sabato 5 novembre 2011

DOPO LA RISATA SARCASTICA MERKEL-SARKOZY IL CAVALIERE TROVA LO SPUNTO PER RILANCIARE SUL PIANO INTERNO




Roma,28/10/11 (Aps) – La Berlusconi-story riprende a scorrere secondo il canovaccio conosciuto,i suoi diciamo così “colpi di teatro” e che pur nell’incontestabile caparbietà
dell’Attore principale non impediscono di completare il disegno di una storia che è già scritta,quella del tramonto del suo regno che non può davvero tardare ad arrivare.
Perché sta di fatto che, dato definitivamente per “cotto” a cavallo dell’ultimo fine settimana,concluso dalla “risatina sarcastica” tra la cancelliera tedesca Merkel ed il Presidente francese Sarkozy in piena conferenza stampa finale del vertice europeo sul nostro Premier e sull’affidabilità italiana,Egli,come un consumato giocatore di poker o forse meglio di tresette,abbia creduto di trovare la possibilità di un rilancio.Che il Cavaliere,in altri termini, abbia colto, tre giorni dopo, dal circospetto e cautissimo consenso ottenuto a Bruxelles - dominata dalla preoccupazione di non compromettere ulteriormente la situazione nell’Eurozona – con la sua lettera-programma(od elenco titoli) lo spunto per mettere in iscena una sorta di resurrezione o di personale di ripresa sulla scena politica interna.Passando a suo modo al contrattacco, riesumando e forse un pochino mitigando, i toni della sua pedissequa propaganda,come è stato ascoltato oggi nella Conferenza degli operatori del commercio con l’estero.La solita tiritera imperniata sulla premessa che solo Lui può tirare l’Italia fuori dai guai,con la novità che quei guai non sono più completamente negati e non è più il nostro sistema produttivo-finanziario il più solido dell’Europa.Insomma cose da pazzi:ora si passa a fare la lezioncina su come riprenderci, sulle misure “rivoluzionarie” c he questo malandato e traballante governo attuerebbe.Con il mare di dubbi e perplessità che investono non solo le opposizioni ma gli stessi settori della maggiortanza che continuano a dare segnali d’insofferenza se non a minacciare apertamente il desiderio di mettere la parola fine ad un’esperienza politica , o pseudo tale, giunta malamente al capolinea.


I GIORNI DI MATTEO RENZI E DELLE INQUIETUDINI IN UN PD PRIMO PARTITO PER UN NUOVO GOVERNO/LA RISPOSTA DI BERSANI DOMENICA DA NAPOLI
Roma,28/10/11 (APS) – Iniziata a Firenze la tre giorni della “convention” degli ex rottamatori di Matteo Renzi,sindaco della città toscana, che si svolge in una suggestiva “location”,quale la ex stazione ferroviaria della Leopolda.il programma di massima è chiaro quanto di per se non del tutto condivisibile.Quella del ricambio generazionale,nel Pd,come in qualsiasi altra aggregazione politico-istituzionale o della società civile,è infatti un postulato che non è di per se stesso sufficiente a giustificare una qualcerta “rivoluzione” interna dettata dall’anagrafe,e non già anche da un criterio di competenza,o di merito.Senza quest’ultimo essenziale elemento,il cambiamento rischierebbe di essere velleitario e folkloristico e farebbe molto facilmente flop,come si usa dire dalle parti delle giovani generazioni.
A parte l’odiosità di un discorso “fuori i padri,dentro i figli”,non è comunque in questa maniera,o meglio in questa direzione, che si può innovare e dar nuova forza ai vertici di un partito che riassume in se tanta storia e cultura politica del riformismo democratico non solo italiano,ma dell’intero arco delle socialdemocrazie europee.E’ semmai sui contenuti e sui programmi – alla luce delle attuali difficili realtà dell’economia e del sociale,e nella dimensione di un mondo globalizzato - che va rafforzato e precisato l’impegno dei partecipanti a tutti livelli della iniziativa del Pd,e di tutte le fasce di età.Ovviamente anche o soprattutto per quanto riguarda la cima della piramide.
E’ facile prevedere che una risposta agli interrogativi ed alle inquietudini che stanno alla base di queste iniziative generazionali, che il sindaco di Firenze va meritoriamente promuovendo, possa venire domenica da Napoli dove Bersani concluderà un convegno di formazione politica del Partito,dedicato al Mezzogiorno.



