che ci avvicinato all’orlo del precipizio,che ha esposto al ridicolo il nostro Paese sul  sul terreno europeo ed internazionale.
Se veramente abbiamo voltato pagina – a conclusione o quasi del 150° anniversario dell’Unità d’Italia ed in un periodo buio per la vita della Repubblica – un capitolo virtuoso va invece ascritto al Capo dello Stato Giorgio Napolitano.Che ha saputo con raro equilibrio,determinazione ed assoluto rispetto delle regole della democrazia parlamenare quali derivano dalla nostra Costituzione,pilotare la nostra crisi politica,oramai di sistema,e con pesantissime implicazioni in campo economico e finanziario,verso sbocchi  che si preannunciano efficaci sul piano di governo per la ripresa del Paese, e di sicuro radicamento nella democrazia repubblicana.
Ci riferiamo alla tempestiva iniziativa della nomina del Prof.Mario Monti a senatore a vita e del conferimento ormai certo ed imminente – atteso per le prossime ore – allo Monti dell’incarico di formare il governo tecnico sul presupposto delle larghe intese tante volte auspicate da Pd,Udc e dalle altre forze all’opposizione.
I brontolii e le prese di distanza che si ascoltano,in crescendo,all’interno del Pdl in queste ore,assieme alla levata di scudi,solitaria e nervosa della Lega,lasciano per altro intendere
quale futuro poco roseo si delinei per la ex-armata “forzista” ,nonostante i propositi vendicativi e di revance del Cavaliere,almeno in queste ore.

DOPO UN GOVERNO DI EMERGENZA PER USCIRE DALLA CRISI L’ITALIA PUO’ PUNTARE AD ESSERE UN PAESE “NORMALE”
12/11/11 (Aps) – Dai discorsi e riflessioni fatti in questi giorni.e mettendosi al riparo dal frastornamento provocato dagli eventi incalzanti che si stanno susseguendo,una previsione ragionevole e non di parte che emerge è che oltre che ad uscire dalla presente crisi che investe il nostro sistema economico - con un crescita vicina allo zero che compromette ogni ipotesi di sviluppo,l’alto tasso di disoccupazione e soprattutto con l’elevato debito pubblico – bisogna puntare ad una ricostruzione politica e morale del Paese marciando a tappe forzare verso il traguardo di una normalità .Dove si confrontino  poli diversificati e contrapposti dello schieramento politico:anche una destra conservatrice ma di chiara impronta democratica,che sappia cioè essere erede della tradizione liberal conservatrice, che si batta contro un’alleanza,una coalizione di stampo riformista o socialdemocratico,secondo la lunga e consolidata esperienza europeo-occidentale di questo movimento politico e che è stato elemento centrale della cultura politica democratica dell’Europa, dell’Occidente.
Soltanto quando si saranno realizzate siffatte condizioni potremo dire che l’Italia è divenuta un Paese,una democrazia normale.

sabato 5 novembre 2011

DOPO LA RISATA SARCASTICA MERKEL-SARKOZY IL CAVALIERE TROVA LO SPUNTO PER RILANCIARE SUL PIANO INTERNO




Roma,28/10/11 (Aps) – La Berlusconi-story riprende a scorrere secondo il canovaccio conosciuto,i suoi diciamo così “colpi di teatro” e che pur nell’incontestabile caparbietà
dell’Attore principale non impediscono di completare il disegno di una storia che è già scritta,quella del tramonto del suo regno che non può davvero tardare ad arrivare.
Perché sta di fatto che, dato definitivamente per “cotto” a cavallo dell’ultimo fine settimana,concluso dalla “risatina sarcastica” tra la cancelliera tedesca Merkel ed il Presidente francese Sarkozy in piena conferenza stampa finale del vertice europeo sul nostro Premier e sull’affidabilità italiana,Egli,come un consumato giocatore di poker o forse meglio di tresette,abbia creduto di trovare la possibilità di un rilancio.Che il Cavaliere,in altri termini, abbia colto, tre giorni dopo, dal circospetto e cautissimo consenso ottenuto a Bruxelles - dominata dalla preoccupazione di non compromettere ulteriormente la situazione nell’Eurozona – con la sua lettera-programma(od elenco titoli) lo spunto per mettere in iscena una sorta di resurrezione o di personale di ripresa sulla scena politica interna.Passando a suo modo al contrattacco, riesumando e forse un pochino mitigando, i toni della sua pedissequa propaganda,come è stato ascoltato oggi nella Conferenza degli operatori del commercio con l’estero.La solita tiritera imperniata sulla premessa che solo Lui può tirare l’Italia fuori dai guai,con la novità che quei guai non sono più completamente negati e non è più il nostro sistema produttivo-finanziario il più solido dell’Europa.Insomma cose da pazzi:ora si passa a fare la lezioncina su come riprenderci, sulle misure “rivoluzionarie” c he questo malandato e traballante governo attuerebbe.Con il mare di dubbi e perplessità che investono non solo le opposizioni ma gli stessi settori della maggiortanza che continuano a dare segnali d’insofferenza se non a minacciare apertamente il desiderio di mettere la parola fine ad un’esperienza politica , o pseudo tale, giunta malamente al capolinea.


I GIORNI DI MATTEO RENZI E DELLE INQUIETUDINI IN UN PD PRIMO PARTITO PER UN NUOVO GOVERNO/LA RISPOSTA DI BERSANI DOMENICA DA NAPOLI
Roma,28/10/11 (APS) – Iniziata a Firenze la tre giorni della “convention” degli ex rottamatori di Matteo Renzi,sindaco della città toscana, che si svolge in una suggestiva “location”,quale la ex stazione ferroviaria della Leopolda.il programma di massima è chiaro quanto di per se non del tutto condivisibile.Quella del ricambio generazionale,nel Pd,come in qualsiasi altra aggregazione politico-istituzionale o della società civile,è infatti un postulato che non è di per se stesso sufficiente a giustificare una qualcerta “rivoluzione” interna dettata dall’anagrafe,e non già anche da un criterio di competenza,o di merito.Senza quest’ultimo essenziale elemento,il cambiamento rischierebbe di essere velleitario e folkloristico e farebbe molto facilmente flop,come si usa dire dalle parti delle giovani generazioni.
A parte l’odiosità di un discorso “fuori i padri,dentro i figli”,non è comunque in questa maniera,o meglio in questa direzione, che si può innovare e dar nuova forza ai vertici di un partito che riassume in se tanta storia e cultura politica del riformismo democratico non solo italiano,ma dell’intero arco delle socialdemocrazie europee.E’ semmai sui contenuti e sui programmi – alla luce delle attuali difficili realtà dell’economia e del sociale,e nella dimensione di un mondo globalizzato - che va rafforzato e precisato l’impegno dei partecipanti a tutti livelli della iniziativa del Pd,e di tutte le fasce di età.Ovviamente anche o soprattutto per quanto riguarda la cima della piramide.
E’ facile prevedere che una risposta agli interrogativi ed alle inquietudini che stanno alla base di queste iniziative generazionali, che il sindaco di Firenze va meritoriamente promuovendo, possa venire domenica da Napoli dove Bersani concluderà un convegno di formazione politica del Partito,dedicato al Mezzogiorno.