martedì 25 ottobre 2011

LA MORTE DI GHEDDAFI CHIUDE UN CAPITOLO CRUENTO PER APRIRE QUELLO DELLA RINASCITA LIBICA



Roma,21/10/11 (Aps) – Il tragico ma non improbabile epilogo della rivoluzione libica con l’uccisione del rais Muammar Gheddafi ha polarizzato almeno per breve arco di tempo l’attenzione dell’opinione pubblica e  dei circoli politici internazionali.Non diversamente è stato da noi,in Italia,dove per ventiquattro o trentasei ore i discorsi sono stati in buona parte polarizzati dalla vicenda di Sirte – la città natale del dittatore libico – in cui egli ha definitivamente chiuso la sia avventura umana oltrechè politica, già segnata in realtà sin dai primi mesi di quest’anno.
Paese ricco,per effetto dei numerosi consistenti giacimenti gas e petrolio,la Libia si differenzia dagli altri Stati della fascia Nord-africana affacciati sul mare Mediterraneo.E tutti od in buona parte sono stati coinvolti nella cosiddetta “primavera del web” per molti aspetti ancora in corso in quest’area,e destinata a contagiare più rapidamente altri Paesi di quel continente,proprio per come  veloce e penetrante è il messaggio dei media telematici.
Le considerazioni sulla verosimile fine del rais,prima seriamente ferito e poi colpito a morte con determinazione -  che del resto sembra la stessa abbia subìto il figlio Mutassim - sono quelle consuete in tutti i numerosi analoghi casi in cui il capo od oligarca della dittatura venga abbattuto a “furor di popolo”.Sempre si eleva la giusta condanna dell’opinione pubblica mondiale e degli Stati rispettosi dei principì della dignità dell’uomo, perché anche il peggiore tiranno non venga privato del diritto di ogni essere umano ad essere assoggettato al giudizio di un Tribunale.
Per il nostro Paese – che in Libia iniziò giusto un secolo fa la sua avventura coloniale,intrecciando un alterno e complesso rapporto arrivato sino ai giorni nostri attraverso uno speciale Trattato di amicizia e cooperazione – la rivoluzione libica, quale dignitoso capitolo della  sfida di un popolo per la conquista della propria libertà, ci ha trovati smarriti,impreparati.Confermando ancora una v olta, sul terreno diplomatico internazionale,la inadeguatezza della classe dirigente al potere anche nella salvaguardia coerente della dignità e degli interessi italiani.Trascinati con non poche ambiguità nella missione militare Alleata accanto alla Nato,il nostro ruolo  più che altro è stato fonte di imbarazzi e reticenze,portandoci fuori dalla prima Conferenza Interalleata convocata a Parigi all’indomani della caduta di Gheddafi dal “trono” di Tripoli.A parte il protagonismo dell’Eliseo in tutta la vicenda;non estraneo allo scopo di consolidare la presenza della Francia sulla sponda africana.



RIEMERGE CON FORZA LA VIOLENZA ESTREMISTA/ INFILTRATI  NELLA  MANIFESTAZIONE DEGLI “INDIGNADOS” A ROMA
Roma,21/10/11 (Aps) – E’ riemerso in tutta evidenza – e quale! :quella che ci hanno restituito le immagini televisive ed anche quelle di volenterosi partecipanti al corteo romano desiderosi di offrire con i loro smartphone  un contributo visivo sulla follia distruttiva degli infiltrati –il fenomeno dei violenti per “partito preso”,od a prescindere, che si sono manifestati sabato scorso nella imponente, e con intenti dichiaratamente pacifici, manifestazione degli indignados  a Roma.
Come si è poi potuto stabilire,sullo scenario di devastazioni e violenze che rappresentano l’esito di quelle terribili ore del pomeriggio-sera di sabato,si è trattato di professionisti della violenza provenienti, oltreche da Roma, dalle altre principali città.Torino,Milano.Napoli, Padova,e così via.Sono frange di violenti, in alcuni casi prive anche di qualsivoglia connotazione politica sia pure generica,se non legate agli ambienti degli ultrà sportivi del calcio.In altri casi sono riscontrabili origini dall’estremismo politico che riversa questi elementi a margine dei vari movimenti rivendicazionisti : giovani,studenti,precari, etc.I risultati questa violenza folle sono danni ingenti al patrimonio pubblico,a strade ed infrastrutture,autovetture e beni privati e soprattutto alle persone,cittadini,forze dell’ordine,incolpevoli partecipanti a cortei e raduni che espongono a seri rischi la propria incolumità.
Mentre si guarda  non senza preoccupazione al nuovo appuntamento di domenica prossima in Val di Susa della manifestazione “No Tav” che potrebbe essere un’altra occasione per esercizi di violenza ad opera di queste schegge impazzite che vivono nell’ombra ,come si dice va, accanto ai movimenti con lo scopo certo di depotenziarne la carica civile e politica.

lunedì 17 ottobre 2011

ANCORA MANCATA LA SFIDUCIA A MONTECITORIO( CRESCE IL DUBBIO E SI ASSOTTIGLIA PROGRESSIVAMENTE LA SCHIERA DEI SOSTENITORI)

Roma,14/10/11 (Aps) – Scivolone senza precedenti della malferma maggioranza che addirittura viene battuta in Aula a Montecitorio nella votazione dell’art.1 del Rendiconto dello Stato che è come dire il libro mastro in base al quale viene svolta l’attività di governo in tutti i numerosi campi che rientrano nella sua competenza.Di qui la decisione conseguente della giunta del Regolamento e del Presidente della Camera di non potersi procedere al seguito dell’approvazione dell’importante documento contabile dello Stato
L’mpudicizia del Premier è tuttavia tale che. dopo un colloquio con il Capo dello Stato dal quale riceve il pressante invito a dar prova della coesione e consistenza della coalizione su cui regge il Governo stesso,si passa a strettissimo giro all’ennesimo voto di fiducia che il Cavaliere ottiene anche questa volta, sia pure con una ulteriore limatura del suo margine di maggioranza.Il risultato è comunque ancora utilizzato per cantare vittoria sulla sinistra e sul resto dell’opposizione,accusate di di aver adoperato, in occasione della predetta votazione di fiducia,”vieti rituali del parlamentarismo”,quali il tentativo di richiedere la verifica del numero legale .Già ci avevate pensato voi a quanto fossero “viete” queste vie del parlamentarismo:No?Ma il Cavaliere -  che con la politica con la P maiuscola e con i regolamenti legislativi ha chiaramente scarsa dimistichezza – sa cogliere in fallo,per così dire,l’avversario
Ironie a parte,naturalmente quale controprova della vitalità del governo,come si richiedeva dal Colle,in vorticose quanto brevi riunioni del Consiglio dei Ministri sono venute le nomine di altri due ViceMinistri e di un Sottosegretario – sempre in omaggio al principio della snellezza ed operosità della compagine ministeriale .Pressocchè nulla,invece, delle promesse misure del decreto per lo sviluppo che dovrebbe integrare le norme parziali e pasticciate dei precedenti Decreti, accolti con evidente perplessità in sede europeo-comunitaria come sui mercati finanziari
La verità è che mancano la dignità il decoro nella condotta di governo,così come sono sconosciute le più elementari norme della convenienza etico-politica.Questa la ragione
per la quale Berlusconi &company,dinanzi al degrado vistoso della compagine al governo non avvertono la necessità di adereire alla richiesta del “passo indietro” che viene dall’opposizione,che sale dal Paese ogni giorno di più.
In conclusione,un'altra settimana perduta ai fini della generale aspettativa dei cittadini, dell’opinione pubblica perché finalmente si possa mettere la parola fine a questo nuovo  brutto “incidente” nella storia d’Italia.