martedì 25 ottobre 2011

LA MORTE DI GHEDDAFI CHIUDE UN CAPITOLO CRUENTO PER APRIRE QUELLO DELLA RINASCITA LIBICA



Roma,21/10/11 (Aps) – Il tragico ma non improbabile epilogo della rivoluzione libica con l’uccisione del rais Muammar Gheddafi ha polarizzato almeno per breve arco di tempo l’attenzione dell’opinione pubblica e  dei circoli politici internazionali.Non diversamente è stato da noi,in Italia,dove per ventiquattro o trentasei ore i discorsi sono stati in buona parte polarizzati dalla vicenda di Sirte – la città natale del dittatore libico – in cui egli ha definitivamente chiuso la sia avventura umana oltrechè politica, già segnata in realtà sin dai primi mesi di quest’anno.
Paese ricco,per effetto dei numerosi consistenti giacimenti gas e petrolio,la Libia si differenzia dagli altri Stati della fascia Nord-africana affacciati sul mare Mediterraneo.E tutti od in buona parte sono stati coinvolti nella cosiddetta “primavera del web” per molti aspetti ancora in corso in quest’area,e destinata a contagiare più rapidamente altri Paesi di quel continente,proprio per come  veloce e penetrante è il messaggio dei media telematici.
Le considerazioni sulla verosimile fine del rais,prima seriamente ferito e poi colpito a morte con determinazione -  che del resto sembra la stessa abbia subìto il figlio Mutassim - sono quelle consuete in tutti i numerosi analoghi casi in cui il capo od oligarca della dittatura venga abbattuto a “furor di popolo”.Sempre si eleva la giusta condanna dell’opinione pubblica mondiale e degli Stati rispettosi dei principì della dignità dell’uomo, perché anche il peggiore tiranno non venga privato del diritto di ogni essere umano ad essere assoggettato al giudizio di un Tribunale.
Per il nostro Paese – che in Libia iniziò giusto un secolo fa la sua avventura coloniale,intrecciando un alterno e complesso rapporto arrivato sino ai giorni nostri attraverso uno speciale Trattato di amicizia e cooperazione – la rivoluzione libica, quale dignitoso capitolo della  sfida di un popolo per la conquista della propria libertà, ci ha trovati smarriti,impreparati.Confermando ancora una v olta, sul terreno diplomatico internazionale,la inadeguatezza della classe dirigente al potere anche nella salvaguardia coerente della dignità e degli interessi italiani.Trascinati con non poche ambiguità nella missione militare Alleata accanto alla Nato,il nostro ruolo  più che altro è stato fonte di imbarazzi e reticenze,portandoci fuori dalla prima Conferenza Interalleata convocata a Parigi all’indomani della caduta di Gheddafi dal “trono” di Tripoli.A parte il protagonismo dell’Eliseo in tutta la vicenda;non estraneo allo scopo di consolidare la presenza della Francia sulla sponda africana.



RIEMERGE CON FORZA LA VIOLENZA ESTREMISTA/ INFILTRATI  NELLA  MANIFESTAZIONE DEGLI “INDIGNADOS” A ROMA
Roma,21/10/11 (Aps) – E’ riemerso in tutta evidenza – e quale! :quella che ci hanno restituito le immagini televisive ed anche quelle di volenterosi partecipanti al corteo romano desiderosi di offrire con i loro smartphone  un contributo visivo sulla follia distruttiva degli infiltrati –il fenomeno dei violenti per “partito preso”,od a prescindere, che si sono manifestati sabato scorso nella imponente, e con intenti dichiaratamente pacifici, manifestazione degli indignados  a Roma.
Come si è poi potuto stabilire,sullo scenario di devastazioni e violenze che rappresentano l’esito di quelle terribili ore del pomeriggio-sera di sabato,si è trattato di professionisti della violenza provenienti, oltreche da Roma, dalle altre principali città.Torino,Milano.Napoli, Padova,e così via.Sono frange di violenti, in alcuni casi prive anche di qualsivoglia connotazione politica sia pure generica,se non legate agli ambienti degli ultrà sportivi del calcio.In altri casi sono riscontrabili origini dall’estremismo politico che riversa questi elementi a margine dei vari movimenti rivendicazionisti : giovani,studenti,precari, etc.I risultati questa violenza folle sono danni ingenti al patrimonio pubblico,a strade ed infrastrutture,autovetture e beni privati e soprattutto alle persone,cittadini,forze dell’ordine,incolpevoli partecipanti a cortei e raduni che espongono a seri rischi la propria incolumità.
Mentre si guarda  non senza preoccupazione al nuovo appuntamento di domenica prossima in Val di Susa della manifestazione “No Tav” che potrebbe essere un’altra occasione per esercizi di violenza ad opera di queste schegge impazzite che vivono nell’ombra ,come si dice va, accanto ai movimenti con lo scopo certo di depotenziarne la carica civile e politica.

lunedì 17 ottobre 2011

ANCORA MANCATA LA SFIDUCIA A MONTECITORIO( CRESCE IL DUBBIO E SI ASSOTTIGLIA PROGRESSIVAMENTE LA SCHIERA DEI SOSTENITORI)

Roma,14/10/11 (Aps) – Scivolone senza precedenti della malferma maggioranza che addirittura viene battuta in Aula a Montecitorio nella votazione dell’art.1 del Rendiconto dello Stato che è come dire il libro mastro in base al quale viene svolta l’attività di governo in tutti i numerosi campi che rientrano nella sua competenza.Di qui la decisione conseguente della giunta del Regolamento e del Presidente della Camera di non potersi procedere al seguito dell’approvazione dell’importante documento contabile dello Stato
L’mpudicizia del Premier è tuttavia tale che. dopo un colloquio con il Capo dello Stato dal quale riceve il pressante invito a dar prova della coesione e consistenza della coalizione su cui regge il Governo stesso,si passa a strettissimo giro all’ennesimo voto di fiducia che il Cavaliere ottiene anche questa volta, sia pure con una ulteriore limatura del suo margine di maggioranza.Il risultato è comunque ancora utilizzato per cantare vittoria sulla sinistra e sul resto dell’opposizione,accusate di di aver adoperato, in occasione della predetta votazione di fiducia,”vieti rituali del parlamentarismo”,quali il tentativo di richiedere la verifica del numero legale .Già ci avevate pensato voi a quanto fossero “viete” queste vie del parlamentarismo:No?Ma il Cavaliere -  che con la politica con la P maiuscola e con i regolamenti legislativi ha chiaramente scarsa dimistichezza – sa cogliere in fallo,per così dire,l’avversario
Ironie a parte,naturalmente quale controprova della vitalità del governo,come si richiedeva dal Colle,in vorticose quanto brevi riunioni del Consiglio dei Ministri sono venute le nomine di altri due ViceMinistri e di un Sottosegretario – sempre in omaggio al principio della snellezza ed operosità della compagine ministeriale .Pressocchè nulla,invece, delle promesse misure del decreto per lo sviluppo che dovrebbe integrare le norme parziali e pasticciate dei precedenti Decreti, accolti con evidente perplessità in sede europeo-comunitaria come sui mercati finanziari
La verità è che mancano la dignità il decoro nella condotta di governo,così come sono sconosciute le più elementari norme della convenienza etico-politica.Questa la ragione
per la quale Berlusconi &company,dinanzi al degrado vistoso della compagine al governo non avvertono la necessità di adereire alla richiesta del “passo indietro” che viene dall’opposizione,che sale dal Paese ogni giorno di più.
In conclusione,un'altra settimana perduta ai fini della generale aspettativa dei cittadini, dell’opinione pubblica perché finalmente si possa mettere la parola fine a questo nuovo  brutto “incidente” nella storia d’Italia.

TELENOVELA RAI /PER MINZOLINI LA PROCURA RICHIEDE  L’IMPUTAZIONE;TG E PROGRAMMI  ORMAI FUORI DALLA LOGICA DI SERVIZIO PUBBLICO:COSA FARE?