TELENOVELA RAI /PER MINZOLINI LA PROCURA RICHIEDE  L’IMPUTAZIONE;TG E PROGRAMMI  ORMAI FUORI DALLA LOGICA DI SERVIZIO PUBBLICO:COSA FARE?



Roma,14/10/11(Aps) – E’ veramente giunta all’ultimo punto di degrado la squallida televicenda – ma attenzione il discorso vale anche per la radioRai,per la quota che le compete – del disservizio pubblico dell’azienda di Stato della radiotelevisione,dopo l’occupazione militare portata ormai a termine dai “commissari” berlusconiani.Si era sempre parlato ed a lungo in passato della lottizzazione di cui aveva sofferto la Rai già nella cosiddetta Prima Repubblica.Ma erano fiori e rose,allora.
Non era mai accaduto,in altri termini, che la televisione di Stato smettesse completamente i suoi doveri di servizio pubblico,di informare,di approfondire ,di dibattere i singoli temi dell’attualità,quella politica in primo piano .Oggi la Rai dell’era Berlusconi,goffamente genuflessa dinanzi al potere,ha oltrepassato ogni limite alla spregevolezza.I fatti sono troppo noti per essere ricordati.Palinsesti ormai epurati da ogni apporto intelligente –salvo rare eccezioni peraltro appartenenti alla rete Tre che ancora gode di qualche autonomia,e tuttavia fortemente “presidiata” dai pretoriani del Cavaliere per quanto riguarda l’informazione locale – telegiornali ridotti a “notiziari del Minculpop”(vedi la caduta verticale degli ascolti per Tg e programmi delle reti Uno e della Due);diserzione colposa dinanzi al dovere di informare per emittenti del pubblico servizio.Uno sfacelo che reclama interventi urgenti da parte delle autorità che vi sono preposte:Garante della Comunicazione,Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai:che facciano il miracolo di far sentire la propria voce su una situazione a dir poco scottante.
Il caso più vistoso,ma purtroppo non è l’unico,e quello del “direttorissimo” del Tg1 che continu ad usare il maggior notiziario del servizio pubblico per editoriali – o presunti tali – per scopi puramente “padronali”:per esempio, attaccare frontalmente il Presidente della Camera reo,a suo illuminato parere, di faziosità politica nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali.Tutto ciò mentre la Procura di Roma ha chiesto l’incriminazione del medesimo per l’uso diciamo così disinvolto delle carte di credito affidategli dall’Azienda Pubblica. 

giovedì 6 ottobre 2011

NEL QUADRO DI TOTALE CONFUSIONE DELLA MAGGIORANZA ARRIVA LA NUOVA SBERLA CHE DECLASSA L’AFFIDABILITA’ DELL’ITALIA.



Roma,04/10/11 (Aps) – E’ arrivata quasi in apertura di settimana la nuova “pagella nera” sull’affidabilità del nostro Paese in termini di gestione  economica e del deficit da cui è afflitta,unitamente all’affidabilità di governo sul piano politico.Il verdetto questa volta è dell’agenzia di rating Moody’s,dopo l’equivalente giudizio,a settembre inoltrato,da parte di Standard e Poor:L’attesa è tutta rivolta alla ripercussione sui mercati già dalla giornata di domani,anche se non sempre questi sogliono reagire all’unisono con le agenzie internazionali di rating.Ed è questa la speranza cui ci resta aggrapparci.
Certo è che il giudizio sulla nostra solvibilità confermata questa volta da Moody’s rappresenta un’altra severa batosta sulla testa di un governo,quello italiano,in preda alla più allarmante confusione,con un Premier che resta attrratto dalle sue questioni giudiziarie che continuano ad orientare ed in maniera precisa gli impegni e le scelte politico-parlamentari del centroDestra.Prova ne sia il fatto che a Montecitorio l’Assemblea dei Deputati  è impegnata a avarare  nintedimeno che che in siffatti frangenti il disegno di legge sulle intercettazioni che risponde unicamente agli interessi impegnati del Premier impelagato in mille grane giudiziarie in svariate Procure,da Milano,a Napoli,a Roma,a Bari.
D’altro canto che la bocciatura verso il berlusconismo ed il suo leader sia ormai estesissima e condivisa dall’opinione pubblica,dalle parti sociali antagoniste,sindacati e Confindustria – con l’eccezione del solito Marchionne che a suggello del suo distacco dal “quadro italiano” abbandona anche l’organizzazione datoriale massima,per proseguire nella sua avventura americana: e che Iddio ce la mandi buona! – è comprovata da troppi fattori.I quali portano tutti ad un risultato concludente che in qualsiasi paese civile,qualunque parte politica fosse installata al governo,non può non essere il famoso passo indietro che da tempo viene invocato e non solo dall’opposizione politica in Parlamento.

DIBATTITO SEMPRE  APERTO SULL’ECLISSE O RILANCIO DELLA SOCIALDEMOCRAZIA EUROPEA =Roma,04/10/11 ( Aps ) –Per quanto fosse stato sbrigativo e frettoloso il dibattito di una decina di giorni fà al Nazzareno sull’argomento,i promotori dell’iniziativa – Cesare Damiano e la pattuglia laburista del Pd radunata attorno alla rivista Labour&Welfare – forse neppure se l’aspettavano la scia di discussioni  che quell’incontro un po’ superficiale
ha viceversa provocato nell’arcipelago della sinistra riformista che dovrebbe essere perno e base del Pd.
Non sono soltanto gli aderenti a quella componente cattolico-popolare che in più occasioni,nei primi mesi di vita del nuovo partito, ha fatto sentire la propria voce soprattutto per gridare che “che non volevano morire socialdemocratici”,con la preoccupazione crediamo prevalente di carattere formale e nominalistica.oggi altre voci si levano in una direzione o nell’altra.Che fanno purtroppo il paio con i lamenti,con alcuni malpancismi piuttosto diffusi tutt’ora tra i democrats e che ne frenano la capacità di raccogliere per intera la domanda di cambiamento e di governo riformista che sale da larghe fasce,maggioritarie, del Paese.
Il fatto che l’Internazionale Socialista rappresenti un mondo che non c’è più può essere in parte anche vero,perché è il mondo che è cambiato profondamente  a cavallo dei due secoli.Si sono modificate le condizioni di vita in molte aree emergenti del globo ed a ragione sono cambiate anche nella vecchia Europa.Da qui a dire che il modello della socialdemocrazia del vecchio continente è crollato,non è più vincente per lo schieramento riformista,etc,etc, si rischia di gettare via il bambino con l’acqua sporca.Perchè cosa rimane?Modelli socialisti ,classici e tradizionali,che abbiano conseguito risultati in campo politico,economico,sociale sembra arduo sostenerlo.Resterebbero le alleanze progressiste che si stanno facendo strada anzi si stanno imponenendo in quelle vaste aree emergenti, e di nuovo prorompente sviluppo,quali l’India o il Brasile.Ma sono contesti diversi e diversi sono i modelli che vengono sperimentati.Motivo per il quale occorre forse essere più cauti nel dichiarare,almeno nel nostro Continente,la eclisse socialdemocratica.Si tratta semmai appunto di reimpostarne il rilancio.