Roma,14/10/11(Aps) – E’ veramente giunta all’ultimo punto di degrado la squallida televicenda – ma attenzione il discorso vale anche per la radioRai,per la quota che le compete – del disservizio pubblico dell’azienda di Stato della radiotelevisione,dopo l’occupazione militare portata ormai a termine dai “commissari” berlusconiani.Si era sempre parlato ed a lungo in passato della lottizzazione di cui aveva sofferto la Rai già nella cosiddetta Prima Repubblica.Ma erano fiori e rose,allora.
Non era mai accaduto,in altri termini, che la televisione di Stato smettesse completamente i suoi doveri di servizio pubblico,di informare,di approfondire ,di dibattere i singoli temi dell’attualità,quella politica in primo piano .Oggi la Rai dell’era Berlusconi,goffamente genuflessa dinanzi al potere,ha oltrepassato ogni limite alla spregevolezza.I fatti sono troppo noti per essere ricordati.Palinsesti ormai epurati da ogni apporto intelligente –salvo rare eccezioni peraltro appartenenti alla rete Tre che ancora gode di qualche autonomia,e tuttavia fortemente “presidiata” dai pretoriani del Cavaliere per quanto riguarda l’informazione locale – telegiornali ridotti a “notiziari del Minculpop”(vedi la caduta verticale degli ascolti per Tg e programmi delle reti Uno e della Due);diserzione colposa dinanzi al dovere di informare per emittenti del pubblico servizio.Uno sfacelo che reclama interventi urgenti da parte delle autorità che vi sono preposte:Garante della Comunicazione,Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai:che facciano il miracolo di far sentire la propria voce su una situazione a dir poco scottante.
Il caso più vistoso,ma purtroppo non è l’unico,e quello del “direttorissimo” del Tg1 che continu ad usare il maggior notiziario del servizio pubblico per editoriali – o presunti tali – per scopi puramente “padronali”:per esempio, attaccare frontalmente il Presidente della Camera reo,a suo illuminato parere, di faziosità politica nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali.Tutto ciò mentre la Procura di Roma ha chiesto l’incriminazione del medesimo per l’uso diciamo così disinvolto delle carte di credito affidategli dall’Azienda Pubblica. 

giovedì 6 ottobre 2011

NEL QUADRO DI TOTALE CONFUSIONE DELLA MAGGIORANZA ARRIVA LA NUOVA SBERLA CHE DECLASSA L’AFFIDABILITA’ DELL’ITALIA.



Roma,04/10/11 (Aps) – E’ arrivata quasi in apertura di settimana la nuova “pagella nera” sull’affidabilità del nostro Paese in termini di gestione  economica e del deficit da cui è afflitta,unitamente all’affidabilità di governo sul piano politico.Il verdetto questa volta è dell’agenzia di rating Moody’s,dopo l’equivalente giudizio,a settembre inoltrato,da parte di Standard e Poor:L’attesa è tutta rivolta alla ripercussione sui mercati già dalla giornata di domani,anche se non sempre questi sogliono reagire all’unisono con le agenzie internazionali di rating.Ed è questa la speranza cui ci resta aggrapparci.
Certo è che il giudizio sulla nostra solvibilità confermata questa volta da Moody’s rappresenta un’altra severa batosta sulla testa di un governo,quello italiano,in preda alla più allarmante confusione,con un Premier che resta attrratto dalle sue questioni giudiziarie che continuano ad orientare ed in maniera precisa gli impegni e le scelte politico-parlamentari del centroDestra.Prova ne sia il fatto che a Montecitorio l’Assemblea dei Deputati  è impegnata a avarare  nintedimeno che che in siffatti frangenti il disegno di legge sulle intercettazioni che risponde unicamente agli interessi impegnati del Premier impelagato in mille grane giudiziarie in svariate Procure,da Milano,a Napoli,a Roma,a Bari.
D’altro canto che la bocciatura verso il berlusconismo ed il suo leader sia ormai estesissima e condivisa dall’opinione pubblica,dalle parti sociali antagoniste,sindacati e Confindustria – con l’eccezione del solito Marchionne che a suggello del suo distacco dal “quadro italiano” abbandona anche l’organizzazione datoriale massima,per proseguire nella sua avventura americana: e che Iddio ce la mandi buona! – è comprovata da troppi fattori.I quali portano tutti ad un risultato concludente che in qualsiasi paese civile,qualunque parte politica fosse installata al governo,non può non essere il famoso passo indietro che da tempo viene invocato e non solo dall’opposizione politica in Parlamento.