mercoledì 14 settembre 2011

GOVERNO INAFFIDABILE NON SOLO PER I MERCATI

Roma,09/09/11 (Aps) – Un mese di incredibili facilonerie e pressapochismi – congiunti alla ben più sostanziosa preoccupazione di non andare ad intaccare gli interessi del blocco sociale di riferimento del centrodestra,anche se con i padani di Bossi essi finiscono inevitabilmente per divergere,benchè messi in sordina.Dopo pasticciate mosse e contromosse,la manovra di rientro dal debito, che ha sin quì totalizzato ben quattro distinte versioni, è stata approvata ieri l’altro, con l’ennesimo voto di fiducia, a Palazzo Madama.,per la prima lettura da parte del Senato per poi passare a Montecitorio dovve è già iniziato l’esame nelle Commissioni.E non era nè logica nè necessaria tale fiducia dal momento che dalle opposizioni – che pure respingevano in toto le misure che componevano la manovra stessa -  era stata responsabilmente  confermata la rinuncia ad ogni forma di ostruzionismo.Occorre aggiungere, e non è secondario,che da Bruxelles era arrivato un vero e proprio diktat a varare subito un provvedimento contro il nostro indebitamento pubblico e per favorire una ripresa di cui a tutt’oggi non si vede neppure l’ombra.Un messaggio di cui si conosce bene la sostanza ma che è stato secretato a Palazzo Chigi con mossa furtiva.
Ma la verità è che abbiamo un governo non all’altezza ed alla cui guida v’è un personaggio,il Cavaliere, totalmente assorbito dalle sue vicende giudiziarie e private che stanno gettando il fango sulla immagine dell’Italia sulla scena europea ed internazionale. Ed è egli stesso emblema di un discredito che fortemente ci danneggia;e 
 non soltanto dal punto di vista dei mercasti finanziari che stanno fortemente penalizzando la nostra economia.Perchè se è vero che i mercati colpiscono sempre laddove si offrono spunti di debolezza,ed anche di inaffidabilità,l’immagine e l’autorevolezza politica di un paese concorrono direttamente a misurarne la vulnerabilità,anche o soprattutto nel mercato globale del nostro tempo.

lunedì 8 agosto 2011

FERMARE LA CORSA AL BARATRO / MA SERVONO AFFIDABILITA’ POLITICA E PIANI DI INTERVENTO MIRATI

Roma,05/08/11 ( Aps ) –Come tutti ormai sanno con piena dovizia di particolari,ci troviamo al centro di una piena turbolenza dei mercati finanziari internazionali.A riprova del carattere planetario del fenomeno,si sa – e lo abbiamo registrato ancora oggi – come esso prenda di mira dai mercati statunitensi , a quelli estremo- orientali, e soprattutto le principali piazze del vecchio Continente,non esclusa ovviamente Milano:ovunque si offrano punti di aggancio alla speculazione posta in atto da grossi gruppi di investitori. E c’è modo di evidenziarsi nella cosiddetta eurozona la particolare fragilità del sistema Italia.Ciò a causa del pesante rapporto deficit pubblico/Pil che si trascina nel termpo ed espone il nostro Paese a più diretti od immediati contraccolpi,con una singolare influenza
che si  manifesta da una piazza all’altra,anche superando l’Atlantico come è avvenuto oggi tra New York e Roma.Quello che tuttavia rende particolare e maggiormente vulnerabile la posizione del nostro Paese è il combinato- disposto tra le proporzioni deficit/Pil.la piatta assenza di crescita e la conclamata inadeguatezza della guida politica che l’Italia ha la ventura di trovarsi appiccicata addosso.
La settimana che si chiude oggi doveva essere quella in cui – prima delle lunghe ferie ( compreso un affollatisissimo pellegrinaggio-premio in Terrasanta) che Parlamento e Governo si erano assegnate,dal 4 agosto sino al 12 di settembre – il Presidente del Consiglio su invito delle opposizioni si presentava a Montecitorio,come è accaduto ieri l’altro (prima alla Camera e poi al Senato )per dar conto degli aggiustamenti urgenti della manovra finanziaria, approvata la scorsa settimana con il contributo responsabile dell’opposizione che, pur negandone la validità ed efficacia,avevano consentiro che il provvedimento passase in tempi strettissimi,ed in ispirito collaborativo,così come raccomandato espressamente dal Capo dello Stato.Il timore che nessun elemento di
novità scaturisse da un tale “aggiornamento” è stato pienamernte suffragato dai fatti,salvo alcune generiche indicazioni ( l’anticipo di un anno dal 2014 al 2013 del pareggio di bilancio) che nell’incontro odierno con le parti sociali, tutte ugualmente risolute nell’ esigere fatti concreti ed immediati,hanno trovato molto parziale risposta in un calendario delle commisioni parlamentari che inevitabilmente porterà almeno a settembre ed i cui contenuti sono largamente oscuri.In sostanza,a Parlamento frettolosamente chiuso per le lunghe ferie già programmate,se ne “minaccia” ora la riapertura ferragostana.
Insomma,benchè le benevolenze per il Governo in carica vengano ancora ostinatamente dispensate, se proprio ci si attendeva una conferma sull’inadeguatezza di questo Governo come del Premier in carica,essa è arrivata chiara e lampante.Unfit – inadatto - è il termine usato e ripetuto varie volte dalla stampa internazionale e dai circoli politici più attenti delle altre capitali di Europa ed Oltreoceano.Ed è questo il giudizio che sembra emergere netto dalle  più impegnative vicende di queste settimanePer spegnere l’incendio quando la casa brucia – e non ci riferiamo alle polemiche suscitate da un fondo  del nostro più importante quotidiano-si richiedono responsabilità e competenza.Ma sono queste virtù di casa nei nostri Palazzi del Potere?
CON LA CASA CHE  BRUCIA  PERSISTONO  LE TATTICHE CENTRISTE NELL’ILLUSIONE  DI  APRIRSI  SPAZI  NEL BERLUSCONISMO  MORENTE

Roma,05/08/11 ( Aps) –Il risvolto politico-parlamentare della situazione di questi giorni, con la crisi finanziaria che morde con ferocia, torna dunque alle tattiche dei partiti di opposizione tutti apparentemente interessati alla famosa “discontinuità” nella guida di governo del Paese.Bastano tuttavia due o tre paroline fatte cadere astutamente nel discorso ( il dibattito di mercoledi a Montecitorio ) da parte del leader Udc Casini – presenti il governo provvedimenti significativi e glieli approveremo ! – a riaccendere,a rianimare le speranza di una maggioranza morente in supporto centrista ad una aggregazione politicamente più che traballante e smarrita.Appartiene ai giochi della politica,si dirà;ma la politica non può diventare mai cinica o guardare soltanto sino alla punta del proprio n

domenica 7 agosto 2011

UN AVVENTURA VENTENNALE NEL SEGNO DELL’ANTIPO LITICA / NEL VORTICE DELLA CRISI DEI MERCATI URGENTE RIPRISTINARE LO STATO REPUBBLICANO

Roma,29/07/11 (Aps) – Davvero sconcertante l’epilogo imminente cui si avvia la presente sessione legislativa,in un quadro di totale smarrimento delle ragioni che in qualunque Paese,anche in quelli più arretrati del nostro,dovrebbero guidare l’azione di governo.Parole evidentemente sproporzionate,fuori luogo, nel caso che ci riguarda,perché quella che alloggia dalle parti di Palazzo Chigi è una simpatica compagnia di bontemponi,per così dire,che gli interessi elementari del paese tiene decisamente in non cale.Ed infatti nella giornata di oggi a Palazzo Madama si è consumato l’ennesimo episodio di questo farsesco esercizio della cura di governo,con l’approvazione tramite il solito voto di fiducia con il quale il governo Berlusconi- Bossi (perché è ancora questo,nonostante comparsate ed ondeggiamenti tra le due parti, il binomio su cui regge l’allegra brigata)usa amorevolmente proteggere i suoi mostruosi parti legislativi.Ed oggi è toccato in prima lettura da parte della Camera Alta al cosiddetto provvedimento per il “processo lungo” che consente appunto alla difesa di tirar lungo,oltre ogni ragionevole limite, con la citazione senza freni ed a volontà di testimoni,in tempo utile a far scattare i termini di prescrizione.Il tutto in contrasto aperto con le direttive europee,ma in esemplare sintonia con gli interessi ad personam,per esempio – tanto per cambiare –del Presidente del Consiglio,notoriamente “vittima della persecuzione giudiziaria” di giudici e pm .
E poi  occorre mettere un punto fermo nel cosiddetto galateo istituzionale che faccia piazza pulita delle smargiassate dei capi lumbard a proposito della ridicola campagna per portare al Nord alcune “sedi- vessillo” dei Ministeri romani,compreso il tono irriverente difronte ai precisi,puntuali rilievi del Capo dello Stato.
Messe così le cose anche per quanto riguarda la residuale azione  di governo in campo legislativo,e considerato la sfacelo politico e morale che caratterizza l’intera compagine
governativa – il braccio di ferro per  proteggere dall’autorizzazzione a procedere o dall’arresto esponenti non marginali della squadra  - resta francamente allucinante la capacità  di resistere della sbrindellata maggioranza alle non infrequenti chiamate di fedeltà che il Capo chiede di dare nelle due Camere legislative,con esiti anche tranquillizzanti, complessivamente.Almeno sempre quando ci sia di mezzo una “fiducia”
od un provvedimento ad personam.
Ma si può considerare tutto ciò una cosa seria per il buon governo democratico del Paese?Con tutti i problemi serissimi che bussano alla porta e cui bisogna dare risposta. Non ad personam !