DIBATTITO SEMPRE  APERTO SULL’ECLISSE O RILANCIO DELLA SOCIALDEMOCRAZIA EUROPEA =Roma,04/10/11 ( Aps ) –Per quanto fosse stato sbrigativo e frettoloso il dibattito di una decina di giorni fà al Nazzareno sull’argomento,i promotori dell’iniziativa – Cesare Damiano e la pattuglia laburista del Pd radunata attorno alla rivista Labour&Welfare – forse neppure se l’aspettavano la scia di discussioni  che quell’incontro un po’ superficiale
ha viceversa provocato nell’arcipelago della sinistra riformista che dovrebbe essere perno e base del Pd.
Non sono soltanto gli aderenti a quella componente cattolico-popolare che in più occasioni,nei primi mesi di vita del nuovo partito, ha fatto sentire la propria voce soprattutto per gridare che “che non volevano morire socialdemocratici”,con la preoccupazione crediamo prevalente di carattere formale e nominalistica.oggi altre voci si levano in una direzione o nell’altra.Che fanno purtroppo il paio con i lamenti,con alcuni malpancismi piuttosto diffusi tutt’ora tra i democrats e che ne frenano la capacità di raccogliere per intera la domanda di cambiamento e di governo riformista che sale da larghe fasce,maggioritarie, del Paese.
Il fatto che l’Internazionale Socialista rappresenti un mondo che non c’è più può essere in parte anche vero,perché è il mondo che è cambiato profondamente  a cavallo dei due secoli.Si sono modificate le condizioni di vita in molte aree emergenti del globo ed a ragione sono cambiate anche nella vecchia Europa.Da qui a dire che il modello della socialdemocrazia del vecchio continente è crollato,non è più vincente per lo schieramento riformista,etc,etc, si rischia di gettare via il bambino con l’acqua sporca.Perchè cosa rimane?Modelli socialisti ,classici e tradizionali,che abbiano conseguito risultati in campo politico,economico,sociale sembra arduo sostenerlo.Resterebbero le alleanze progressiste che si stanno facendo strada anzi si stanno imponenendo in quelle vaste aree emergenti, e di nuovo prorompente sviluppo,quali l’India o il Brasile.Ma sono contesti diversi e diversi sono i modelli che vengono sperimentati.Motivo per il quale occorre forse essere più cauti nel dichiarare,almeno nel nostro Continente,la eclisse socialdemocratica.Si tratta semmai appunto di reimpostarne il rilancio.

mercoledì 14 settembre 2011

GOVERNO INAFFIDABILE NON SOLO PER I MERCATI

Roma,09/09/11 (Aps) – Un mese di incredibili facilonerie e pressapochismi – congiunti alla ben più sostanziosa preoccupazione di non andare ad intaccare gli interessi del blocco sociale di riferimento del centrodestra,anche se con i padani di Bossi essi finiscono inevitabilmente per divergere,benchè messi in sordina.Dopo pasticciate mosse e contromosse,la manovra di rientro dal debito, che ha sin quì totalizzato ben quattro distinte versioni, è stata approvata ieri l’altro, con l’ennesimo voto di fiducia, a Palazzo Madama.,per la prima lettura da parte del Senato per poi passare a Montecitorio dovve è già iniziato l’esame nelle Commissioni.E non era nè logica nè necessaria tale fiducia dal momento che dalle opposizioni – che pure respingevano in toto le misure che componevano la manovra stessa -  era stata responsabilmente  confermata la rinuncia ad ogni forma di ostruzionismo.Occorre aggiungere, e non è secondario,che da Bruxelles era arrivato un vero e proprio diktat a varare subito un provvedimento contro il nostro indebitamento pubblico e per favorire una ripresa di cui a tutt’oggi non si vede neppure l’ombra.Un messaggio di cui si conosce bene la sostanza ma che è stato secretato a Palazzo Chigi con mossa furtiva.
Ma la verità è che abbiamo un governo non all’altezza ed alla cui guida v’è un personaggio,il Cavaliere, totalmente assorbito dalle sue vicende giudiziarie e private che stanno gettando il fango sulla immagine dell’Italia sulla scena europea ed internazionale. Ed è egli stesso emblema di un discredito che fortemente ci danneggia;e 
 non soltanto dal punto di vista dei mercasti finanziari che stanno fortemente penalizzando la nostra economia.Perchè se è vero che i mercati colpiscono sempre laddove si offrono spunti di debolezza,ed anche di inaffidabilità,l’immagine e l’autorevolezza politica di un paese concorrono direttamente a misurarne la vulnerabilità,anche o soprattutto nel mercato globale del nostro tempo.