LA QUESTIONE MORALE CHE INVESTE IN PIENO IL CENTRODESTRA;MA TOCCA ANCHE LA SINISTRA CON IL CASO PENATI A MILANO
Roma,29/07/11 (Aps) – La questione morale è tornata a sconvolgere il quadro politico italiano con episodi che richiamano il clima di Tangentopoli dei primi anni anni ’90 e da cui ha preso le mosse l’avventura populistica di Berlusconi che trascinato al fondo per quasi un ventennio il destino del nostro Paese.Due grosse inchieste scuotono come sappiamo il fronte di maggioranza:quella cosiddetta della P4 con la richiesta degli arresti ,concessi, al deputato Papa(Pdl),e quella più inquietante che ruota attorno all’ex guardi di Finanza divenuto deputato del PdL Marco Milanese – con richiesta di arresti fatta slittare a settembre a Montecitorio -consigliere politic o e factotum del Ministro dell’Economia Tremonti,coinvolto anch’egli nell’inchiesta della Magistratura di Napoli per l’uso dell’appartamento in Centro Storico a Roma,risultato nella disponibilità dello stesso Milanese.Situazione complicatasi per il Ministro per suoi sospetti,dichiarati in  interviste giornalistiche.di essere spiato e pedinato dalla stessa Guardia di Finanza.presso le cui Foresterie romane lo stesso aveva precedentemente alloggiato.Fatti complessivamente assai gravi e che lasciano tuttavia apparentemente indifferenti ed estranei gli ambienti della malconcia maggioranza e del Governo,salvo la prova del nove del voto in aula,in occasione del quale v’è solitamente un omertoso ricompattamento dei ranghi.
Si diceva dell’apertura a Milano del caso Penati – V.Presidente dimissionario del Consiglio regionale della Lombardia e già Presidente della Provincia di Milano ,figura non secondaria nell’organigramma politico nazionale del Pd – avente ad oggetto supposte transazioni importanti di danaro con proprietari ed imprese interessati alla riconversione dell’area delle ex acciaierie Falk di Busto Arsizio,unitamente ad altre operazioni finanziarie,da parte della Provincia,per l’acquisizione di quote della Autostrada di Serravalle.Una situazione che crea certo imbarazzo al Partito Democratico che fa del discorso dell’etica pubblica un suo punto forza.Detto che il caso Penati –al di là degli approfondimenti e degli esiti dell’inchiesta in atto –sembrerebbe richiamare più il fenomeno della corruzione ai fini del finanziamento dei partiti e non già quella a titolo di esclusivo vantaggio personale,come la nuova Tangentopoli sta evidenziando,nessuno vorrà negare la gravità degli addebbiti, se provati.Restano invece un po’ risibili gli acrobatici esercizi di”terzismo”cui sembrano votati alcuni  colleghi sempre in transito